Home » Attualità » Santo Sepolcro, marcia indietro immediata di Netanyahu: Pizzaballa può celebrare la messa

Santo Sepolcro, marcia indietro immediata di Netanyahu: Pizzaballa può celebrare la messa

Santo Sepolcro, marcia indietro immediata di Netanyahu: Pizzaballa può celebrare la messa

Dopo il blocco della polizia israeliana, Netanyahu ordina pieno accesso al cardinale Pizzaballa per la Messa alla Chiesa del Santo Sepolcro

Una delle domeniche più simboliche dell’anno per i cristiani era cominciata con uno sbarramento di polizia. Da qui, lo sdegno internazionale. Poi, nel giro di alcune ore, è arrivata la retromarcia. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha infatti ordinato accesso «pieno e immediato» al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, dopo che gli agenti israeliani gli avevano impedito di celebrare la messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro.

Un episodio che ha scatenato (comprensibilmente) reazioni diplomatiche a catena, rimettendo al centro del dibattito la questione della libertà di culto nei luoghi santi.

Cosa è successo davvero

Le autorità israeliane avevano invocato le restrizioni del Comando del fronte interno, legate alla guerra in corso con l’Iran e alla chiusura dei principali siti religiosi nella Città vecchia di Gerusalemme. Netanyahu ha poi spiegato che Teheran ha preso di mira con missili balistici i siti religiosi della città, e che i frammenti di uno degli attacchi sarebbero caduti a pochi metri dalla stessa chiesa.

Da qui, secondo la versione ufficiale israeliana, la richiesta «temporanea» ai fedeli di tutte le confessioni di astenersi dal culto. Sempre secondo questa versione, sarebbe unana misura di sicurezza, non una discriminazione.

L’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, ha sintetizzato la posizione di Tel Aviv con una frase netta: il cardinale non era considerato pericoloso, ma «in pericolo». Se fosse stato colpito da un missile, ha detto Peled al Corriere della Sera, Israele ne avrebbe risposto. Il diplomatico ha poi definito l’accaduto «uno spiacevole incidente» e la convocazione alla Farnesina «normale dialogo diplomatico».

Le reazioni alla questione del Santo Sepolcro

Una lettura diversa arriva da Padre Gabriel Romanelli, parroco della Chiesa della Sacra famiglia di Gaza. Il sacerdote ha raccontato che il Patriarca aveva già rinunciato alla grande processione dal Monte degli Olivi, e si stava recando alla chiesa in forma ridotta, senza cerimoniale, con il solo custode. «Cosa che non è proibita», ha sottolineato Romanelli, definendo il divieto «una cosa molto cattiva», soprattutto per il suo valore simbolico: il pastore che non può benedire i rami in segno di pace nel giorno in cui la liturgia lo esige.

L’Italia non è rimasta a guardare. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha telefonato direttamente al cardinale Pizzaballa, esprimendo vicinanza a lui, a «Padre Ielpo e ai religiosi» coinvolti. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto la convocazione dell’ambasciatore israeliano alla Farnesina, dove sarà ricevuto dal direttore generale per gli affari politici Cecilia Piccioni. L’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede è atteso invece a colloquio con i vertici vaticani.

© Riproduzione Riservata