Perquisizioni nella sede centrale di Francoforte e in una filiale di Berlino: la Deutsche Bank finisce sotto la lente della magistratura tedesca in un’indagine che intreccia grandi istituti finanziari, obblighi antiriciclaggio e capitali riconducibili a un oligarca russo colpito dalle sanzioni europee.
L’operazione è scattata nelle prime ore della mattina ed è stata condotta dagli agenti dell’Anticrimine federale. A darne notizia è Der Spiegel, che sul proprio portale parla di un blitz disposto dalla Procura di Francoforte nell’ambito di un’inchiesta per riciclaggio di denaro. Nel mirino non ci sarebbe un singolo dirigente, ma “responsabili e dipendenti, al momento ignoti”, dell’istituto bancario.
Al centro dell’indagine non vi sarebbe tanto l’esecuzione diretta di operazioni illecite, quanto il rispetto degli obblighi di segnalazione. Secondo gli inquirenti, la banca potrebbe non aver trasmesso tempestivamente una o più segnalazioni di attività sospette relative a società riconducibili a Roman Abramovich, oligarca russo inserito nelle liste sanzionatorie dell’Unione europea dal marzo 2022, all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina.
Abramovich risulta essere cliente di Deutsche Bank e, come altri grandi patrimoni russi, è da tempo associato a una rete complessa di società e strutture finanziarie internazionali. Proprio su questi passaggi si concentrerebbero gli accertamenti della Procura, che sta verificando se l’istituto abbia adempiuto correttamente agli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio tedesca ed europea.
Da parte sua, Deutsche Bank ha confermato che è in corso un’indagine della Procura di Francoforte all’interno dei propri uffici. In una breve dichiarazione rilasciata su richiesta dei media, la banca ha assicurato di stare “collaborando pienamente con le autorità competenti”, precisando tuttavia che, allo stato attuale, non verranno forniti ulteriori dettagli sull’operazione.
La notizia arriva alla vigilia di un appuntamento rilevante per l’istituto: domani mattina Deutsche Bank presenterà infatti i risultati finanziari relativi al quarto trimestre e all’intero esercizio 2025. Un contesto che rende l’inchiesta ancora più delicata sul piano reputazionale, in un momento in cui le grandi banche europee sono chiamate a dimostrare non solo solidità economica, ma anche rigore assoluto nella gestione dei flussi finanziari legati a soggetti sanzionati.
L’indagine resta in una fase preliminare e, al momento, non sono stati formulati capi d’accusa formali. Ma il messaggio che arriva da Francoforte è chiaro: sul fronte del rispetto delle sanzioni e della vigilanza antiriciclaggio, l’attenzione delle autorità resta altissima.
