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Quando divisa e camice tradiscono il popolo: due casi che stanno scuotendo l’Italia

Quando divisa e camice tradiscono il popolo: due casi che stanno scuotendo l’Italia

Dalla sparatoria dell’agente Cinturrino al trapianto fallito del piccolo Domenico: due vicende diverse ma unite da un filo rosso che colpisce la fiducia degli italiani nelle istituzioni. Polizia e sanità travolte da un’ondata di sfiducia.

In apparenza sono fatti che non hanno nulla da spartire, ma in realtà c’è un filo rosso che collega il caso dell’agente che ha sparato a un uomo disarmato, uccidendolo, e la tragica storia di Domenico, il bambino morto per il fallito trapianto di cuore. Ovviamente le vicende sono lontane in tutti i sensi: nella prima c’è un poliziotto accusato di omicidio volontario e forse di un’altra serie di reati che potrebbero emergere dalle indagini; nella seconda ci sono dei medici accusati di omicidio colposo. Tuttavia, sia Carmelo Cinturrino, assistente capo della polizia, che i sanitari del Monaldi di Napoli sono persone che oltre ad avere tolto la vita a due esseri umani, un uomo di 28 anni e un piccolo di due, hanno provato a nascondere le loro responsabilità, nella speranza di farla franca. L’agente e i chirurghi hanno negato fino all’ultimo, nascondendo la verità, anche quando era chiaro che essa, prima o poi, sarebbe emersa.

Errori, silenzi e tentativi di copertura

Cinturrino ha premuto il grilletto e sapeva – o poteva immaginare – che quel colpo avrebbe potuto uccidere un uomo disarmato. E allo stesso tempo i sanitari, che dopo aver espiantato il cuore di un bambino di due anni e mezzo si sono resi conto che quello da trapiantare era stato “bruciato” dal ghiaccio secco, sapevano che Domenico era spacciato. Ma sia l’uno che gli altri hanno preferito tacere e mentire, convinti di poter evitare il peggio o forse soltanto decisi a giocare fino in fondo le loro ultime carte, nella speranza di riuscire a essere convincenti. Nell’illusione che sarebbero stati creduti.

Quando l’autorità tradisce la fiducia

C’è però un altro aspetto che lega entrambe le storie. Sia il poliziotto che i chirurghi impersonano l’autorità, o per lo meno quella che noi riteniamo essere tale. Il primo indossando una divisa, i secondi un camice, a loro le persone si affidavano con fiducia, perché uno doveva garantire la sicurezza e la legge, gli altri la salute e la vita. Invece, sia Cinturrino che i medici hanno tradito i loro giuramenti. L’agente ha sparato e poi ha organizzato con la complicità di alcuni colleghi una messinscena. Gli altri hanno sbagliato e poi per settimane hanno finto che l’intervento non fosse fallito, nascondendo i loro terribili errori. Il risultato è un’ondata di sfiducia collettiva, una marea di fango che colpisce due istituzioni. I poliziotti e, più in generale, le forze dell’ordine sono guardate con sospetto, quasi che invece di proteggerci ora ci si debba proteggere da loro. E al Monaldi, considerato un ospedale efficiente e organizzato, pare che fiocchino le disdette degli interventi programmati, perché i pazienti non sembrano più sicuri di affidarsi a quella struttura.

Il danno che colpisce due istituzioni

Ecco, il danno fatto da Cinturrino e dai chirurghi che hanno operato Domenico va oltre la morte di un uomo e di un bambino. Con il loro comportamento hanno compromesso la fiducia che molti italiani ripongono in chi indossa la divisa o il camice. Non è retorica, non si vuole scambiare un omicidio volontario e un comportamento che il capo della polizia ha definito delinquenziale con un omicidio colposo, dovuto a errori che appaiono inqualificabili, ma il disastro d’immagine è evidente.

Lo scaricabarile delle responsabilità

Così come risultano lampanti i maldestri tentativi di attenuare le proprie responsabilità, provando anche a giocare a fare lo scaricabarile. Cinturrino che dice di aver visto male, di aver perso la testa, di essere andato a pregare per la vittima, ma intanto coinvolge i colleghi, sostenendo che sapevano della scacciacani nascosta in una valigetta, quasi che questo riduca un po’ la sua colpa. Senza però ammettere che chi è sconvolto non ha la lucidità di organizzare una messinscena in una manciata di minuti. E così i medici che provano a ribaltare gli errori su chi ha fornito il ghiaccio secco che ha “bruciato” il cuore da trapiantare su Domenico, dimenticano tutto il resto, ovvero la finzione che qualche cosa si potesse ancora fare per salvare il bimbo. Giorgia Meloni ha detto che Cinturrino ha tradito la Nazione. È vero. Ma l’hanno tradita anche quei chirurghi che hanno nascosto la verità alla famiglia di un bambino.

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