Home » Attualità » Economia » Auto elettriche, boom senza precedenti: +51% a marzo, l’Europa accelera trainata dal caro carburanti

Auto elettriche, boom senza precedenti: +51% a marzo, l’Europa accelera trainata dal caro carburanti

Auto elettriche, boom senza precedenti: +51% a marzo, l’Europa accelera trainata dal caro carburanti

La guerra in Medio Oriente e i prezzi di benzina e diesel spingono le vendite di veicoli elettrici: quota al 22% nel continente, con Germania e Francia in testa e un’Italia sorprendente a +65%

Vola il mercato delle auto elettriche in Europa, spinto dalla guerra in Medio Oriente e dal caro carburante. I numeri diffusi da E-Mobility Europe e dalla società di ricerca New Automotive parlano di un vero e proprio boom.  Nel primo trimestre dell’anno, le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria sono cresciute di oltre il 30% su base annua, arrivando a sfiorare quota 560 mila unità nei principali mercati del continente. Ancora più impressionante il dato di marzo: oltre 224 mila nuove immatricolazioni nei 15 Paesi monitorati, con un balzo del 51% rispetto allo stesso mese del 2025. La quota di mercato ha così raggiunto il 22%: in pratica, più di un’auto nuova su cinque è elettrica. L’elettrico dunque non solo tiene, ma accelera nonostante le incertezze normative e le discussioni sullo stop ai motori termici.

Il ruolo di guerra e caro carburanti nella crescita delle Bev

Dietro questo boom c’è un fattore decisivo: l’aumento dei prezzi dei carburanti. Il rincaro di benzina e diesel sta spingendo famiglie e imprese verso l’elettrico, visto come uno strumento di sicurezza energetica. Secondo le stime, le oltre 500 mila auto elettriche immatricolate dall’inizio dell’anno consentiranno di ridurre il consumo di petrolio di circa 2 milioni di barili all’anno. L’accelerazione di marzo, in particolare, viene letta dagli operatori come uno dei segnali più evidenti di questo cambiamento: non più una crescita guidata solo da incentivi, ma dalla percezione del rischio legato ai combustibili fossili.
Ma, il costo della ricarica delle auto elettriche è immune dai rincari? No, ma il confronto resta nettamente a favore dei veicoli a batteria. Secondo uno studio di Federcarrozzieri, percorrere 100 chilometri con un’auto elettrica può costare fino al 53% in meno rispetto a un diesel. In media bastano circa 5,6 euro per 100 km, cifra che può scendere ulteriormente nelle fasce orarie più economiche o azzerarsi per chi dispone di un impianto fotovoltaico. Diverso il discorso per la ricarica pubblica: senza abbonamenti si arriva a circa 12 euro per 100 km, un livello simile al diesel. Ma ci sono pacchetti e tariffe dedicate che fanno ridurre sensibilmente i costi (tra 6,8 e 10,4 euro). Secondo le stime in un anno il risparmio usando l’elettrica può arrivare a 637 euro, una riduzione dei costi superiore al 50%.

I dati Paese per Paese: Germania e Francia trainano, Nord Europa leader

La crescita delle auto elettriche sta riguardando tutti i principali mercati europei. Germania, Francia, Spagna, Italia e Polonia registrano aumenti superiori al 40% dall’inizio dell’anno. La Germania con i nuovi incentivi ha segnato una crescita del 42% e una quota che a marzo ha sfiorato il 25% delle nuove immatricolazioni. In Francia, dove il mercato è sostenuto dal leasing sociale, la quota Bev ha raggiunto il 28% a marzo, con una crescita vicina al 50%. Il record è sempre nel Nord Europa: in Danimarca il 76,6% delle immatricolazioni di marzo è stato elettrico, mentre la Finlandia si è avvicinata al 50%. La Norvegia sempre in vetta, qui il 98,4% delle nuove auto vendute è completamente elettrico.

Italia, svolta elettrica: +65% e quota in risalita

Tra i grandi Paesi europei, l’Italia è quello che sorprende di più. Le immatricolazioni di auto elettriche sono cresciute del 65% nel primo trimestre dell’anno, con oltre 38 mila unità registrate. A marzo, le vendite mensili hanno superato le 16 mila unità e la quota di mercato è salita tra il 7,8% e l’8,6%, contro il 5% registrata a fine 2025. Il recupero italiano è particolarmente rilevante perché segnala un allargamento della transizione anche ai mercati finora più refrattari, rafforzando l’idea che il passaggio all’elettrico stia entrando in una nuova fase.

© Riproduzione Riservata