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Temu e Shein nel mirino: nuova tassa, ecco perché i pacchi costeranno 5 euro in più

Temu e Shein nel mirino: nuova tassa, ecco perché i pacchi costeranno 5 euro in più
Pacchi di di forniture mediche inviati dal governo cinese, 12 marzo 2020. La CIna scende in campo in aiuto del Paese più colpito d’Europa, restituendo la gentilezza che l’Italia ha offerto quando la Cina era al culmine nella lotta contro il nuovo coronavirus. ANSA

La misura anti-eCommerce low cost slitta per problemi tecnici dell’Agenzia delle Dogane. Ma da luglio arriva anche la tassa europea da 3 euro: il rischio è una doppia imposta

La tassa sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Unione europea slitta di qualche mese, ma rischia di raddoppiare per i consumatori italiani. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha rinviato al 30 giugno 2026 l’entrata in vigore del contributo da 2 euro sulle spedizioni di valore inferiore a 150 euro.

Una misura, che l’Italia aveva introdotto in anticipo rispetto alla futura tassa europea da 3 euro sui piccoli pacchi extra-Ue, prevista dal 1 luglio 2026. Ed è proprio questo il nodo: se le due imposte dovessero sommarsi, il costo complessivo potrebbe arrivare fino a 5 euro per spedizione, con un aumento sensibile per chi acquista online da piattaforme internazionali.

Perché la tassa sui piccoli pacchi è stata rinviata

La misura italiana era stata introdotta con la Legge di Bilancio 2026 e prevedeva un contributo di 2 euro per tutte le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue.

L’obiettivo era duplice: da un lato coprire i costi amministrativi delle operazioni doganali, dall’altro ridurre il vantaggio competitivo delle piattaforme di eCommerce low cost, spesso provenienti dalla Cina, come Temu e Shein.

Il Ministero dell’Economia ha però annunciato il rinvio dell’applicazione al 30 giugno. La motivazione ufficiale è tecnica: serve più tempo per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che dovranno gestire il nuovo contributo sulle spedizioni internazionali.

Il rischio di una doppia tassa: fino a 5 euro per pacco

Il rinvio della cosiddetta “misura anti-Temu e anti-Shein” ha però anche un effetto politico ed economico rilevante: sposta l’entrata in vigore della tassa italiana proprio a ridosso della nuova imposta europea prevista per luglio 2026.

Dal 1 luglio, infatti, l’Unione europea introdurrà una tassa di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue. Se il contributo italiano da 2 euro restasse in vigore senza modifiche, il risultato sarebbe una tassazione complessiva di 5 euro per spedizione.

Il Codacons ha già chiesto chiarimenti al governo. Secondo l’associazione dei consumatori, il rischio, se la tassa italiana non sarà assorbita da quella europea, è una nuova stangata per gli acquirenti online, soprattutto per chi compra prodotti a basso costo su piattaforme internazionali.

C’è inoltre un ulteriore elemento da considerare: la tassa europea si applicherà per categoria merceologica contenuta nel pacco. Questo significa che una spedizione con prodotti diversi potrebbe essere tassata più volte.

Per fare un esempio: se un pacco contiene capi di abbigliamento appartenenti a categorie differenti, l’imposta potrebbe essere applicata a ognuna di esse, facendo crescere ulteriormente il costo finale dell’ordine.

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