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Pakistan-Afghanistan, è guerra: raid su Kabul e l’ombra di una escalation globale

Pakistan-Afghanistan, è guerra: raid su Kabul e l’ombra di una escalation globale

slamabad alza il livello e parla di fase bellica contro Kabul: bombardamenti denunciati dai talebani, scontri lungo la Linea Durand, allerta sicurezza e accuse su Ttp. Circolano voci OSINT sulla morte di Akhundzada, senza conferme.

Lo scontro che da anni oppone Islamabad al governo talebano di Kabul ha compiuto un salto di qualità, trasformandosi in quella che le autorità pakistane hanno definito una vera e propria guerra dichiarata, con operazioni militari segnalate sia nella capitale afghana sia lungo la linea di confine che separa i due Stati. A sancire il cambio di tono è stato il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Muhammad Asif, che sui social ha affermato che la misura è colma e che ormai il confronto con i talebani afghani è entrato in una fase apertamente bellica. Islamabad accusa da tempo Kabul di non contrastare le incursioni attribuite a elementi armati afghani e al Tehreek-e-Taliban Pakistan (Ttp), il movimento dei Talebani pakistani che opera oltre frontiera. Le autorità di sicurezza pakistane sostengono di aver reagito agli ultimi attacchi impiegando l’intero dispositivo militare disponibile, prendendo di mira postazioni di confine, presunti rifugi di miliziani sul territorio afghano e obiettivi nella stessa Kabul. Dal lato opposto, un portavoce dell’esecutivo talebano ha denunciato bombardamenti aerei pakistani sulla capitale, su Kandahar e nella provincia di Paktia, nell’area sudorientale prossima al confine. Pur senza una dichiarazione formale di guerra, Islamabad ha elevato il livello di allerta nelle principali città, inclusa la capitale, temendo attentati suicidi di ritorsione. Dopo la riconquista del potere da parte dei talebani nel 2021, Islamabad riteneva di poter esercitare un’influenza significativa su Kabul. Tuttavia, il riavvicinamento afghano all’India – storica rivale del Pakistan – culminato nella nomina di un inviato diplomatico a Nuova Delhi, ha ulteriormente irrigidito i rapporti bilaterali. Negli ultimi anni il Pakistan ha ripetutamente accusato l’Afghanistan di offrire rifugio a militanti responsabili dell’aumento di attentati sul proprio territorio; accuse sempre respinte dalle autorità talebane. La settimana scorsa Islamabad ha rivendicato nuovi bombardamenti contro quelli che definisce campi di addestramento di gruppi armati in Afghanistan, le operazioni più ampie dagli scontri sanguinosi di ottobre. Il bilancio umano è pesante: decine di militari e civili sono morti in attacchi oltreconfine da entrambe le parti. Un cessate il fuoco mediato da Qatar e Turchia aveva temporaneamente congelato le ostilità, ma i negoziati successivi non hanno prodotto un’intesa stabile.

Incursioni sulla Linea Durand e rivendicazioni contrapposte

Nelle ultime ore le forze talebane afghane hanno rivendicato incursioni in almeno cinque distretti lungo la Linea Durand, la frontiera di 2.611 chilometri che Kabul non riconosce ufficialmente. Secondo il portavoce Zabihullah Mujahid, l’operazione – avviata al calare della sera con l’ausilio di visori notturni – avrebbe neutralizzato numerose postazioni pakistane. Islamabad parla invece di risposta a fuoco non provocato e riferisce di aver inflitto perdite consistenti ai combattenti afghani. Esplosioni sono state udite a Kabul e in altre città, mentre il governo pakistano dichiara di aver eliminato oltre cento miliziani e ferito centinaia di uomini. Il deterioramento dei rapporti non è improvviso. Le due capitali si rinfacciano da mesi il sostegno a gruppi jihadisti rivali. Islamabad accusa Kabul di proteggere Ttp e Stato Islamico Khorasan ( accusa questa inverosimile); i Talebani replicano denunciando interferenze pakistane e presunte manovre con l’India. L’Onu, attraverso l’Alto commissario per i diritti umani Volker Türk, ha espresso allarme per l’aumento delle vittime civili lungo il confine. A complicare ulteriormente il quadro si è aggiunta una notizia rilanciata dalla piattaforma europea di Open Source Intelligence (OSINT), secondo cui il leader supremo dei talebani, Hibatullah Akhundzada, sarebbe rimasto ucciso in un raid aereo pakistano a Kabul insieme ad altri comandanti di vertice. L’informazione, diffusa sui social nella mattinata del 27 febbraio, non ha però trovato conferme ufficiali. Nel frattempo il Qatar ha condannato gli attentati in Pakistan e l’Iran – confinante con entrambi i Paesi – si è detto disponibile a favorire un canale di dialogo, mentre a Ginevra si chiudeva senza accordo un nuovo round di colloqui sul nucleare tra Teheran e le potenze occidentali. Sul terreno, però, la dinamica resta quella di una spirale di azioni e contro-azioni che rende sempre più fragile l’equilibrio lungo una delle frontiere più instabili dell’Asia meridionale.

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