Si allunga il palmarès delle collaborazioni pubblicitarie di José Mourinho. L’allenatore portoghese, che ha guidato L’Inter al leggendario Triplete del 2010, tecnico del Benfica anche se si fanno sempre più insistenti le voci di un suo passaggio al Real Madrid, è a Milano per presentare Tu, prima, l’ultima campagna di Prima Assicurazioni di cui è protagonista e che sarà in onda dal 4 maggio. Lo incontriamo ai Dazi di Piazza Sempione e in questa intervista ci racconta il suo rapporto con Milano, lo stile e anche perché non sarà il CT della Nazionale.
Domanda. Cosa l’ha convinta ad accettare il progetto di Prima Assicurazioni?
Risposta. All’inizio non ero tanto sicuro, mi sembrava un po’ troppo. Poi, però, ho capito che condivido con Prima Assicurazioni l’importanza di dare la giusta attenzione al singolo, senza favoritismi. Per fare un esempio, se vado al ristorante, non mi piace che mi diano il tavolo solo perché sono Mourinho, e la stessa cosa vale per Prima, che considera ogni cliente unico e speciale. Quindi mi sono ricreduto e mi sono anche divertito, faccio solo cose che mi divertono.
D. Ritorna a Milano, come si senti?
R. Sono stato due anni a Milano, ma lo posso dire tra virgolette, perché vivevo a Cernobbio, lavoravo ad appiano Gentile, i miei figli studiavano a Lugano. Di fatto per me Milano è soprattutto San Siro, dove giocavamo e dove ho vissuto momenti bellissimi. Sono tornato da avversario e mi sono sentito subito a casa, ecco Milano è un po’ casa.
D. Milano è anche la città della moda, che rapporto ha con lo stile?
R. Non ho un rapporto con la moda, ce l’ho con me stesso. Mi vesto secondo le occasioni, non vado a un matrimonio in short per fare un esempio banale, ma ciò che mi interessa è soprattutto sentirmi a mio agio. L’abbigliamento è funzionale, indosso solo ciò che mi fa stare bene.
D. Qual è il suo profumo preferito?
R. Nessuno. Il mio profumo preferito è fare la doccia tante volte al giorno, perché sono un po’ ossessionato con questo. E dopo un una body location neutra, non mi piace il profumo o meglio mi piace solo il profumo della pulizia.
D. Come si fa a essere lo Special One?
R. Lavorando tanto e per tanti anni. Ci sono moltissimi talenti, ma quelli che si distinguono sono quelli che vincono e sono speciali proprio perché non si tirano mai indietro davanti alle sfide e lavorano costantemente per raggiungere i loro obiettivi? Chi sarà il prossimo Mourinho? Ogni volta in Portogallo e in Europa c’è un ragazzo bravo che gioca bene e vince due partite, dicono che sarà il prossimo Mourinho, ma non è così semplice.
D. Verrà ad allenare l’Italia?
R. Credo che l’Italia non abbia bisogno di un allenatore straniero, ci sono paesi a cui mancano figure carismatiche, ma non è il caso del vostro Paese. Certo la situazione non è delle migliori, ma un allenatore come Max Allegri o come Antonio Conte, potrebbe fare la differenza.
