Ce ne siamo accorti in vacanza e ne abbiamo avuto una conferma al ritorno. Se (dati Altroconsumo) a giugno la pasta a 1,69 euro al chilo ci faceva paura, cosa dire dei 2,5/3,18 di fine agosto in alcuni supermercati? E della benzina che per andare in vacanza era a 1,839 e per tornare a casa era intorno a 1, 945? Tutto è aumentato, tutto costa di più. E ci attendono, stime delle associazioni dei consumatori, ancora mesi di rincari.
Una famiglia con un mutuo a tasso variabile per l’autunno deve mettere in conto una stangata da 1601 euro, rispetto al 2022: alimentazione (+205 euro), scuola (+95 euro), benzina (+103 euro), mutui (+1170 euro), ristorazione (+28 euro). L’analisi di Assoutenti ha preso in esame le spese che attendono le famiglie da settembre a dicembre, soffermandosi su alcune voci. La prima è l’alimentazione: si spende il 10,7% in più rispetto all’anno scorso (contro il 5,9% dell’indice generale dei prezzi). Se il trend continuerà da qui a dicembre le famiglie dovranno mettere in conto 205 euro in più dell’anno scorso. Se poi si guarda a ristoranti e bar i rincari costeranno 28 euro in più a famiglia. C’è poi il capitolo scuola che registra un +95 euro a studente. I prezzi dei prodotti di cartoleria sono cresciti del 9,2% rispetto al 2022. Se si deve comprare il corredo intero (zaino, diario, astuccio, penne, matite, quaderni, ecc.) servono 50 euro in più quest’anno. E ci sono poi i libri di testo (+10/12%) per i quali bisogna mettere in conto circa 300 euro per la prima media e 600 per le superiori. Al distributore altro salasso. Se a settembre-dicembre 2022 la media era 1,679 euro al litro, oggi siamo a 1,938 euro al litro. Contando due pieni al mese per famiglia ecco che si spendono 103 euro in più quest’anno. E questo è anche uno dei motivi dei rincari di tutte le voci di spesa, perché la maggior parte dei prodotti, alimentari e no, viaggiano su gomma, quindi il pieno incide eccome. Ed eccoci a uno dei settori di spesa più impattanti: i mutui. Oggi una famiglia che ha un mutuo a tasso variabile di 125 mila euro in 25 anni spende in media 270 euro per la rata mensile (+60% sul 2022). E visto che non ci si può aspettare uno stop al rialzo dei tassi d’interessa da parte della Bce (le ultime dichiarazioni della presidente Lagarde non lasciano spazio a ottimismo) ecco che ipotizzando un +0,25 per ognuna delle tre riunioni di Francoforte (settembre, ottobre e dicembre) la rata mensile risulterà più pesante di 117 0 euro rispetto all’anno scorso.
È presto raggiunto il + 1601 euro a famiglia per l’autunno. E non è finita. Ci sono in più i rincari delle assicurazioni: +3,3% secondo l’Associazione Italiana Periti Estimatori Danni. E l’aumento delle spese bancarie: +6,4%. E ci sono poi da aggiungere bollette, spese mediche, seconda rata della tari e prima rata del riscaldamento (secondo le stime di Federconsumatori si tratta di oltre 400 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2022).
Soffermandosi sulle bollette, per l’ultimo trimestre dell’anno Nomisma mette in conto un’impennata fra il 7 e il 10% delle tariffe elettriche. Tradotto per una famiglia significa spendere 25 euro in più su base annua per il gas e 45 euro per la luce (calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori).
Una stangata d’autunno per le famiglie che se porterà a una gelata dei consumi sarà un danno diretto per l’economia del Paese.
