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Europa in rosso: tonfo di Milano e Francoforte, corrono oro e argento

Europa in rosso: tonfo di Milano e Francoforte, corrono oro e argento
Bearish stock financial, bear market chart falling prices down turn from global economic and financial crisis.

Le tensioni tra Stati Uniti ed Europa per la Groenlandia mandano in rosso le Borse. Milano e Francoforte le peggiori. Brillano i titoli della Difesa.

Prima seduta della settimana e subito un’ondata di vendite che attraversa i principali listini europei. A scatenare il nervosismo è l’ultima mossa di Donald Trump: dal 1° febbraio scatteranno dazi del 10% contro diversi Paesi europei coinvolti nell’invio di truppe in Groenlandia. Una decisione che rimette in discussione l’accordo commerciale firmato lo scorso anno e che accende la reazione delle capitali europee, con Parigi che invoca l’attivazione degli strumenti anti-coercizione UE e Bruxelles che valuta il congelamento dell’intesa con Washington.
Nel frattempo, mentre a Davos prende il via il World Economic Forum, i mercati reagiscono tagliando le posizioni più sensibili. A metà seduta Milano arretra dell’1,53%, allineandosi ai cali di Parigi (-1,57%), Amsterdam (-1,59%) e Francoforte (-1,39%). Londra limita le perdite allo 0,56%. In prima linea fra i comparti più colpiti ci sono auto, lusso e tecnologia, i più esposti all’ipotesi di una nuova guerra commerciale.

Oro e argento tornano a brillare

Il clima di incertezza riporta gli investitori verso i beni rifugio. Oro e argento aggiornano nuovi massimi dopo i rialzi già registrati la scorsa settimana, confermando il ritorno a un approccio difensivo. Lo spread resta stabile a 63 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,45%.

La Difesa corre mentre il resto frena

Tra le Borse europee c’è però un comparto che si muove in netta controtendenza: la Difesa. Il sottoindice Stoxx dedicato ai gruppi militari avanza del 2,48%, mentre l’indice Aerospace & Defense sale dello 0,82%. Tensioni geopolitiche e incertezza commerciale spingono gli investitori verso i titoli del settore.
A Piazza Affari Leonardo segna un +2,2%, sostenuta dalla domanda globale in accelerazione. Si muovono sopra la parità anche Inwit (+1,22%), Mps (+0,46%), Hera (+0,28%) e Snam (+0,17%). Deciso invece il calo di StMicroelectronics (-4,9%), tra i più penalizzati dall’aumento dell’avversione al rischio, seguita da Amplifon (-4,43%), Brunello Cucinelli (-2,65%) e Ferrari (-2,4%). Riflettori puntati anche su Ferretti (-0,44%) dopo l’annuncio dell’Opa parziale da parte di Kkcg. Più pesante Ops eCom (-4,64%) dopo la cancellazione, per un imprevisto procedurale, delle misure protettive richieste nella procedura di composizione negoziata della crisi; la domanda verrà ripresentata in giornata.

Valute, energia e preziosi: la fotografia dei mercati

Sul mercato valutario il dollaro si indebolisce a 1,1623 sull’euro e a 158,06 sullo yen. Nel comparto energetico arretra il petrolio: il WTI per marzo scende a 59,01 dollari al barile (-0,72%) e il Brent a 63,73 dollari (-0,62%).
Dopo il rally della settimana scorsa ritraccia anche il gas europeo: sulla piattaforma TTF il prezzo cala dell’8,5% a 33,8 euro/MWh. Brillano ancora oro e argento con il metallo giallo in rialzo dell’1,6% a 4.669,82 dollari l’oncia e l’argento oltre il +4% sopra i 94 dollari. In lieve calo il Bitcoin (-2,5%), sceso nella notte anche sotto quota 92 mila dollari.

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