Agli appassionati di automobili presenti al Salone di Detroit non pare vero di poter ammirare per la prima volta il nuovo carro armato da combattimento M1E3 dell’Esercito americano, ovvero il cingolato pesante che sostituirà lo M1A1 Abrams. Ma soprattutto di farlo con cinque anni di anticipo rispetto al previsto. Ciò perché, invece di aspettare a presentare i veicoli fino a quando non saranno definiti tutti i sensori e gli apparati radio di bordo, l’Esercito ha ridotto notevolmente i tempi di sviluppo del nuovo carro realizzando fisicamente il veicolo e consentendo l’installazione e l’aggiornamento di tutti i componenti aggiuntivi con l’evoluzione della tecnologia. il Colonnello Ryan Howell, responsabile del progetto Abrams, ha dichiarato ai giornalisti presenti: “Una volta prendevamo quella scatola di acciaio e installavamo il computer, oggi, prima viene il computer, e poi l’hardware. Quindi il metallo non ha la stessa importanza che aveva soltanto pochi anni fa.” Seguendo questo concetto l’Esercito Usa sta mettendo il nuovo carro armato nelle mani dei soldati per raccogliere feedback su ciò di cui ha bisogno per comunicazioni, armi e sensori. Alex Miller, ingegnere responsabile della tecnologia dell’Esercito, spiega: “Piuttosto che concentrarci sul carro armato, l’abbiamo fatto sulla struttura digitale, sul software e su ciò che dovrebbe fare, e poi gli abbiamo avvolto attorno un carro armato, quindi il fatto che lo scafo abbia un aspetto simile è dovuto al fatto che abbiamo capito molto tempo fa che questo è ciò che una corazza dovrebbe avere per essere efficace”. Il nuovo carro armato dell’Esercito Usa arriverà quindi sul mercato con quasi un decennio di anticipo. Tutte le telecamere di bordo, i sistemi anti-drone, l’armamento, eccetera, evolveranno sulla base della migliore tecnologia disponibile in commercio. Miller ha precisato: “Ora il Colonnello Howell e il team di acquisizione possono aggiornare il nostro carro armato in poco tempo dal punto di vista software, invece di impiegare un anno, questo è un punto di forza mai concretizzatosi prima”. Tra i segreti del nuovo Abrams c’è il fatto che il veicolo stesso è composto da componenti commerciali: il motore è prodotto da Caterpillar, la trasmissione da Sapa e l’abitacolo è derivato da quello di un’auto da corsa Roush, persino dotato di sedili Recaro molto rifiniti. E se può sembrare un’idea piuttosto ardita per l’Esercito, a quanto pare l’utilizzo di tutti questi prodotti commerciali per costruire il nuovo carro armato ne ha ridotto significativamente il prezzo. Tanto che, a proposito dei sedili, Howell ha dichiarato: “Non vi darò la cifra esatta in dollari, ma possono produrli al 10% del costo.” A oggi lo M1E3 è il programma più grande mai sviluppato nell’ambito del nuovo modello di acquisizione “Trasformazione continua” varato dell’Esercito Usa, che evita sistemi su misura e raffinati, il cui sviluppo richiede decenni, e vincola l’Esercito all’hardware, al software e all’azienda che li costruisce. Sul nuovo carro l’equipaggio è ridotto a tre persone (comandante, cannoniere, pilota) grazie all’uso di un sistema di caricamento automatico per il cannone da 120 mm. Il mezzo integra intelligenza artificiale, suite digitali avanzate e capacità di networking con droni e robot, offrendo ai militari una visione a 360°. È quindi equipaggiato con sistemi di protezione attiva per contrastare missili, RPG e sciami di droni. Intanto i militari hanno ordinato alla Rousch quattro prototipi che, in collaborazione con General Dynamics, sta utilizzando con le specifiche Abrams esistenti per costruire lo scheletro del veicolo. Mentre General Dynamics assumerà la guida del programma della prossima fase di test dei veicoli. Quale sia il vantaggio della nuova filosofia produttiva è presto detto: nel momento in cui esiste un migliore sistema per la protezione attiva, quando c’è un motore migliore disponibile oppure una trasmissione più leggera, esse si possono installare rapidamente e utilizzarle senza dover attendere molto tempo. Per esempio, a oggi le specifiche dello M1E3 includono un peso inferiore del 25% rispetto a quello dell’attuale Abrams, che arriva a 70 tonnellate. Il nuovo carro ha poi un motore ibrido-elettrico che consuma metà del carburante, pur raggiungendo una velocità massima di circa 64 km/h. Dunque non sarò un carro più veloce degli altri, ma sarà in grado di abbattere un bersaglio a 400 metri di distanza in circa un decimo di secondo, capace anche di distruggere i pericolosi droni di medie e piccole dimensioni. L’Esercito ha anche speso molto meno del solito: a oggi si calcola un costo di circa 75 milioni di dollari sui circa 700 milioni richiesti nel bilancio di quest’anno per il programma. D’ora in poi ci vorranno un paio d’anni per costruirli e inviarli a ogni unità di carristi, seppure l’Esercito prevedesse di non farli testare dai soldati prima del 2031.

Al Salone dell’auto di Detroit l’Esercito mostra il nuovo Abrams M1E3: costruzione modulare, componenti commerciali, motore Caterpillar e tanta elettronica