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Iran-Usa, negoziati falliti. Ora pure Trump ha decretato un blocco allo stretto di Hormuz

Iran-Usa, negoziati falliti. Ora pure Trump ha decretato un blocco allo stretto di Hormuz

Non solo sanzioni: gli USA passano al blocco fisico delle navi e alla distruzione delle mine iraniane. I dettagli della nuova str

È diventato decisamente in salita il processo diplomatico sulla crisi iraniana, dopo che i colloqui di Islamabad tra Washington e Teheran si sono conclusi senza un accordo.

“Ecco dunque la situazione: l’incontro è andato bene, la maggior parte dei punti sono stati concordati, ma l’unico punto che contava davvero, quello nucleare, non lo è stato. Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, inizierà il processo di blocco di tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato, domenica, Donald Trump su Truth. “Ho anche dato istruzioni alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà la possibilità di navigare in sicurezza in alto mare. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posizionato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi, o contro navi pacifiche, verrà fatto a pezzi!”, ha proseguito, accusando inoltre Teheran di “estorsione internazionale”.

Trump ordina il blocco dello Stretto di Hormuz

Il presidente americano ha anche affermato che i colloqui di Islamabad sarebbero finiti in stallo soprattutto a causa della volontà iraniana di non rinunciare alle proprie ambizioni atomiche. “L’incontro con l’Iran è iniziato di buon mattino ed è durato tutta la notte, quasi 20 ore. Potrei entrare nei dettagli e parlare di molti degli accordi raggiunti, ma c’è solo una cosa che conta: l’Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari!”, ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca, che poi, parlando con Fox News, ha rincarato la dose: “Abbiamo ottenuto quasi tutti i punti che ci servivano, tranne il fatto che si rifiutano di rinunciare alle loro ambizioni nucleari”. “È falso. La posizione dell’Iran è chiara. L’Iran non mira ad acquisire armi nucleari, ma ha il diritto all’energia nucleare per scopi pacifici. Questo diritto è innegabile e deve essere riconosciuto”, ha replicato un funzionario di Teheran.

Il nodo nucleare e il rischio delle Midterm

Insomma, Hormuz e il nucleare appaiono i principali nodi sul tavolo. Nodi che, sabato, il team negoziale americano e quello iraniano non sono riusciti a sciogliere. Per il momento, il cessate il fuoco non sembra in discussione, ma la decisione presa da Trump di imporre un blocco a Hormuz si configura come ad alto rischio. Da una parte, tale mossa potrebbe portare a un ulteriore aumento del costo dell’energia: il che per il presidente americano è un problema, soprattutto se vuole tutelare il Partito repubblicano in vista delle Midterm di novembre. Dall’altra parte, ragionano alla Casa Bianca, il blocco, al netto di possibili effetti negativi nel breve termine, potrebbe avere come conseguenza quello di mettere in ginocchio il regime khomeinista dal punto di vista economico e costringerlo a trattare da una posizione di debolezza. “Prevedo che torneranno e ci daranno tutto ciò che vogliamo”, ha, non a caso, dichiarato Trump domenica, parlando a Fox News.

La strategia delle motovedette e le fratture a Teheran

L’altro problema, secondo il Wall Street Journal, è dato dal fatto che risulta particolarmente difficile per le forze israelo-americane intercettare e colpire le piccole motovedette con cui i pasdaran presidiano Hormuz. Dall’altra parte, lo stallo diplomatico pone potenzialmente le basi per un’ulteriore spaccatura interna al regime khomeinista, che è sempre più diviso tra un’ala propensa alla diplomazia e un’altra, legata alle Guardie della rivoluzione, che auspica invece la linea dura con Washington. Una situazione, questa, che potrebbe indebolire la posizione negoziale della Repubblica islamica.

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