Si avvicina sempre più la cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, la manifestazione multisportiva che riunisce le nazioni affacciate sul Mare Nostrum, secondo il modello dei Giochi olimpici. Appena quattro giorni dall’accensione della fiamma: nel frattempo, persino Papa Leone XIV ha offerto la sua benedizione sull’evento. Il Pontefice, durante l’Angelus da Castel Gandolfo, si è augurato in un messaggio che i Giochi possano davvero rappresentare «una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli» dell’area mediterranea e del mondo intero. Ad aprire ufficialmente la manifestazione, il 21 agosto, sarà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il programma dei Giochi del Mediterraneo
Sarà la ventesima edizione della rassegna, e la quarta volta che la nostra nazione la ospita, dopo Napoli nel 1963, Bari nel 1997 e Pescara nel 2009. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha ringraziato Papa Leone XIV per l’attenzione riservata allo sport come «strumento universale di dialogo e reciprocità», ricordando che, dopo le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano Cortina, l’Italia torna al centro della scena internazionale in questo ambito. A Taranto sono attesi otto capi di Stato e le massime autorità dei 26 Paesi partecipanti: tra loro la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, quello della Camera Lorenzo Fontana, il vicepresidente della Consulta Luca Antonini e il ministro per lo Sport Andrea Abodi. Per Buonfiglio, si tratta di «un segnale della centralità del nostro movimento, non solo come confronto agonistico, ma come leva diplomatica e di crescita sociale».
L’importanza politica per il governo Meloni
L’appuntamento, peraltro, ha un peso politico non indifferente: per l’esecutivo si collega infatti al Piano Mattei per l’Africa, la strategia politica ed economica del governo Meloni, presentata nel gennaio 2024. L’obiettivo è creare un rapporto alla pari con le nazioni africane, favorire lo sviluppo locale, fermare le partenze dei migranti e fare dell’Italia un ponte energetico tra Europa e Africa.
Il riscatto di Taranto, dopo l’Ilva
Per la città pugliese, però, il significato più profondo riguarda il territorio stesso. Taranto è conosciuta soprattutto per l’ex Ilva, il più grande stabilimento siderurgico d’Europa, fondato negli anni Sessanta. Da diversi anni oramai, la fabbrica è al centro di una crisi industriale complessa, sospesa tra la tutela dei posti di lavoro e la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente. In questo contesto, i Giochi del Mediterraneo diventano per Taranto un’occasione di riscatto urbano, una vetrina che racconta la città al di là della sua storia industriale più triste e controversa.
Uno sguardo verso le nuove generazioni
A raccontare questa trasformazione sarà anche la cerimonia inaugurale, costruita attorno allo slogan «Embrace The Future» (abbracciare il futuro). Uno dei momenti più attesi vedrà protagonista Simone Grande, giovane cantante di Rozzano (un comune alle porte di Milano), vincitore nel 2023 di «The Voice Kids», che eseguirà l’inno nazionale. La scelta di affidare l’Inno di Mameli a un giovane talentuoso richiama proprio il tema della serata: lo spettacolo racconterà Taranto, la Magna Grecia e il mare, attraverso lo sguardo delle nuove generazioni.
