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Petrolio venezuelano, linea dura degli Usa di Trump: sequestrata una petroliera russa

Petrolio venezuelano, linea dura degli Usa di Trump: sequestrata una petroliera russa

Gli Stati Uniti sequestrano una petroliera russa accusata di aver violato il blocco sul greggio venezuelano, confermando la linea dura di Trump sulla Dottrina Monroe. Tra sanzioni, tensioni con Mosca e Pechino e partita energetica globale, Washington rilancia la sua influenza sull’Emisfero occidentale

Donald Trump non arretra sulla Dottrina Monroe. Gli Stati Uniti hanno infatti sequestrato una petroliera battente bandiera russa che, seguita da un sottomarino di Mosca, è accusata di aver violato il blocco decretato da Washington sul petrolio venezuelano.

“Il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento per la Sicurezza interna, in coordinamento con il Dipartimento della Guerra, hanno annunciato oggi il sequestro della petroliera Bella 1 per violazione delle sanzioni statunitensi. La nave è stata sequestrata nell’Atlantico settentrionale in base a un mandato emesso da un tribunale federale statunitense”, ha dichiarato lo Us European Command, per poi proseguire: “Questo sequestro sostiene la proclamazione del presidente degli Stati Uniti che prende di mira le navi sanzionate che minacciano la sicurezza e la stabilità dell’Emisfero occidentale”. “Il blocco del petrolio venezuelano, sanzionato e illegale, rimane pienamente in vigore, ovunque nel mondo”, ha aggiunto, dal canto suo, il capo del Pentagono, Pete Hegseth, mentre il Regno Unito ha reso noto di aver fornito supporto agli Usa nell’operazione di sequestro. “La nave sequestrata nell’Atlantico settentrionale… dimostra che gli Stati Uniti non tollereranno che delle navi violino le sanzioni”, ha inoltre detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. “La nave aveva un ordine giudiziario di sequestro nei confronti dell’equipaggio, il che significa che ora l’equipaggio è soggetto a procedimento penale per qualsiasi violazione della legge federale e, se necessario, verrà condotto negli Stati Uniti per tale procedimento”, ha continuato.

“La libertà di navigazione si applica in alto mare e nessuno Stato ha il diritto di usare la forza contro navi debitamente registrate nella giurisdizione di altri Stati”, ha invece tuonato il ministero dei Trasporti di Mosca. “Considerate le informazioni in arrivo sulla presenza di cittadini russi tra l’equipaggio, chiediamo alla parte americana di garantire loro un trattamento umano e dignitoso, di rispettare rigorosamente i loro diritti e interessi e di non impedire il loro rapido ritorno in patria”, ha aggiunto il ministero degli Esteri russo.

Secondo il Guardian, “la nave era stata sanzionata dagli Stati Uniti nel 2024 per presunto traffico di contrabbando di merci destinate a Hezbollah”. “La Guardia Costiera statunitense ha tentato di abbordare la nave nei Caraibi a dicembre, mentre era diretta in Venezuela. Ma la nave ha rifiutato l’imbarco e ha attraversato l’Atlantico”, ha proseguito la testata britannica.

Non solo. Nelle stesse ore, Washington ha anche reso noto di aver sequestrato una seconda petroliera, anch’essa collegata al Venezuela, nel Mar dei Caraibi. Ricordiamo che, nonostante la cattura di Nicolas Maduro sabato scorso, gli Stati Uniti hanno per ora mantenuto in vigore il blocco al greggio venezuelano. L’obiettivo della Casa Bianca è quello di intensificare l’influenza statunitense sull’Emisfero occidentale, arginando le manovre di potenze ostili, a partire proprio da Russia e Cina. È quindi in questo quadro che va principalmente letto il sequestro della petroliera battente bandiera russa. Come che sia, il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha affermato che Washington starebbe “per concludere un accordo” sulla cui base Washington potrebbe ottenere decine di milioni di barili di petrolio venezuelano e “venderli sul mercato ai prezzi di mercato”.

In tutto questo, non bisogna dimenticare che Mosca e Pechino hanno sempre trovato nel regime di Maduro il proprio principale punto di riferimento in America Latina. In particolare, la Repubblica popolare è stata finora il maggiore acquirente di greggio venezuelano. È anche in quest’ottica che Trump punta a far tornare nel Paese latinoamericano le compagnie petrolifere statunitensi. Non è d’altronde un mistero che, per lui, geopolitica ed energia siano due elementi essenzialmente inscindibili.

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