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Iran, chi è Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema (e perché dobbiamo temerlo)

Iran, chi è Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema (e perché dobbiamo temerlo)

I Pasdaran giurano fedeltà a Mojtaba Khamenei dopo la nomina a Guida Suprema. Sostegno degli alleati regionali di Teheran, mentre Stati Uniti e Israele lanciano dure minacce.

Un attacco con drone lanciato dall’Iran ha provocato decine di feriti civili in Bahrein, mentre a Teheran si consolida il nuovo equilibrio di potere dopo la nomina di Mojtaba Khamenei a Guida Suprema della Repubblica islamica. Secondo il Ministero della Salute del Bahrein, citato dalla Bahrain News Agency, l’attacco avvenuto nella località di Sitra ha causato 32 feriti tra la popolazione civile, quattro dei quali in condizioni gravi. Tra i casi più critici figurano anche alcuni minori che hanno dovuto essere sottoposti a interventi chirurgici. Una ragazza di 17 anni ha riportato gravi traumi alla testa e agli occhi, mentre due bambini di 7 e 8 anni hanno subito lesioni significative agli arti inferiori. Tra i feriti figura anche un neonato di appena due mesi. Sul fronte politico e militare iraniano, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato la propria piena fedeltà a Mojtaba Khamenei, scelto dall’Assemblea degli Esperti come successore del padre alla guida della Repubblica islamica. In una nota ufficiale i Pasdaran hanno dichiarato di riconoscere l’autorità del nuovo leader e di essere pronti a eseguire i suoi ordini. Nel comunicato si afferma che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica «è pronto alla totale obbedienza e al sacrificio nell’attuazione dei comandi divini del Giurista Guardiano dell’epoca, Sua Eminenza l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei».

La nomina è stata accolta positivamente anche da numerosi gruppi armati e movimenti alleati di Teheran nella regione. I ribelli Houthi dello Yemen hanno espresso pubblicamente le loro congratulazioni alla leadership iraniana e alla popolazione della Repubblica islamica, definendo la scelta di Mojtaba Khamenei un passaggio rilevante nel contesto dello scontro in corso tra Iran, Stati Uniti e Israele. Lo stesso ha fatto Hamas che ha ricordato come Mojtaba Khamenei «aveva partecipato ai funerali del martire Yahya Sinwar, leader del movimento Hamas». In un messaggio diffuso su Telegram, il movimento yemenita ha dichiarato: «Ci congratuliamo con la Repubblica islamica dell’Iran, con la sua leadership e con il suo popolo per la scelta di Sayyid Mojtaba Khamenei come guida suprema della rivoluzione islamica in questo momento decisivo». Gli Houthi hanno inoltre descritto la nomina come «una nuova vittoria per la Rivoluzione islamica e un duro colpo per i nemici dell’Iran». In Iraq la milizia sciita Kataib Hezbollah ha salutato positivamente la decisione, manifestando il proprio sostegno alla nuova guida del sistema politico-religioso iraniano. In una dichiarazione ufficiale il gruppo ha sottolineato che Mojtaba Khamenei «possiede le qualità di leadership e l’esperienza necessaria per assumere responsabilità di tale portata in una fase storica così delicata».

Secondo la milizia irachena, la scelta rappresenterebbe inoltre «una dimostrazione della vigilanza e della lungimiranza dell’Assemblea degli Esperti» di fronte alle sfide che la Repubblica islamica deve affrontare nello scenario internazionale. Il comunicato lo definisce anche «il miglior successore del miglior predecessore».Da anni Mojtaba Khamenei è considerato una delle figure più influenti dell’apparato di sicurezza iraniano e il candidato favorito delle Guardie Rivoluzionarie per la successione. Tuttavia il suo percorso verso la leadership non è stato privo di ostacoli. Secondo diverse ricostruzioni, nel fine settimana scorso il figlio dell’ex Guida Suprema sarebbe rimasto ferito durante l’attacco iniziale dell’operazione militare denominata «Leone Ruggente». L’episodio, avvenuto sabato mattina, avrebbe avuto le caratteristiche di un tentativo di assassinio al quale Mojtaba Khamenei sarebbe sopravvissuto. Nello stesso attacco avrebbero però perso la vita il padre, la madre, la moglie e il figlio. La sua nomina ha suscitato anche forti reazioni internazionali. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso apertamente la propria contrarietà all’ipotesi che il figlio di Khamenei assumesse la guida del Paese. «Il figlio di Khamenei è per me inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran. Devo essere coinvolto nella nomina», ha dichiarato in un’intervista ad Axios. Successivamente Trump ha ribadito la propria posizione anche in un’intervista ad ABC News, sostenendo che il prossimo leader supremo dell’Iran dovrebbe ottenere il consenso degli Stati Uniti per poter restare al potere. In caso contrario, ha avvertito, «non durerà a lungo». Parole che si inseriscono in un clima di crescente tensione regionale. Israele ha infatti minacciato apertamente di colpire chiunque venga designato come nuova guida della Repubblica islamica. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che «qualsiasi leader nominato dal regime iraniano per proseguire il piano di distruzione di Israele e minacciare gli Stati Uniti e il mondo libero sarà un bersaglio da eliminare». La posizione è stata ribadita anche dalle Forze di difesa israeliane, che hanno avvertito che lo Stato ebraico continuerà a perseguire qualsiasi successore dell’ex Guida Suprema e chiunque tenti di garantirne la successione. Nel frattempo Washington insiste sulla necessità di evitare un nuovo confronto sul programma nucleare iraniano. Trump ha spiegato che l’obiettivo è impedire che la questione torni a esplodere tra pochi anni. «Non voglio che tra cinque anni si debba tornare a fare la stessa cosa o, peggio ancora, ritrovarsi con un Iran dotato di armi nucleari», ha affermato il presidente americano.

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