Quello di oggi doveva essere un Consiglio Europeo incentrato sulla competitività e il supporto all’Ucraina. La grande guerra mediorientale, con il conseguente shock energetico globale, ha tuttavia forzatamente cambiato i piani.
Incontro informale Meloni-Merz-De Wever
La riunione dei 27 leader europei è iniziata in anticipo per la premier Giorgia Meloni, che nella mattinata di giovedì ha tenuto un incontro informale con il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il Primo Ministro belga Bart De Wever.
Al centro dell’incontro c’è stato uno “scambio di vedute in vista della discussione sulla competitività europea”, come riportato da una nota diffusa da Palazzo Chigi, oltre alle “conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul mercato globale delle fonti energetiche e sulle possibili iniziative da adottare rapidamente per contenere la spinta dei prezzi dell’energia”.
Guerra in Medio Oriente
Sul tema più caldo, ovvero la guerra mediorientale, i leader europei hanno tenuto un incontro assieme al Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.
“Il mio messaggio a Stati Uniti e Israele”, ha dichiarato Guterres, “è che è tempo di finire questa guerra che rischia di andare totalmente fuori controllo, con una propagazione sull’economia mondiale che rischia di essere davvero drammatica, specie per i Paesi in via di sviluppo”.
“All’Iran dico: basta con gli attacchi ai vicini arabi e apra lo stretto di Hormuz. È tempo che la diplomazia prevalga, è tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza”, ha aggiunto.
Nelle bozze del testo all’esame dei leader durante il summit non si preannuncia però alcun intervento militare, o nessun invito a chiedere all’Alleanza Atlantica di farlo.
Sebbene la necessità di prevenire gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz fosse uno dei punti, i 27 non andranno oltre.
Possibile modifica degli Ets
Tra le misure al vaglio c’è la ristrutturazione del meccanismo “European Union Emissions Trading System” (Ets), che impone alle aziende attive in settori particolarmente energivori di pagare un prezzo per ogni tonnellata di CO₂ emessa nell’atmosfera, tramite licenze acquistabili all’asta, su mercati secondari o assegnate a titolo gratuito.
Sono ben i 11 governi europei che chiedono la sospensione temporanea degli Ets, tra cui anche l’Italia. La Spagna di Sanchez guida il fronte dei contrari, mentre Francia e Germania si dicono aperte a lievi modifiche.
Al suo arrivo al Consiglio odierno, il Presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: “Credo che l’Ets sia un buon meccanismo, e serve preservarlo, ma nel contesto attuale serve flessibilità, per rispondere alla crisi, ma bisogna mantenere la struttura, la filosofia, l’approccio e non perdere di vista ciò che è importante anche per gli europei”.
Guerra in Ucraina
Spazio anche alla guerra in Ucraina, con il presidente Volodymyr Zelensky che ha partecipato in video collegamento.
Da risolvere la questione del prestito da 90 miliardi a Kiev, bloccato dall’Ungheria, secondo cui l’Ucraina sta volontariamente ostacolando l’afflusso di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba.
Viktor Orban è stato molto netto al suo arrivo a Bruxelles: “Vogliamo ricevere il petrolio che l’Ucraina sta bloccando. Non supporteremo nessuna decisione in favore dell’Ucraina finché l’Ungheria non riceverà il petrolio che le appartiene”.
Durante la riunione dei leader, second quanto riportato da rainews, il presidente Antonio Costa avrebbe definito il suo comportamento come “inaccettabile” – e “contrario” al principio della leale cooperazione previsto dai trattati. Orban, assieme allo slovacco Robert Fico, non ha dato però “alcun cenno di apertura”. Senza il petrolio dell’oleodotto Druzhba il prestito all’Ucraina non si farà.
