L’attività sessuale è fondamentale per il benessere psicofisico. E, naturalmente, fondamentali sono anche le protezioni. A quanto pare, gli atleti di Milano Cortina 2026 lo sanno bene, e hanno sfruttato al massimo i 10.000 preservativi forniti gratuitamente al Villaggio olimpico. Tutti esauriti in appena tre giorni dai 2.800 agonisti. Persino il portavoce del Cio Mark Adams si è dimostrato piacevolmente sorpreso: «Fate voi i conti» ha dichiarato, alimentando le ipotesi (poi confermate) di ulteriori forniture in arrivo in questi giorni.
Il mito e la realtà sui preservativi
Eppure, prima di immaginare i campioni come satiri alpini in preda a dionisiache celebrazioni, vale la pena interrogarsi sulla destinazione d’uso effettiva. Perché sul sito di vendita dell’usato Vinted sono già comparsi preservativi olimpici, ancora sigillati, a 105,70 euro l’uno. Scatolina gialla della Regione Lombardia (rosa camuna inclusa), con logo a cinque cerchi: un cimelio talvolta da esibire, non solo da consumare. «Trattabili», specifica l’annuncio. Dunque, molti se li portano a casa come souvenir, e qualcuno addirittura li rivende. Non esattamente lo scenario da «Olimpo erotico» che il mito suggerirebbe.
Oltre lo sport a Milano Cortina 2026
Parrebbe opportuno ricordare che sabato 14 febbraio era San Valentino (e anche questo potrebbe aver contribuito). Nei giorni scorsi, l’atleta statunitense di slittino Sophia Kirby si era offerta per degli appuntamenti con i single del campus in cambio di una spilletta olimpica. E, proprio nel giorno degli innamorati, ha postato una foto molto eloquente: le sue gambe accanto a quelle di qualcun altro. Missione compiuta, spilletta acquisita.
I numeri, però, raccontano un’altra storia: esauriti i 15mila profilattici maschili, restano nei distributori buona parte dei tremila femminili. Lunedì, ad ogni modo, arriveranno cinquemila rinforzi. «Domanda superiore alle attese», ammette sobriamente la Fondazione Milano Cortina. A cui si aggiunge il messaggio online del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: «Prassi consolidata per prevenzione e buon senso».
I preservativi distribuiti in precedenza
La distribuzione di preservativi alle Olimpiadi è una tradizione che nasce nel 1988 a Seul, in risposta all’emergenza Hiv. Da allora i numeri sono cresciuti costantemente: dai 90mila di Barcellona 1992 si è superata quota 100mila a Pechino 2008 e Salt Lake City. Il record resta Rio 2016, con 450mila preservativi per circa 11mila atleti. Comparando questi freddi dati, viene da pensare che il caldo proverbio «Italians do it better» non sia necessariamente questione di quantità. Del resto, persino i miti olimpici hanno bisogno di profilassi.
