Zohran Mamdani punta tutto sull’aumento delle tasse. Il sindaco della Grande Mela ha chiesto allo Stato di New York di aumentare le imposte su aziende e ricchi per far fronte al deficit di bilancio della città. In caso contrario, ha minacciato di incrementare del 9,5% le tasse sulla proprietà: una misura, quest’ultima, che, secondo il New York Times, riguarderebbe «più di tre milioni di case unifamiliari, cooperative e condomini e oltre 100.000 edifici commerciali».
«Dopo anni di cattiva gestione fiscale, ci troviamo di fronte a un deficit di bilancio di 5,4 miliardi di dollari e a due strade. La prima: Albany può aumentare le tasse sui ricchissimi e sulle aziende più redditizie e affrontare lo squilibrio fiscale tra la nostra città e lo Stato», ha affermato il sindaco, per poi aggiungere: «L’altra strada è invece l’ultima spiaggia: riequilibrare il bilancio a spese dei lavoratori, utilizzando gli unici strumenti a disposizione della città. La prima strada coniuga una crisi strutturale con una soluzione sostenibile ed equa». Vale a tal proposito la pena di ricordare che l’ultimo sindaco di New York ad aumentare la tassa di proprietà fu Michael Bloomberg nel 2002 (l’incremento, all’epoca, fu del 18%).
La linea di Mamdani, come prevedibile, ha spaccato il Partito democratico. Se una parte dell’ala sinistra dello schieramento si è detta a favore del sindaco, altri settori hanno mostrato una certa irritazione. A essere maggiormente in imbarazzo è la governatrice dem dello Stato di New York, Kathy Hochul, che, a novembre, dovrà difendere la propria poltrona alle elezioni governatoriali. «Non sostengo un aumento delle tasse sulla proprietà per i newyorkesi e non vacillo dalla mia posizione: non voglio allontanare più persone dal nostro Stato aumentando le tasse in quello che è già uno Stato con una tassazione elevata. Io sto cercando di ridurre le tasse», ha dichiarato. «La mia posizione è molto chiara», ha proseguito, «Ho detto di essere una partner del sindaco. Abbiamo appena stanziato 1,5 miliardi di dollari per aiutarli a superare le loro difficoltà finanziarie. Si tratta del suo bilancio preliminare e quello che direi è che ci sono altre vie di ricorso da seguire».
E attenzione. La questione trascende i confini dello Stato di New York. A novembre, si terranno infatti le elezioni di metà mandato. Ebbene, se dovesse finire identificato con le ricette fiscali di Mamdani, il Partito democratico potrebbe ritrovarsi in difficoltà nella sua campagna per la riconquista della Camera dei rappresentanti. È anche per questo che si registrano malumori in seno all’Asinello. «I proprietari di case della classe media non dovrebbero essere usati come merce di scambio», ha affermato il presidente del distretto del Queens, il democratico Donovan Richards. «Non vogliamo dare argomenti di discussione ai repubblicani mentre cerchiamo di riconquistare la Camera dei rappresentanti», ha continuato.
