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Dolcenera: “Epopea” è la mia rivoluzione ottimista

Dolcenera: “Epopea” è la mia rivoluzione ottimista

La cantautrice racconta a panorama.it il suo nuovo singolo, pronta a scommettere su un nuovo umanesimo e sul ritorno a viversi dal vivo

“Panorama, il giornale più amato dallo zio Peppe, colui che mi ha iniziato alla musica, facendomi scoprire i suoi mille vinili e incantandomi con i suoi preziosi racconti sull’arte e la letteratura”.

Cosi inizia l’intervista con Emanuela Trane, in arte Dolcenera.  

Cantautrice, musicista e producer, il suo stile unisce la profondità del cantautorato italiano  con una sonorità contemporanea e internazionale. Ed è proprio un timbro “baile funk” (genere dance e hip hop nato nelle favelas brasiliane negli anni’80) a caratterizzare il suo ultimo singolo uscito il 5 giugno: “Epopea”, che ha seguito di qualche settimana “My love”.

“Sono canzoni che  mi fanno stare bene perché ritrovo la “me” al cento per cento, la “me” che ha il lato cantautoriale sempre in evidenza, che contestualizza le canzoni nel momento storico vissuto, la “me”  critica nei confronti della società, ma che vuole abbracciare le persone e credere nel futuro.”

“Epopea” racconta una generazione anestetizzata dai social, dalle relazioni artificiali, ma con ancora il desiderio della presenza fisica

“Sento un bisogno irrefrenabile di contatto fisico, intellettuale e spirituale diretto. È chiaro che in questo momento storico i nostri rapporti avvengono sempre più attraverso uno schermo, una sorta di filtro in più che impedisce il contatto reale con una persona; ritengo però che questo sia un periodo di passaggio, un momento di mezzo verso un futuro diverso da ciò che stiamo vivendo ora. Non so cosa succederà, ma credo che le generazioni attuali si rapportino alla vita digitale in maniera diversa dalla nostra, seppur con le loro fragilità, e in questo modo io ripongo speranza. Secondo me ci sarà una reazione alla spirale negativa attuale.”

Reazione espressa in “Epopea

“Epopea” nasce dalla voglia di una notte semplice, di musica, autenticità e presenza reale: c’è la voglia di contatto fisico, la voglia di appartenenza a un gruppo, della ricerca di sintonia ideologica e di persone con cui condividere la visione della vita. Lo spirito di competizione che ti presenta la vita digitale rende sempre più difficile imparare a lasciare andare per conquistare quotidianamente la propria libertà, diventando quasi un gesto eroico.

Sono decisamente pro futuro, e credo che chi canti e scriva del sociale abbia molta fede nel futuro.”

A proposito dell’essere pro futuro, i video di “My Love” ed “Epopea” sono stati realizzati con l’intelligenza artificiale

“Sono stata la prima in Italia a fare un videoclip con l’intelligenza artificiale, “My love” è stato celebrato per il suo lavoro innovativo che esplora il rapporto tra uomo e intelligenza artificiale, uno dei primi esperimenti compiuti di integrazione tra presenza reale e AI. Non avrei mai realizzato un intero videoclip con la sola intelligenza artificiale; in alcuni punti ci sono io, e in altri c’è il mio clone che, ammetto, mi piace! Le persone che si sono occupate della parte IA sono dei veri e propri artisti, perché per gestirla bene devi necessariamente avere un quadro artistico. Sono pionieristica da questo punti di vista. Un futuro visto con i valori importanti della nostra memoria storica.”

Tu scrivi tutte le tue canzoni, e hai iniziato a farlo fin da giovanissima. Come nasce una canzone per una ragazza di sedici anni?

“All’inizio tutto era a livello embrionale È stato uno stimolo, ma non pensavo potesse diventare un lavoro. Scrivevo come un qualcosa di collaterale. Poi il mio compagno un giorno mi disse: “perché non la smetti di suonare le canzoni degli altri e non inizi a scrivere le tue? Il giorno dopo scrissi la canzone che ha dato il titolo al mio primo album: “Sorriso nucleare”.

Aspettava solo lo stimolo giusto per prendere finalmente forma

“Mi ricordo perfettamente quel momento: stavo rifacendo il letto, mi colpì molto questa frase del mio compagno, come un colpo sparato nel nulla. Mi chiesi perché quell’uomo così  serio e pragmatico, laureato in giurisprudenza, mi contestasse sulla scrittura della musica. Puntando su cosa? La parte della scrittura non è qualcosa che si dà per scontato. Fortunatamente il mio compagno (lo stesso di allora) è una persona che scommette sul valore delle persone. E mi sono resa conto che la canzone era scritta bene, a detta anche dei musicisti con cui mi sono confrontata.”

Aveva visto ciò che tu non riuscivi a ancora a vedere . Il tuo prossimo album uscirà in autunno. Il dodicesimo. C’è qualcosa che lo differenzia particolarmente dai precedenti?

“La volontà di inserire la propria emotività dentro il momento storico e sociale. Sia “My love” che “Epopea” lo fanno, così come lo faranno le altre canzoni. Mi piace il modo in cui riesco a unire la parte cantautorale con l’entertainment della musica di oggi mantenendo uno sguardo critico. Non vedo l’ora di tirare fuori dal cassetto un paio di canzoni che posso definire come quelle di un tempo, veramente profonde.”

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