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Ketchup sì, bustine no: arriva la rivoluzione europea contro gli imballaggi monouso

Ketchup sì, bustine no: arriva la rivoluzione europea contro gli imballaggi monouso

Dal agosto 2026 stop ai PFAS, dal 2030 addio a bustine monodose di ketchup, maionese e ai flaconcini di plastica negli hotel. Le tappe del regolamento di Bruxelles, le eccezioni e le alternative

Addio alle bustine di ketchup, maionese, olio e dolcificanti sui tavoli di bar e ristoranti. E stop anche ai flaconcini monouso di shampoo e bagnoschiuma negli hotel. A stabilirlo è il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), entrato in vigore nel febbraio 2025, con cui Bruxelles punta a ridurre del 15% i rifiuti di imballaggio pro capite entro il 2040, oltre a limitare l’inquinamento e l’uso di sostanze chimiche dannose.
Niente allarmismi, però: non si tratta di un divieto immediato. La rivoluzione sarà graduale, in diversi anni. E per i consumatori una cosa è certa: il ketchup non sparirà dal tavolo, cambierà solo il modo in cui verrà servito.

Bustine monodose vietate: cosa prevede davvero il regolamento europeo

Per mesi il 12 agosto 2026 è stato indicato come la data spartiacque per la fine delle bustine monodose. In realtà il Regolamento europeo sugli imballaggi non introduce un taglio netto, ma un percorso progressivo. I divieti più rilevanti per il settore della ristorazione scatteranno infatti solo dal 1 gennaio 2030. Da quel momento nei locali del comparto HORECA (bar, ristoranti, hotel e caffè) non sarà più consentito utilizzare imballaggi in plastica monouso. Questo non significa però che il 2026 sia irrilevante. Dal 12 agosto di quell’anno non potranno più essere immessi sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che superino le soglie di PFAS previste dal regolamento. I PFAS, sostanze utilizzate per rendere carta e plastica resistenti a grassi e liquidi, sono noti come “inquinanti eterni” perché persistono nell’ambiente e si accumulano negli organismi viventi. Di conseguenza, dal 12 agosto 2026 fino allo stop definitivo del 2030 le bustine continueranno a esistere, ma dovranno essere realizzate con materiali alternativi, privi di PFAS e conformi alle nuove regole europee, con costi più elevati per i produttori.

Non solo ketchup: cosa sparirà davvero dal 2030 per il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi

Il divieto non riguarda solo le bustine di ketchup e maionese. Dal 1 gennaio 2030 il regolamento europeo prevede anche lo stop ai flaconcini monouso di shampoo, bagnoschiuma e sapone negli hotel, che verranno sostituiti da dispenser ricaricabili.
Sempre dal 2030 non sarà più consentito confezionare in plastica monouso porzioni inferiori a 1,5 chilogrammi di frutta e verdura fresca, salvo casi specifici legati a documentati rischi di deterioramento.  Nei bar e ristoranti, inoltre, non si potranno più utilizzare piatti, tazze e bicchieri monouso in plastica per il servizio al tavolo.

Divieto bustine monodose: eccezioni, alternative e impatti per consumatori e imprese

Il regolamento prevede comunque alcune eccezioni. Le bustine monodose resteranno consentite per l’asporto e il delivery e nelle strutture sanitarie, come ospedali e case di cura, dove il dosaggio individuale e le esigenze igieniche sono fondamentali. Per il resto, bar e ristoranti dovranno ripensare il servizio, puntando su dispenser ricaricabili, contenitori comuni e soluzioni lavabili o riutilizzabili.
Un altro passaggio chiave riguarda il take away: entro febbraio 2028 gli operatori dovranno offrire ai clienti la possibilità di acquistare cibi e bevande da asporto in contenitori riutilizzabili, anche portati da casa, senza sovrapprezzi. Le imprese del settore avranno quindi diversi anni per adeguarsi, ma chi non rispetterà le nuove regole rischierà sanzioni e, nei casi più gravi, l’esclusione dal mercato unico europeo.
E comunque alla fine, dal 2030, il ketchup e la maionese non scompariranno dai ristoranti italiani. A sparire saranno le bustine di plastica usa e getta: al loro posto arriveranno dispenser e contenitori pensati per ridurre sprechi e rifiuti.

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