L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui immaginiamo, progettiamo e realizziamo gli oggetti che ci circondano, rendendo accessibili strumenti capaci di generare immagini, sviluppare soluzioni e accelerare processi creativi che fino a pochi anni fa richiedevano competenze altamente specializzate. Ma proprio mentre la tecnologia sembra in grado di replicare una parte sempre più consistente del lavoro progettuale, emerge una domanda destinata a ridefinire il futuro delle professioni creative: che cosa significa essere un designer quando anche una macchina può produrre qualcosa di esteticamente convincente?
È intorno a questo interrogativo che prende forma la nuova fase di Istituto Marangoni Milano Design, che sceglie il cuore di Milano, in via Verri 4, per sviluppare un modello formativo nel quale la tradizione italiana del progetto incontra la ricerca tecnologica, la sperimentazione sui materiali e il dialogo diretto con le imprese. Non soltanto una nuova sede, dunque, ma un campus concepito come laboratorio di ricerca applicata, con una particolare attenzione ai settori del lusso e dell’alto di gamma, nei quali l’innovazione deve confrontarsi continuamente con il valore dell’artigianalità, della cultura estetica e dell’identità di marca.
«Non vogliamo essere semplicemente una scuola che insegna il design. Vogliamo essere il luogo in cui il design del futuro viene sperimentato prima che arrivi sul mercato», spiega Barbara Toscano, School Director di Istituto Marangoni Milano Design, sintetizzando una visione che punta a ridurre la distanza tra formazione accademica e trasformazioni dell’industria.
Un nuovo campus nel cuore del distretto del lusso milanese
La scelta di via Verri, tra via Montenapoleone e il Durini Design District, colloca la scuola all’interno di uno dei contesti più rappresentativi dell’economia creativa italiana, dove moda, arredamento, architettura e lusso condividono una rete di competenze produttive e culturali riconosciuta a livello internazionale.
Il nuovo campus si sviluppa su cinque piani e comprende oltre 500 metri quadrati di laboratori dedicati alla prototipazione e alla ricerca sui materiali, affiancati da spazi collaborativi, un Media & Events Hub e un rooftop panoramico pensato come luogo di incontro per la comunità internazionale di studenti, docenti e professionisti.
Il cuore tecnologico della struttura è l’Advanced Design Research Centre, un polo dedicato alla ricerca e alla sperimentazione applicata che mette in relazione studenti, ricercatori, aziende e istituzioni, accompagnando lo sviluppo di un progetto dall’ideazione iniziale fino alla realizzazione e alla comunicazione del prodotto.
Al suo interno trovano spazio la 3D Printing Farm, dedicata alla stampa tridimensionale, l’Advanced Prototyping Lab e l’AI Innovation Lab, nel quale l’intelligenza artificiale generativa viene esplorata anche nelle sue applicazioni alla produzione audiovisiva. Strumenti differenti che rispondono a una stessa esigenza: consentire ai futuri professionisti di confrontarsi con l’intero processo creativo e produttivo, comprendendo non soltanto come utilizzare una tecnologia, ma anche quando e perché sceglierla.
Existential Excellence: che cosa resta umano nell’era dell’intelligenza artificiale
Se il nuovo campus rappresenta la dimensione fisica di questa trasformazione, il tema scelto per l’anno accademico 2026/2027 ne definisce l’orizzonte culturale. Si intitola Existential Excellence e affronta una delle questioni più interessanti del dibattito contemporaneo sulla creatività: il significato dell’eccellenza umana in un’epoca nella quale la tecnologia è sempre più capace di riconoscere schemi, sviluppare alternative e perfezionare soluzioni esistenti.
Per Istituto Marangoni Milano Design, il valore del progettista non può più essere misurato esclusivamente attraverso la qualità tecnica o estetica del risultato, perché la differenza risiede sempre più nella capacità di mettere in discussione ciò che già esiste, attribuire significato alle proprie scelte e immaginare possibilità che non siano semplicemente la continuazione di modelli precedenti.
È un cambiamento di prospettiva che riguarda anche il rapporto tra creatività e responsabilità, perché progettare non significa soltanto risolvere un problema funzionale, ma comprendere le conseguenze culturali, economiche e sociali delle soluzioni proposte. L’intelligenza artificiale, in questo scenario, non viene considerata un antagonista dell’essere umano, bensì uno strumento che richiede una direzione, un’intenzione e soprattutto la capacità critica di riconoscere ciò che merita di essere realizzato.
Il concetto viene sintetizzato nell’espressione Human Reloaded, che richiama una rinnovata consapevolezza del potenziale umano e della sua capacità di reinventarsi, collocando intuizione, sensibilità e pensiero critico al centro del processo progettuale anche quando le tecnologie diventano sempre più sofisticate.
Dalla formazione alle imprese: Ferrari, Cartier, Alessi e Como 1907
Questa impostazione trova applicazione anche nell’offerta accademica, articolata in quattro aree principali: Product Design, Interior Design, Visual Communication Design e la nuova Innovation Design, attraverso corsi di laurea triennale, lauree magistrali, master, corsi intensivi e percorsi di formazione avanzata destinati ai professionisti.
Accanto alle competenze progettuali tradizionali, assumono un peso crescente la conoscenza delle tecnologie emergenti, la sostenibilità economica delle idee e la capacità di sviluppare nuovi modelli imprenditoriali, nella consapevolezza che il designer contemporaneo debba saper dialogare con professionalità e settori differenti.
Particolarmente significativo è il rapporto con il mondo delle imprese, che per l’anno accademico 2026/2027 si traduce in una serie di collaborazioni costruite intorno a progetti concreti. Ferrari coinvolgerà gli studenti della Laurea Magistrale in Communication Design, mentre Cartier lavorerà con il Master in Fine Jewellery Design, mettendo in relazione il percorso formativo con un settore nel quale innovazione, patrimonio artigianale e identità creativa sono strettamente connessi.
Alessi promuoverà invece una sperimentazione nel product design dedicata alle tecnologie emergenti e alla Physical AI, un ambito che esplora il rapporto tra intelligenza artificiale e mondo fisico, mentre la nuova partnership con Como 1907 coinvolgerà studenti di Product Design e Digital Design for Immersive Experiences in un progetto di forniture che intreccia sport, lifestyle e cultura del progetto.
A completare questo sistema di relazioni interviene il programma di mentorship, che porterà gli studenti a confrontarsi con alcune figure di riferimento del panorama internazionale. Elena Salmistraro sarà mentor per tutti i corsi triennali, mentre tra i professionisti coinvolti nei Master figurano Marcel Wanders, Luca Fuso, Giulio Cappellini, Carlo Colombo, Dimorestudio, Odoardo Fioravanti e M+C Saatchi Group.
I progetti sviluppati a partire da brief reali avranno inoltre l’opportunità di essere presentati durante la Milano Design Week, rafforzando il collegamento tra sperimentazione accademica e uno degli appuntamenti più rilevanti per il settore a livello internazionale.
Nel nuovo campus di via Verri, Istituto Marangoni Milano Design affida a questa relazione tra pensiero umano e innovazione tecnologica il proprio progetto educativo, interpretando il futuro della creatività non come una competizione tra uomo e macchina, ma come una ridefinizione delle competenze e delle responsabilità di chi sarà chiamato a progettare il mondo di domani.
