Igor Protti non ce l’ha fatta. La sua lunga battaglia contro la malattia è finita: si è spento all’età di 58 anni. Dal luglio della scorsa estate stava cercando di superare la diagnosi di tumore al colon che lui stesso aveva scelto di rendere pubblica condividendo con amici e tifosi la lotta quotidiana per cercare di liberarsi di quello che aveva definito uno “sgraditissimo ospite”. Nelle ultime settimane le sue condizioni erano peggiorate.
L’ultima apparizione pubblica era stata in occasione del matrimonio della figlia. Ora la notizia della scomparsa che è stata data dalla sua famiglia che lo aveva accompagnato in un percorso fatto di brevi momenti di speranza e leggera ripresa seguiti da crisi. In inverno aveva compiuto una sorta di giro per ricevere l’abbraccio di migliaia di tifosi nelle squadre della sua carriera di grande attaccante del calcio di provincia.
Originario di Rimini, classe 1967, Protti aveva mosso i primi passi proprio nella squadra della città per poi trasferirsi a Livorno e da qui al Messina, in Serie B, per prendere il posto di Totò Schillaci passato alla Juve. Quindi il grande salto con il picco nel 1995/1996: capocannoniere di Serie A a pari merito con Beppe Signori segnando 24 gol con la maglia del Bari. Unico giocatore capace nel corso della sua carriera di vincere la classifica marcatori in tutte le serie: A, B e C.
L’annuncio della sua scomparsa è stato accompagnato da un commuovente messaggio che Igor Protti ha voluto lasciare come testamento a tutti quelli che gli hanno voluto bene: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.
