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Volata Champions: Allegri non muore mai, estasi Roma e dramma Juventus

Volata Champions: Allegri non muore mai, estasi Roma e dramma Juventus

Tutti i verdetto della penultima giornata nella volata all’Europa più ricca: Spalletti quasi fuori mentre Milan e Gasperini possono sognare. E per Conte arriva la certezza della qualificazione.

Novanta minuti di pura tensione e che hanno prodotto un ribaltone clamoroso in zona Champions League. Il mezzogiorno di fuoco del calcio italiano è valso il prezzo del biglietto e ad una giornata dalla fine del campionato ha prodotto alcuni verdetti, non tutti definitivi, che segnano presente e futuro delle squadre coinvolte.

L’unica certezza scritta nella pietra è che il Napoli giocherà la prossima Champions League. Non c’erano tanti dubbi, dovendo Conte semplicemente chiudere il lavoro in casa del genere retrocesso Pisa, ma la pratica è stata sbrigata dai partenopei (0-3) senza che ci fossero tremori e, dunque, da qui in poi De Laurentiis potrà concentrarsi sul progetto sportivo della prossima stagione. 

Gli altri verdetti non sono definitivi, ma perché tra una settimana la classifica venga riscritta serve che succedano cose poco pronosticabili. In estrema sintesi: il Milan è risorto nel momento più buio, la Roma gode perché ha dominato il derby e si è iscritta nel quartetto per l’Europa che conta, la Juventus sta vivendo un vero e proprio dramma sportivo.

I bianconeri sono fuori dalla Champions League a una giornata dalla fine, colpevoli di aver gettato al vento tutto prima con il Verona e poi facendosi battere dalla Fiorentina (0-2) davanti alla propria gente, giustamente arrabbiata. Un disastro sportivo ed economico. Il campionato si chiuderà con un derby in casa del Torino nel quale la Juventus deve solo vincere, sperando che da San Siro e Verona arrivi una combinazione dei risultati favorevole: difficilissimo.

Chi non muore mai è Max Allegri. In coda alla settimana dei veleni e dei regolamenti di conti, alla guida di una squadra che non dava più segni di vita, il tecnico livornese a costruito a Marassi (1-2) in capolavoro di cinismo e praticità. Le reti di Nkunku e Athekame sono un pass per la Champions League e anche un modo per ribadire la straordinaria capacità di Allegri di portare in porto le proprie barche anche in mezzo a mari tempestosi. La chiusura a San Siro contro il Cagliari è una trappola psicologica più che tecnica, ma i rossoneri sono padroni del proprio destino.

Il derby dell’Olimpico, invece, ha completato la rimonta della Roma che solo un mese fa sembrava spacciata, tagliata fuori da tutto dopo aver gettato al vento il lavoro di tre quarti di stagione. La Lazio ha fatto la figura dello sparring partner, si è consegnata a due capocciate di Mancini e chiude malissimo un’annata nata senza che ci fossero visioni e speranze.

Gasperini non dipende dai risultati di nessun altro e gli basta vincere a Verona, sul campo di una squadra già retrocessa, per dare ai Friedkin quello che inseguono dal 2019 e cioè il ritorno in Champions League. La quota quarto posto si è alzata così tanto da tagliare fuori, quasi certamente, il Como di Fabregas per il quale il treno era passato nelle scorse settimane. Rimane una straordinaria qualificazione all’Europa League, il successo sul Parma serve a tenere ancora aperta una porticina al sogno.

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