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Piantedosi in Senato: “Serve il fermo preventivo”, mentre il governo ultima il pacchetto sicurezza

Piantedosi in Senato: “Serve il fermo preventivo”, mentre il governo ultima il pacchetto sicurezza

In aula il capo del Viminale difende il fermo preventivo: “impedire ai violenti di infiltrarsi e colpire”. Domani il pacchetto sicurezza sarà sul tavolo del consiglio dei ministri.

Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo”, così si è espresso oggi in Senato il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, nella sessione di comunicazioni indetta relativamente ai disordini di Torino.

 “C’è chi ha persino adombrato l’idea che le violenze siano state in qualche modo organizzate, o quantomeno tollerate, dal Governo per poter poi varare più agevolmente nuove norme”, continua il ministro, definendo l’accusa “grave e strumentale”.

“È un’insinuazione indegna e priva di qualsiasi riscontro nella realtà, che si scontra con un dato oggettivo e incontrovertibile: le violenze di matrice antagonista, di cui Askatasuna e altri centri sociali sono protagonisti, non nascono con l’attuale Governo”.

“È arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione – ha infine aggiunto il ministro – da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere invece del tutto pacifiche e legittime”.

Piantedosi: “Serve il fermo preventivo”

La comunicazione in Senato di oggi in merito ai disordini di Torino è quindi diventata strettamente connessa al “pacchetto sicurezza” a cui il governo sta attualmente lavorando.

Una delle norme è proprio il fermo preventivo, a riguardo del quale Piantedosi ha dichiarato in aula: “Il governo intende introdurre una misura” che impedisca “a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire”.

“L’auspicio”, ha continuato il capo del Viminale, “è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso”.

Due degli aggressori di Torino in libertà con obbligo di firma

Nel frattempo, a Torino, sono stati già scarcerati con obbligo di firma due dei tre arrestati per gli incidenti avvenuti il 31 gennaio durante la manifestazione a favore di Askatasuna. Trattasi di Matteo Campaner e Pietro Desideri, entrambi arrestati durante i disordini per resistenza a pubblico ufficiale.

Già a piede libero. Vergogna. Votare sì al referendum sulla giustizia è un dovere morale”, ha tuonato su X il leader della Lega Matteo Salvini.

Le ultime modifiche al “pacchetto sicurezza”

Nel frattempo, prosegue il lavoro per limare i dettagli del “pacchetto sicurezza”, che sarà composto da un decreto legge, che conterrà le misure ritenute più urgenti, e da un successivo disegno di legge.

I due testi saranno oggetto di scrutinio da parte del governo nella giornata di domani, in occasione del consiglio dei ministri in programma per le 17.

Proprio riguardo al pacchetto sicurezza, fonti parlamentari citate dall’ANSA riferiscono che oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è salito al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dopo attente riflessioni, il governo ha infine deciso di far entrare nel disegno di legge la misura anti-ong, che prevede “l’interdizione fino a trenta giorni, prorogabile fino a sei mesi, dell’attraversamento del limite delle acque territoriali, nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale”.

Divieto pensato appositamente per le Ong che operano nel Mediterraneo facendo la spola tra Libia e Italia. 

Modifiche anche a fermo preventivo e scudo penale

Per quanto concerne il fermo preventivo nei confronti dei manifestanti con precedenti specifici, invece, la norma è stata modificata in modo tale da evitare dubbi di costituzionalità. Non sarà più un fermo di polizia giudiziaria, ma un “accompagnamento” negli uffici, che non potrà durare più di dodici ore.

Anche sui provvedimenti detti “anti maranza” sono stati chiesti miglioramenti, soprattutto tecnici. Si è così arrivati ad un elenco preciso di armi e coltelli atti a offendere. Invariate le sanzioni fino a 12.000 euro per la vendita di coltelli a minori e le multe ai genitori.

Modifiche anche per quello che potremmo definire il ‘pezzo forte’ del pacchetto sicurezza, ovvero lo scudo penale per polizia e carabinieri.

Dopo le correzioni chieste dal Quirinale (sempre a fini di costituzionalità), lo scudo penale per le forze dell’ordine prevederà la creazione di un registro, diverso da quello degli indagati, ma con le stesse garanzie. Sembra invece tramontare definitivamente l’idea della lega di una cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni.

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