L’immigrazione clandestina sta determinando nuove tensioni tra l’amministrazione Trump e la Santa Sede. «Credo che alcune delle posizioni espresse dal Vaticano, in particolare sulla questione dell’immigrazione, siano state preoccupanti e, in definitiva, non le condivido», ha dichiarato JD Vance in un’intervista a Fox News. «Spero che la leadership cattolica abbia imparato da alcune delle cose che io, Marco e il presidente abbiamo detto sull’immigrazione: che non si tratta solo della dignità dell’immigrato, ma anche della dignità degli operai nati qui», ha proseguito. «Quello che dico ai leader cattolici con cui parlo e che non sono d’accordo con le nostre politiche sull’immigrazione, non li tratto con ostilità: li invito ad avere un dialogo, ma li incoraggio anche a ricordare che le migrazioni di massa fanno delle vittime», ha altresì detto.
Che l’immigrazione clandestina sia in gran parte alla base delle fibrillazioni tra la Santa Sede e la Casa Bianca, non è certo un mistero. I vescovi statunitensi hanno del resto più volte criticato la linea dura promossa da Donald Trump sulla questione. Sotto questo aspetto, vale la pena di ricordare che il vicepresidente statunitense, esattamente come il segretario di Stato Marco Rubio, è di fede cattolica. In tal senso, Vance era tornato ad affrontare il tema nel suo ultimo libro Communion. «L’invocazione della dignità dei migranti da parte della Chiesa impone una riflessione sui compromessi morali. E si può credere che tali compromessi portino a privilegiare una politica migratoria rigorosa senza disumanizzare nessuno», aveva scritto. Non solo. Nel medesimo volume, il vicepresidente americano aveva anche raccontato, non senza una vena polemica, del suo incontro a Roma con i diplomatici vaticani a Pasqua dell’anno scorso. «Ero lì, il cattolico di più alto rango nel governo degli Stati Uniti, e il Vaticano sembrava riluttante ad andare oltre le banali frasi fatte nella sua guida morale», aveva scritto, specificando che le discussioni riguardavano proprio la gestione dell’immigrazione irregolare.
Al contempo, nonostante venga spesso additato da certa stampa come litigioso e critico, Vance resta una delle figure maggiormente dialoganti, in seno all’amministrazione americana, nei confronti della Santa Sede. A maggio, ha avuto parole di elogio per l’enciclica Magnifica Humanitas, definendola «molto profonda». Inoltre, ai piani alti della Casa Bianca, il vicepresidente è la voce che con più forza sta spingendo a favore di una soluzione diplomatica con l’Iran: una posizione, questa, che lo avvicina a Leone XIV. Sullo sfondo, ma neanche troppo, si staglia infine la politica interna americana, in vista delle Midterm di novembre. Secondo un sondaggio del Pew Research Center pubblicato il 18 giugno, il 51% dei cattolici statunitensi ritiene che Trump sia stato troppo critico verso il Papa. Dall’altra parte, però, rispetto a un anno fa, la quota di americani che ha un’opinione favorevole di Leone è leggermente calata dall’84% al 78%.
