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Le mosse dell’Arabia Saudita e il futuro degli Accordi di Abramo

Le mosse dell’Arabia Saudita e il futuro degli Accordi di Abramo

Riad lavora a un’alleanza militare con Egitto e Somalia. Al contempo, potrebbe formarne un’altra con Turchia e Pakistan. Trump, dal canto suo, punta al rilancio degli Accordi di Abramo

L’Arabia Saudita continua a tessere la sua rete di alleanze: una rete con cui il regno punta a lanciare moniti tanto agli Emirati arabi quanto a Israele. A metà gennaio, Bloomberg News ha riferito che Riad sarebbe in procinto di stipulare un’alleanza militare con Egitto e Somalia. Negli stessi giorni, il Pakistan rivelava di trattative in corso per arrivare a un patto di difesa tra Riad, Ankara e la stessa Islamabad. Insomma, i sauditi si stanno mostrando particolarmente attivi.

Rafforzando i rapporti con la Somalia, Riad mira a lanciare un segnale innanzitutto a Israele, che ha recentemente riconosciuto il Somaliland come Stato autonomo. In secondo luogo, il regno punta ad arginare l’influenza emiratina nel Corno d’Africa: non dimentichiamo infatti che Abu Dhabi intrattiene rapporti particolarmente solidi con Hargeisa. Al contempo, è anche significativo che Mohammad bin Salman giochi di sponda con la Turchia. I rapporti tra Ankara e Gerusalemme sono notoriamente assai tesi, mentre gli Emirati temono gli storici legami della stessa Ankara con la Fratellanza musulmana.

Non dimentichiamo che i sauditi sono attualmente freddi con Israele sulla questione dell’eventuale istituzione di uno Stato palestinese. Dall’altra parte, le fibrillazioni tra Riad e Abu Dhabi stanno aumentando non soltanto sulla questione del Somaliland, ma anche, se non soprattutto, per il dossier yemenita e per quello sudanese. È quindi in questo quadro che vanno principalmente lette le due alleanze militari a cui i sauditi stanno lavorando. Il che rischia di complicare i progetti mediorientali di Donald Trump, che spera notoriamente di rilanciare (e possibilmente di espandere) gli Accordi di Abramo: accordi a cui, nel 2020, aderì Abu Dhabi e a cui il presidente americano vorrebbe che Riad aderisse a sua volta al più presto.

Tuttavia le tensioni attualmente in corso dell’Arabia Saudita con gli Emirati e Israele rendono maggiormente in salita il concretizzarsi dei desiderata di Trump. L’inquilino della Casa Bianca cercherà quindi probabilmente di smorzare queste fibrillazioni attraverso il Board of Peace per Gaza: all’organo parteciperanno infatti, tra gli altri, Riad, Gerusalemme, Ankara e Abu Dhabi. Non è d’altronde un mistero che il presidente americano voglia far leva sulla ricostruzione della Striscia per rilanciare la logica soggiacente ai patti di Abramo. Ci riuscirà?

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