Il futuro campione del mondo di Formula 1 fa Antonelli di cognome e Andrea di nome, ma tutti lo chiamano Kimi, il suo secondo nome. E siccome nel mondo dei motori di Kimi ce n’è stato un altro che ha vinto il titolo mondiale con la Ferrari (il finlandese Raikkonen che trionfò con la Ferrari nel 2007) in molti pensano che i genitori di Andrea Kimi Antonelli si siano ispirati a Raikkonen. Sbagliato! In realtà Marco Antonelli e Veronica Pomaro hanno seguito il consiglio di un amico di famiglia, Enrico Bertaggia. Il motivo era puramente estetico e fonetico: Kimi suonava bene con Andrea e Antonelli, dando un tocco internazionale al nome. Ma per tutti il bambino Antonelli era Andrea e lui stesso non si riconosceva in quello che sembrava un diminutivo, poi però con il passare del tempo ci si è sempre affezionato. E ora per tutti è Kimi Antonelli.
Come nasce l’amore per la Formula 1
Siamo nel 2014 e Kimi Antonelli ha solo sette anni. Il papà Marco decide di portarlo con lui per una gara di Porsche Super Cup a Hockenheim, ma non avendo il pass per farlo entrare lo infilò dentro una pila di gomme coperta da un ombrello sfuggendo ai controlli e dopo quell’esperienza Kimi tornò innamorato delle auto e della velocità. Anche se in realtà già a due anni guidava un go-kart e a cinque iniziò a pilotare in autonomia un kart “Delfino” sulla pista di Forlì, dimostrando subito una predisposizione naturale. Nonostante sin da bambino abbia iniziato a gareggiare (e vincere) non ha mai trascurato gli studi e nel 2025 si è diplomato all’istituto Gaetano Salvemini (indirizzo Rim, Relazioni internazionali e marketing). Materia preferita: inglese. Quella che non sopportava? La matematica. Pare che per risolvere i problemi di algebra si sia spesso rivolto ai suoi meccanici della Mercedes.
Lo scoglio della patente
Ma uno che sfreccia a 300 all’ora su una monoposto potrà avere problemi a superare l’esame della patente? Il paradosso è che Kimi era già un pilota di Formula 1 ma non aveva ancora superato lo scoglio dell’esame della patente, cosa per altro successo qualche anno prima anche a Max Verstappen. La prova più difficile da superare? Il parcheggio. Antonelli ha confessato che ha temuto la bocciatura per lo stress di poter fallire la manovra di parcheggio, del resto in Formula 1 la sua macchina nel box ce la spingono i meccanici.
Il debutto al cinema
Motori, motori, sempre motori. Ma che sarebbe diventato famoso si capisce anche dal suo prematuro ingresso nel mondo del cinema. Nel 2016, quando aveva circa 10 anni, ha partecipato con un piccolo cameo al film “Veloce come il vento” (titolo internazionale Italian Race), diretto da Matteo Rovere. Il film era ambientato nel mondo delle corse e aveva come protagonista Stefano Accorsi nei panni di un pilota tormentato. Ma le quattro ruote non sono l’unica passione, Antonelli è un grande appassionato dell’Nba e ha citato spesso Michael Jordan e la serie documentaristica “The Last Dance” come fonti principali di ispirazione per la sua etica del lavoro. Poi c’è la musica: “Can’t Hold Us” di Macklemore è la sua colonna sonora. Ascolta sempre il brano prima di salire in macchina.
Il numero 12 per Senna
Poi c’è l’idolo del suo sport e su questo Kimi non ha mai avuto dubbi: Ayrton Senna. Per ricordare il pilota brasiliano Kimi ha scelto il numero 12 sulla sua macchina proprio il numero del brasiliano durante la sua leggendaria ascesa in F1 con la Lotus e nella stagione iridata del 1988 con la McLaren. Antonelli aveva già corso con questo numero durante le sue vittoriose campagne in Formula 4 e Formula Regional, sentendolo ormai parte della sua identità sportiva. Con la vittoria di ieri a Austin Antonelli ha vinto il nono gran premio dela stagione, superando il record di Senna che nel 1988 si era imposto 8 volte. A Kimi bastano adesso due punti nel prossimo gran premio in Messico per essere campione del mondo e festeggiare alla grande a Rio de Janeiro nel gran premio del Brasile. Nella terra di Ayrton. Kimi ha sempre rifiutato il paragone con Senna, ma ad alimentarlo c’è anche una certa somiglianza fisica tra i due, oltre alle vittorie in pista.
La fidanzata
Costa Smeralda e poi Portofino, sono i luoghi di vacanza dove sono stati immortalati Kimi Antonelli e Suami Di Tavi, studentessa della Cattolica di Milano. Una relazione nata nell’estate scorsa dopo che si era chiusa quella durata oltre due anni con la pilota ceca Eliška Babičková, terminata ufficialmente nel febbraio 2026. Pochi giorni prima del gran premio d’Italia a Monza, vinto da Antonelli dopo una straordinaria rimonta, la coppia ha scelto uno degli hotel più prestigiosi di Portofino, l’hotel Splendido arroccato sulla collina affacciata su Baia Cannone, per trascorrere qualche giornata di relax.
