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Giappone, trionfo elettorale per la “Lady di Ferro” Takaichi che ora può cambiare la costituzione

Giappone, trionfo elettorale per la “Lady di Ferro” Takaichi che ora può cambiare la costituzione

Le elezioni parlamentari anticipate hanno visto vincere con ampissimo margine il partito della premier conservatrice. Dall’economia alle posizioni anti-cinesi, Takaichi convince sempre di più i giapponesi

In Giappone è Takaichi-mania. Non c’è altro modo di descrivere l’enorme presa della nuova leader conservatrice sul Paese del Sol Levante, che nella giornata di ieri ha stravinto le elezioni anticipate per rinnovare il Parlamento giapponese.

Le elezioni

L’azzardo ha pagato. Perché era stata la stessa premier a volere con forza elezioni anticipate, scommettendo di raggiungere una super-maggioranza per i rappresentanti del suo Partito Liberale Democratico.

Scommessa vinta, con il PLD che ha conquistato 316 seggi sui 465 totali della Camera Bassa. Questo risultato va ben oltre la semplice maggioranza assoluta e rappresenta il picco di potere del partito sin dalla sua fondazione nel 1955.

L’affluenza è stata del 55,6%, nonostante le condizioni meteorologiche proibitive e le tempeste di neve che hanno paralizzato diverse prefetture del Paese.

Grazie alla solida alleanza con il Japan Innovation Party (Ishin), che ha ottenuto 36 seggi, la coalizione di governo controlla ora 352 scranni, blindando una super-maggioranza di due terzi che le permette di superare qualsiasi veto della Camera Alta.

Questo risultato è un mandato politico storico: per la prima volta, la strada verso la riforma della Costituzione pacifista del 1947 appare realmente percorribile e priva di ostacoli insormontabili.

L’obiettivo dichiarato di Takaichi è infatti quello di intervenire sull’Articolo 9 per riconoscere formalmente le Forze di Autodifesa come un esercito regolare, eliminando le ambiguità legali che hanno limitato il raggio d’azione militare del Giappone per quasi ottant’anni.

Gli obiettivi di Takaichi

Consolidato il potere legislativo, la premier ha immediatamente delineato le priorità della sua agenda. Sul fronte interno, Takaichi ha lanciato un massiccio pacchetto di stimolo da 21 trilioni di yen (110 miliardi di euro) volto a sostenere i consumi e modernizzare le infrastrutture.

Tra le misure più popolari figura la promessa di sospendere l’imposta dell’8% sui prodotti alimentari per i prossimi due anni, volta a dare sollievo alle famiglie colpite dall’inflazione.

“Abbiamo sottolineato l’importanza di una politica fiscale proattiva. Daremo priorità alla sostenibilità degli investimenti necessari affinché i settori pubblico e privato costruiscano insieme un’economia forte, resiliente e tecnologicamente all’avanguardia.”

Oltre agli stimoli fiscali, Takaichi ha annunciato una svolta energetica radicale basata sul rilancio del nucleare di nuova generazione (SMR) per garantire l’autosufficienza e ridurre le importazioni.

Sul piano sociale, intende introdurre sussidi diretti senza precedenti per le famiglie con figli, puntando a invertire il devastante declino demografico attraverso un “investimento nel futuro capitale umano”.

In politica estera, la dottrina Takaichi si riassume nella “pace attraverso la forza” di trumpiana memoria. La Premier ha infatti dichiarato che la sicurezza giapponese è legata alla stabilità dello Stretto di Taiwan, affermando (per la prima volta nella storia) che Tokyo è pronta a intervenire militarmente qualora si verificasse un tentativo di invasione da parte della Cina.

Perché la premier conservatrice piace

Il fenomeno “Takaichi ” nasce in un Giappone profondamente conservatore che ha trovato nella Premier la sua interprete più autentica. La premier, prima leader donna del Paese, piace perché rivendica con orgoglio le radici culturali della nazione.

Takaichi, con cui la premier italiana ha avuto un incontro bilaterale a metà gennaio, è una ferma sostenitrice del sistema del cognome unico per le coppie sposate, opponendosi alle riforme che permetterebbero alle donne di mantenere il proprio cognome da nubile.

La sua popolarità è alimentata anche dal legame con il Santuario Yasukuni. Takaichi ha manifestato l’intenzione di continuare a visitare ufficialmente il santuario per onorare i caduti, un atto visto dall’elettorato conservatore come un segno di dignità nazionale, non così dai restanti Paesi dell’Asia, visto che il santuario onora anche numerosi criminali di guerra giapponesi.

La sua linea anti-cinese, estremamente dura, risuona con la maggioranza dei giapponesi, che percepiscono le ambizioni di Pechino come una minaccia esistenziale.

Infine, a conquistare il cuore dei cittadini è la sua leggendaria etica del lavoro: definita una “workaholic” instancabile, ha dichiarato di dormire solo poche ore a notte e di iniziare le riunioni operative alle tre del mattino.

In una cultura che venera lo sforzo tenace, questa dedizione assoluta le ha conferito un’aura di integrità. Takaichi è dunque il simbolo di un Giappone che vuole tornare protagonista.

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