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Disuguaglianza record nel mondo: 12 miliardari più ricchi di 4,1 miliardi di persone

Disuguaglianza record nel mondo: 12 miliardari più ricchi di 4,1 miliardi di persone

Il nuovo rapporto Oxfam, presentato in occasione del World Economic Forum di Davos lancia l’allarme: concentrazione della ricchezza senza precedenti, povertà in aumento e rischi per la democrazia

La disuguaglianza regna sovrana, nel mondo: la forbice tra ricchi e poveri non è mai stata così ampia. A certificarlo è il nuovo rapporto annuale di Oxfam, presentato come di consueto alla vigilia del World Economic Forum di Davos, in programma da oggi al 23 gennaio. Nel 2025, dodici miliardari detengono una ricchezza complessiva superiore a quella posseduta dalla metà più povera dell’umanità, circa 4,1 miliardi di persone. Una concentrazione di risorse senza precedenti nella storia moderna. Sulle montagne svizzere si danno appuntamento leader politici, economici e finanziari e il rapporto Oxfam arriva con dati e un appello forte.

La ricchezza dei miliardari ai massimi storici mentre la riduzione della povertà si ferma

Secondo Oxfam, il patrimonio complessivo dei miliardari nel mondo ha raggiunto nel 2025 la cifra record di 18.300 miliardi di dollari, con un incremento di circa 2.500 miliardi in un solo anno (+16,2%) e tre volte superiore alla media del quinquennio precedente. Dal 2020 a oggi, l’aumento reale delle fortune degli ultraricchi è stato dell’81%. Si tratta di una somma quasi equivalente alla ricchezza detenuta dalla metà più povera della popolazione globale. Le dodici persone più ricche del pianeta concentrano da sole 2.635 miliardi di dollari. Oxfam parla apertamente di una situazione “senza precedenti”, mentre una persona su quattro nel mondo soffre di insicurezza alimentare e quasi metà della popolazione globale vive in condizioni di povertà. La fotografia denuncia che i progressi nella riduzione della povertà globale si sono arrestati: da sei anni il tasso di diminuzione resta sostanzialmente invariato e la povertà estrema è tornata ad aumentare in Africa.
Il paradosso, evidenziato dal rapporto, è che la ricchezza accumulata dai miliardari sarebbe sufficiente a sradicare la povertà estrema fino a 26 volte. Eppure, le risorse restano concentrate e non producono un miglioramento proporzionale delle condizioni di vita della maggioranza della popolazione mondiale.

Rapporto Oxfam: i rischi della disuguaglianza nel mondo

Il rapporto oltre ai dati lancia un duplice allarme. Innanzitutto, i tagli agli aiuti internazionali decisi nel 2024 e nel 2025 potrebbero causare oltre 14 milioni di morti aggiuntive entro il 2030, inclusi milioni di bambini sotto i cinque anni. C’è poi la questione politica: oggi un miliardario ha 4mila volte più probabilità di ricoprire una carica pubblica rispetto a un cittadino comune. La concentrazione economica si traduce così in una concentrazione di influenza, che si manifesta sia attraverso il finanziamento delle campagne elettorali sia tramite il controllo diretto o indiretto delle istituzioni. Un altro rischio, sottolineato dal rapporto, riguarda i media. Oxfam segnala che sette delle dieci maggiori corporation mediatiche globali hanno proprietari miliardari. Figure come Elon Musk (oltre la soglia dei 500 miliardi di patrimonio), Jeff Bezos e Vincent Bolloré vengono citate come esempi di una concentrazione che rischia di comprimere il pluralismo dell’informazione. E le conseguenze di tutto si riflettono direttamente sulla qualità dei sistemi democratici. Nei Paesi con livelli più elevati di disuguaglianza, il rischio di arretramento democratico è fino a sette volte maggiore. Oggi solo tre persone su dieci vivono in democrazie, contro una su due vent’anni fa.
“Le disuguaglianze economiche e politiche possono accelerare l’erosione dei diritti e della sicurezza delle persone a un ritmo spaventoso”, avverte Amitabh Behar, direttore esecutivo di Oxfam. E Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia, parla di una vera e propria “legge del più ricco”, capace di corrodere il patto di cittadinanza e la fiducia collettiva.

L’appello di Oxfam: uscire dal baratro della disuguaglianza

Il rapporto si chiude con un appello ai governi e alle istituzioni internazionali. Per invertire la rotta, Oxfam chiede riforme fiscali realmente progressive, una regolazione più incisiva dei grandi gruppi economici, investimenti nei servizi pubblici e il rafforzamento dei diritti dei lavoratori. Tra le proposte più radicali figura anche il divieto per i miliardari di finanziare le campagne elettorali. Senza un cambio di paradigma, avverte l’organizzazione, la concentrazione estrema della ricchezza continuerà a minare la coesione sociale e le basi stesse della democrazia globale.

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