Il Tesoro torna sul mercato con una nuova emissione del Btp Valore, il titolo di Stato pensato per il pubblico retail che negli ultimi anni ha intercettato il risparmio delle famiglie italiane. Il collocamento è in calendario dal 2 al 6 marzo, salvo chiusura anticipata in caso di forte domanda. I tassi minimi garantiti saranno comunicati il 27 febbraio, mentre quelli definitivi verranno fissati a fine offerta.
Il nuovo Btp Valore si inserisce nel solco delle precedenti emissioni lanciate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a partire dal giugno 2023, con l’obiettivo di ampliare la platea dei sottoscrittori domestici e rafforzare il legame diretto tra Stato e risparmiatori.

Tre cedole crescenti e flusso trimestrale
La struttura del titolo resta uno degli elementi più attrattivi. La durata è di sei anni, con scadenza a marzo 2032. Durante la vita del Btp Valore sono previste tre differenti cedole, di importo crescente nel tempo: ogni due anni il tasso “sale di livello”, secondo il meccanismo cosiddetto step-up.
Gli interessi maturati non vengono pagati una sola volta all’anno, ma accreditati con cadenza trimestrale. Una scelta che garantisce un flusso costante di liquidità agli investitori, utile sia per integrare il reddito sia per reinvestire con maggiore flessibilità.
Al termine dei sei anni, per chi avrà sottoscritto il titolo in fase di emissione e lo avrà mantenuto fino a scadenza, è previsto un premio fedeltà dello 0,8% calcolato sul capitale investito.
Come funziona la sottoscrizione
Il taglio minimo resta fissato a mille euro. La sottoscrizione può avvenire tramite la propria banca, in filiale oppure online per chi è abilitato all’operatività da remoto. Non sono previste commissioni in fase di collocamento.
Il titolo può essere venduto prima della scadenza oppure acquistato successivamente sul mercato secondario, ma in questi casi si perde il diritto al premio fedeltà finale.
Tassazione agevolata e vantaggi fiscali
Come per gli altri titoli di Stato italiani, la tassazione sulle cedole è pari al 12,50%, inferiore rispetto al 26% applicato alla maggior parte degli strumenti finanziari. È inoltre prevista l’esenzione dall’imposta di successione.
Resta confermata anche l’esclusione dal calcolo dell’Isee fino a un investimento massimo di 50 mila euro in titoli di Stato, un elemento che ha contribuito al successo delle precedenti emissioni tra i piccoli risparmiatori.
Quotazioni e rendimento rispetto ai titoli tradizionali
I cinque Btp Valore già in circolazione mostrano quotazioni e rendimenti che, nella fase attuale, risultano leggermente più elevati rispetto ai Btp tradizionali di pari scadenza. Le emissioni con scadenza 2030 offrono rendimenti intorno al 2,70%, mentre quelle al 2032 si collocano attorno al 3,20%. I corrispondenti titoli tradizionali si attestano su livelli inferiori, rispettivamente attorno al 2,28% e al 2,94%.
Il differenziale è legato proprio alla struttura a cedola crescente e alla frequenza dei pagamenti, che rendono il Btp Valore più interessante per chi cerca una rendita periodica senza assumere rischi eccessivi.
A chi si rivolge il nuovo Btp Valore
Il titolo è pensato per un investitore con profilo prudente, interessato a un flusso stabile di interessi e a una pianificazione finanziaria su un orizzonte medio. Non richiede una particolare propensione al rischio e non rientra tra le obbligazioni a lunga scadenza o con rating più incerti.
Può trovare spazio anche in un portafoglio orientato ai mercati azionari, perché consente di bilanciare la volatilità con una componente più stabile e prevedibile. Inserito accanto ad altre emissioni obbligazionarie, contribuisce ad aumentare le entrate finanziarie complessive e a diversificare il rischio.
Con la nuova emissione di marzo, il Tesoro punta dunque a consolidare una formula che ha già raccolto un’ampia adesione tra i risparmiatori italiani: cedole frequenti, rendimento progressivo e un premio finale per chi sceglie di restare fino alla scadenza.
