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Trump apre un nuovo fronte: dopo l’Iran nel mirino anche Cuba

Trump apre un nuovo fronte: dopo l’Iran nel mirino anche Cuba

Il presidente americano ha dichiarato che presto L’Avana “cadrà”. Ha probabilmente in serbo una mossa “venezuelana” per arginare l’influenza regionale di Cina, Russia e Iran

La crisi iraniana inizia a presentare delle significative ramificazioni in America Latina. Giovedì, parlando con Politico, Donald Trump è tornato a mettere sotto pressione uno dei principali alleati regionali del regime khomeinista: Cuba. “Anche Cuba cadrà”, ha dichiarato, per poi aggiungere: “Abbiamo tagliato tutto il petrolio, tutto il denaro, o abbiamo tagliato tutto ciò che arrivava dal Venezuela, che era l’unica fonte. E loro vogliono fare un accordo”. Il presidente americano ha inoltre confermato di essere in contatto con i vertici del regime castrista. “Hanno bisogno di aiuto. Stiamo parlando con Cuba”, ha affermato.

L’amministrazione Trump era tornata a mettere sotto pressione Cuba già a gennaio, a seguito della cattura del presidente venezuelano, Nicolas Maduro. Non dobbiamo dimenticare che l’attuale inquilino della Casa Bianca sta promuovendo una riedizione aggiornata della Dottrina Monroe: il suo obiettivo è infatti quello di arginare l’influenza delle potenze ostili nell’Emisfero occidentale. Sotto questo aspetto, il regime castrista intrattiene storici legami con Cina, Russia e Iran. Tuttavia, la cattura di Maduro e il riallineamento di Caracas in senso filoamericano ha aggravato significativamente la crisi cubana sia in termini di approvvigionamento energetico che di isolamento geopolitico.

Certo, Pechino ha cercato di muoversi in aiuto dell’Avana. “La Cina sostiene fermamente Cuba nella salvaguardia della sicurezza nazionale e della sovranità e si oppone alle interferenze esterne”, dichiarò, a inizio febbraio, il ministero degli Esteri cinese, promettendo sostegno per la “crescente carenza di carburante”. Tuttavia, alla fine dei conti, le mosse della Repubblica popolare non si sono rivelate granché efficaci per il regime castrista.

Il fatto che Trump abbia ripreso a mettere sotto pressione L’Avana nel bel mezzo dell’attacco militare all’Iran è quindi significativo. L’inquilino della Casa Bianca vuole approfittare della debolezza dei due regimi sia per rafforzare l’influenza statunitense sull’America Latina sia per rendere Teheran ancora più isolata sotto il profilo internazionale. C’è semmai da capire se Trump abbia in mente per Cuba un regime change in piena regola o una soluzione venezuelana: decapitare, cioè, il regime per poi scegliere come interlocutore un pezzo del vecchio sistema di potere dopo averlo adeguatamente addomesticato.

Ebbene, il fatto che il presidente americano abbia confermato di essere in contatto con la leadership castrista lascia intendere che probabilmente stia puntando proprio a una soluzione venezuelana. Il che, se gli riuscisse, consentirebbe a Trump d’infliggere un duro colpo all’influenza regionale di Pechino, Mosca e Teheran.

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