Previsioni non rassicuranti per i bilanci familiari per il nuovo anno. Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2026 ci saranno 700 euro in più di spese annue per ogni nucleo familiare, per la precisione 672,60 euro. Con il potere d’acquisto già messo a dura prova negli ultimi anni, la nuova ondata di aumenti rischia di incidere profondamente sulle scelte di spesa delle famiglie.
Un 2026 più caro: la stangata da 672 euro a famiglia
Le previsioni parlano chiaro: il 2026 sarà caratterizzato da rincari diffusi in molti settori chiave della spesa familiare, nonostante il previsto calo delle bollette energetiche. A pesare maggiormente sono aumenti che si sommano tra loro, colpendo sia i consumi essenziali sia le spese obbligate. Oltre gli aumenti c’è la questione del potere d’acquisto che, negli ultimi cinque anni, ricordano le analisi dell’Osservatorio, è stato eroso di oltre 5.500 euro a causa dell’inflazione e dei rincari.
Dove aumenteranno i prezzi nel 2026: alimentari, assicurazioni e trasporti
Il capitolo più pesante è quello dell’alimentazione. Secondo le stime, il carrello della spesa costerà 386 euro in più all’anno, pari a un aumento del 4,8%. Un rincaro che incide direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie e che, come sottolineato anche dalle associazioni dei consumatori, è accentuato dai picchi legati alle festività e ai maggiori consumi stagionali. A dicembre, i prezzi di cibi e bevande hanno segnato un nuovo rialzo, con un aggravio che può arrivare a oltre 240 euro annui per una famiglia con due figli.
Non va meglio sul fronte delle assicurazioni auto, che tornano a salire dopo una fase di relativa stabilità. L’aumento stimato è di circa 140 euro annui (+8,8%), complice l’innalzamento dell’aliquota sulla polizza infortunio conducente collegata alla Rc auto e il peso dei sinistri registrati nel 2025. Il premio medio si attesta attorno ai 629 euro, con effetti su centinaia di migliaia di automobilisti.
Anche i trasporti incidono sul bilancio familiare, con un incremento di circa 164 euro all’anno (+2,8%). A questi si aggiungono piccoli ma diffusi rincari, come quelli delle tariffe autostradali. Sullo sfondo pesa, inoltre, l’aumento dei costi logistici legati alle accise sul diesel, che rischiano di riflettersi a cascata sui prezzi finali di beni e servizi.
Nel 2026 sollievo sulle bollette, ma aumenti su scuola, prodotti per la casa, ristorazione e non solo
Il 2026 vedrà aumenti anche su molte “piccole” voci della quotidianità. Crescono le tariffe dell’acqua (+27 euro), i prodotti e servizi per la casa (+59 euro), le prestazioni di artigiani e professionisti (+42 euro) e i costi legati a scuola e ristorazione, entrambe in aumento di oltre il 4%. Anche sanità, comunicazioni e costi bancari registrano ritocchi al rialzo, contribuendo a rendere più pesante il conto finale.
Un’eccezione importante arriva dal fronte energetico. Le tariffe di luce e gas dovrebbero diminuire di circa 333 euro all’anno (-12,7%), offrendo un parziale sollievo alle famiglie e bilanciando in parte gli aumenti su altre voci. Un calo che, però, non basta a compensare l’insieme dei rincari previsti.
