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Spunti di Investimento per il 2026: azioni e materie prime

Spunti di Investimento per il 2026: azioni e materie prime

La Rubrica – Spunti di Mercato

Puntata numero due delle nostre Idee di investimento satellite 2026. Un nuovo anno è appena iniziato e operatori di mercato, clienti e investitori sono alla ricerca di idee di investimento; cercano di “predire” cosa potrà succedere nei prossimi dodici mesi su borse, tassi, valute, materie prime.

Come avvenimenti economici e geopolitici potranno o non potranno influenzare il quadro di mercato ipotizzato. E’ stato ampiamente dimostrato come questo esercizio sia quanto mai difficile, che arrivi sempre qualche elemento nuovo che nessuna delle migliaia di menti umane impegnate sul campo aveva nemmeno ipotizzato.

Nonostante questa premessa doverosa, proviamo a dare qualche consiglio che volutamente riguarda non la parte core del portafoglio (dove i suggerimenti di asset allocation si trovano a profusione e dove non pensiamo di poter portare molto valore aggiunto), ma delle idee che definiremo “satellite”, più specifiche, magari meno di consenso, che possono aiutare a trovare qualcosa di alternativo, a stimolare l’intelletto dei nostri lettori.

Spunti di Investimento per il 2026: azioni e materie prime

Allora cosa ci piace sui mercati in ottica 2026? Oggi vi parliamo di 3 idee lato azioni e materie prime.

Tematica dell’Healthy Living: in scia alla crescente tendenza al perseguire uno stile di vita sano (alimentazione, sport, terapie) e a fronte di un mercato che non premia questo importante megatrend. Tutti noi siamo testimoni di questa importante tendenza nelle nostre vite che potremmo riassumere nel motto “vivere più a lungo, meglio e in modo più sostenibile”. Ci sono aziende grandi (Danone, Hain Celestial, Novo Nordisk, Herbalife), medie (Technogym, Patagonia, Verallia, THG Nutrition) o piccoline (Oatly, NaturalBoom, EcorNaturaSì, Simply Good Foods) che a nostro parere beneficeranno di questo trend.

Oggi il mercato non le valuta “bene”, è poco interessato al tema, vede più problemi che soluzioni a questo radicale cambiamento in atto. Per capire quanto importante sia quello che sta avvenendo potremmo citare il recente opuscolo pubblicato negli USA dall’USDA (dipartimento dell’agricoltura, sicurezza alimentare, protezione delle risorse) che ha messo nero su bianco i consigli alimentari per gli americani, la maggioranza dei quali da decenni mangia troppo e male.

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Per capire quanto poco il mercato azionario apprezzi questo tema oggi basta guardare all’andamento dell’indice azionario mondiale (Msci World) rispetto a fondi ed ETF che investono sul tema Healthy Living: il grafico fatto con Bloomberg mette in luce l’incredibile 110% di delta performance media dell’ultimo quinquennio. Come esporsi all’idea, che essendo azionaria deve necessariamente avere un orizzonte di investimento che va oltre l’anno 2026? Segnaliamo 3 fondi (CPR Food for generations più su parte salute / healthcare, Robeco Healthy Living e Pictet Nutrition più su alimentazione) e un ETF (Rize Sustainable Future of Food, più su pure play e che investe anche su aziende medio/piccole).

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➢ Tematica mercati emergenti azionari: opportunità d’investimento sui paesi emergenti che oggi risultano più interessanti come valutazioni e che rappresentano solo l’11% dell’indice MSCI ACWI (indice azionario mondiale che include tutti i paesi), valore che per svariati motivi è rimasto basso nell’ultimo decennio (crescita media inferiore dei paesi, utili non brillanti, forza del dollaro americano, strapotere dell’equity americano come peso nell’indice). La prospettiva a medio / lungo termine per i ME appare simile a quella del giugno 2000 e quindi molto migliore rispetto alle azioni dei mercati sviluppati (USA in particolare). Allora l’aver allocato più capitale sui ME portò a grandi vantaggi in termini di performance nel decennio successivo (Msci World -7%, S&P500 -26%, Msci Emerging Markets +240% sul periodo 6/2000 > 6/2010).

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Oggi l’indice MSCI EM (azionario su mercati emergenti) è fatto per i tre quarti dai 4 colossi asiatici (Cina, Taiwan, India e Corea del Sud) con parti residuali per Sud America, Africa, ecc.  A nostro parere quindi accanto a un classico fondo o ETF sull’azionario emergente (a voi la scelta, ne esistono davvero tanti) si potrebbe pensare di aggiungere due componenti promettenti quali i titoli tecnologici cinesi e le azioni dell’America Latina.

Per quanto riguarda i primi, crediamo che il gap con i giganti tecnologici americani si stia assottigliando, basti guardare il fatto che la Cina è già davanti agli USA per numero di download di modelli AI open source o in termini di utilizzo dell’AI nella robotica. L’ecosistema dell’AI è diverso da quello americano ma è estremamente dinamico, con costi di addestramento più bassi rispetto agli USA e capacità di scalare innovazioni più rapida e inoltre un costo dell’energia più basso grazie a nucleare e energia rinnovabile su larga scala. Le valutazioni della tecnologia cinese sono più basse rispetto a quelle dei big tech americani. Esistono vari strumenti fra i quali ETF di Ubs e di Hsbc.

Per quanto riguarda invece le azioni dell’area LATAM, le cui valutazioni sono attraenti rispetto ai mercati sviluppati, crediamo che le opportunità risiedano nel fatto che si tratta di economie diventate importanti lato energia del futuro (rame, litio, metalli preziosi, commodities agricole), che hanno un contesto politico più stabile (lo spostamento politico verso destra, secondo gli investitori, rafforza le prospettive degli asset finanziari della regione) e che vedono oggi una bassa presenza di investitori stranieri (valori che possono solo risalire dai minimi ventennali toccati nel 2025).

Gli strumenti con cui investire in questo caso potrebbero essere ancora una volta gli ETF, con ad esempio l’Amundi MSCI Emerging Markets Latin America e svariati fondi (Gavekal, Pictet, Aberdeen, Nordea, JPM offrono prodotti validi).

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Materie prime agricole: ogni anno proviamo a trovare una commodity che sia scesa su valori storicamente “bassi” e sulla quale possano esserci dei motivi nuovi che emergano andando a variare il trend. Nei passati due anni abbiamo consigliato i metalli preziosi e in particolare l’oro prima e il palladio poi, ottenendo buoni risultati, grazie anche a una buona dose di “fortuna” con altri elementi, da noi non necessariamente previsti, che hanno accelerato la salita dei prezzi.

Oggi ci sembra che le materie prime agricole possano rientrare in questa categoria con in particolare le granaglie (soia, avena, grano, frumento) che costituiscono la parte principale dell’indice, che sono scese del 50% e più dai massimi di ormai 4 anni fa. Sono quindi rimaste molto indietro rispetto ai metalli preziosi (naturale, visto il ruolo di riserva di valore di questi ultimi che ha pesato moltissimo negli ultimi anni), ma anche rispetto a quelli industriali.

Le commodities agricole si muovono di solito sulla base dell’andamento dei raccolti e dipendono quindi molto più dall’offerta che non dalla domanda, che invece cresce in modo abbastanza regolare e costante nel tempo.

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Ed è proprio lato offerta che nel 2026, dopo anni di raccolti abbondanti e assenza di problemi climatici particolari, che si potrebbe vedere una situazione meno favorevole; è infatti previsto dai metereologici un anno in cui il fenomeno di “El Niño” potrebbe essere piuttosto forte. Non auguriamo a nessun produttore agricolo disastri climatici e danni alle colture, ma ci sembra una bet sensata quella di inserire un ETC sulle materie prime agricole. Ne esistono vari, anche su singole materie prime magari poco rappresentate nell’indice generale (tipo Caco, Caffè o Cotone), ma noi optiamo per quello “generale”, scegliendo però la versione di Wisdomtree (Agriculture Longer Dated Etc) che utilizza i future a medio/lunga scadenza che migliorano l’efficienza del prodotto.

Per concludere ricordiamo che queste sono alcune idee di investimento per questo 2026 (ed eventualmente per gli anni a venire) che aiutano a diversificare e che sono da accostare ad altre idee più “core” tradizionali, e quindi sono da implementare su una parte limitata del portafoglio.

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