Se la corsa all’IA si prefigura ormai chiaramente come una sfida a due tra Stati Uniti e Cina, anche l’Europa può comunque contare sui suoi campioni continentali.
A occupare questa posizione c’è sicuramente Mistral AI, la startup francese di intelligenza artificiale, che oggi ha annunciato una nuova maxi-raccolta di fondi da 3 miliardi di euro.
Anche in Europa l’IA attira fondi
Il round annunciato oggi da Mistral AI è una Serie D da 3 miliardi di euro a una valutazione post-money superiore ai 21 miliardi.
La società lo presenta come il più grande round azionario mai chiuso da un’azienda IA o tecnologica europea, quasi il doppio degli 1,7 miliardi raggiunti con la Serie C di settembre 2025, quando ASML aveva guidato il giro da 1,7 miliardi investendo 1,3 miliardi e diventando azionista di riferimento.
A guidare il nuovo round è stata Samsung Electronics, affiancata come co-lead dal fondo Scaleup Europe Fund, gestito da EQT e da PSG Equity. Tra i nuovi entranti figurano Advent, i fondi BlackRock e il Lussemburgo, mentre confermano a16z, ASML, Nvidia e Salesforce Ventures.
Una raccolta fondi che peraltro si somma agli 830 milioni di dollari di debito ottenuti a marzo 2026 per l’espansione dei data center.
Gli obiettivi della startup francese
Fondata a Parigi nel 2023 da Arthur Mensch, Guillaume Lample e Timothée Lacroix, ex ricercatori di Google DeepMind e Meta, Mistral sviluppa modelli linguistici di IA open-weight, ultimo dei quali è l’ultimo è Mistral Medium 3.5, oltre all’assistente Vibe (ex Le Chat), l’agente di coding Codestral e la piattaforma per sviluppatori La Plateforme.
Si tratta senza dubbio della startup di IA più importante sul continente europeo, che conta già oltre 125 clienti aziendali, da Airbus ad ASML fino a HSBC.
I nuovi capitali finanzieranno la strategia “full stack” dell’azienda, ovverosia la ricerca sui modelli, infrastrutture di calcolo sovrane (tra cui il data center da 40 MW di Essonne con 18.000 chip NVIDIA Grace Blackwell e i 1,2 miliardi di euro annunciati in Svezia) e soprattutto un’offerta alternativa europea alle piattaforme americane e cinesi.
L’obiettivo dichiarato dell’azienda di IA è l’indipendenza tecnologica del continente. Lo stesso Mensch aveva avvertito l’Assemblea nazionale francese che l’Europa ha “due anni” per costruire infrastrutture proprie o rassegnarsi a diventare uno “stato vassallo” della tecnologia statunitense.
L’Europa rimane dietro a Stati Uniti e Cina
Nonostante il round record, però, il divario con le due superpotenze resta enorme. Secondo lo Stanford AI Index 2026, gli Stati Uniti investono 23 volte più della Cina in IA e, nella sola IA generativa, superano la somma di Cina ed Europa, con un gap di 25,4 miliardi di dollari già nel 2024.
Nell’ultimo decennio i capitali privati americani nel settore hanno superato i 400 miliardi di dollari contro i circa 50 miliardi dell’intera UE. Il vecchio continente controlla inoltre meno del 5% della capacità di calcolo globale dedicata all’IA.
Eppure, Mistral ha aperto la propria piattaforma ai modelli di terze parti, partendo dal GLM-5.2 di Z.ai (Zhipu AI), una delle tigri cinesi. Si arriva così al paradosso per cui la cosiddetta sovranità tecnologica europea passa anche dai modelli open-source di Pechino.
Il settore resta infine il più regolamentato al mondo per effetto dell’AI Act, e se Bruxelles ha promesso 200 miliardi con il piano InvestAI e 11,4 miliardi per sette gigafactory, i capitali privati europei restano comunque di gran lunga inferiori a quelli di Stati Uniti e Cina. Il Vecchio Continente è rimasto indietro.
