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Global Sumud Flotilla fermata da Israele: bloccate tutte le imbarcazioni dirette a Gaza

Global Sumud Flotilla fermata da Israele: bloccate tutte le imbarcazioni dirette a Gaza

La Marina israeliana intercetta la flottiglia diretta a Gaza e arresta centinaia di attivisti. Washington impone sanzioni contro presunti sostenitori di Hamas e denuncia l’uso delle missioni umanitarie come strumento di propaganda politica e raccolta fondi internazionale.

Il Ministero degli Esteri israeliano ha annunciato martedì sera che la Marina israeliana ha completato l’intercettazione della «Global Sumud Flotilla» diretta verso Gaza e che tutti gli attivisti presenti a bordo sono stati arrestati e saranno rimpatriati in Israele. Nel frattempo, sui social continuano a circolare immagini e video che mostrano i partecipanti alla flottiglia sfondare e abbracciare dopo il trasferimento sulle navi israeliane. Secondo quanto riferito da Gerusalemme, fino a questo momento non sono stati trovati aiuti umanitari sulle imbarcazioni. «Un’altra flottiglia di pubbliche relazioni è giunta al termine. Tutti i 430 attivisti sono stati trasferiti su navi israeliane e sono in viaggio verso Israele, dove potranno incontrare i loro rappresentanti consolari», ha dichiarato il Ministero degli Esteri israeliano in una nota ufficiale. «Questa flottiglia si è dimostrata ancora una volta nient’altro che un’azione di pubbliche relazioni». Poi prosegue il comunicato: «Israele continuerà ad agire nel pieno rispetto del diritto internazionale e non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza».

Secondo le autorità israeliane, l’iniziativa sarebbe stata organizzata da reti vicine alla Fratellanza musulmana e ad Hamas. Ma quali sarebbero le principali differenze nella comunicazione rispetto alle precedenti missioni navali dirette verso Gaza? Lo abbiamo chiesto a Elisa Garfagna, esperta di comunicazione. «La strategia di queste spedizioni è cambiata in modo radicale. Se un tempo la flottiglia si presentava come una sfida “eroica” contro il blocco, oggi si evolve verso una pura operazione di facciata, basata solo sul pietismo. Vedere attivisti che lanciano provviste in mare è il segno di questo declino: sanno benissimo che quel cibo non raggiungerà mai Gaza e che, anzi, ne andrà sprecata una parte enorme», ha spiegato. «Mentre ogni giorno tonnellate di aiuti arrivano ai civili in modo sicuro ed efficace attraverso il valico di Kerem Shalom, seguendo protocolli logistici seri, chi sceglie la via del mare preferisce il gesto plateale. Non è soccorso, è marketing politico. Si sacrifica l’aiuto concreto per regalare al pubblico una scena d’impatto, cercando di nascondere la vacuità politica dietro un gesto di apparente solidarietà. È una recita che usa la sofferenza dei palestinesi solo per alimentare la propria immagine».

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro quattro persone considerate legate alla flottiglia diretta verso Gaza. Tommy Pigott, portavoce del Dipartimento di Stato americano, ha spiegato che le misure adottate mirano a «interrompere il finanziamento del terrorismo e promuovere gli sforzi di pace del presidente Trump in Medio Oriente». Le sanzioni colpiscono individui e organizzazioni che Washington ritiene inseriti in reti internazionali di sostegno ad Hamas. Washington considera infatti la «Global Sumud Flotilla» non come una semplice missione umanitaria indipendente, ma come una piattaforma utilizzata da ambienti politici e finanziari considerati vicini al movimento islamista palestinese. Secondo il Dipartimento di Stato e il Tesoro americano, alcune delle persone coinvolte avrebbero partecipato negli anni a campagne di raccolta fondi, attività di propaganda e iniziative coordinate con organizzazioni monitorate per presunti legami con la Fratellanza musulmana. Gli Stati Uniti sostengono inoltre che parte della rete organizzativa della flottiglia utilizzi eventi mediatici e campagne online per aggirare le restrizioni economiche imposte dopo il 7 ottobre contro Hamas e le sue strutture di sostegno internazionale.

Per Washington, dietro le iniziative simboliche via mare si nasconderebbe anche un tentativo di costruire consenso politico e raccogliere fondi sfruttando l’impatto mediatico della crisi di Gaza. Le autorità americane ribadiscono che qualsiasi operazione umanitaria destinata alla Striscia dovrebbe passare attraverso canali ufficiali e controllati, evitando missioni considerate utili soprattutto alla propaganda degli organizzatori. «La flottiglia filo-terroristica che tenta di raggiungere Gaza è un tentativo assurdo di minare i progressi compiuti dal presidente Trump verso una pace duratura nella regione», ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent. «Il Tesoro continuerà a stroncare le reti globali di sostegno finanziario di Hamas, ovunque si trovino nel mondo», ha aggiunto in una nota ufficiale.

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