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Decreto carburanti, cosa cambia per gli italiani: tutte le misure contro il caro benzina

Decreto carburanti, cosa cambia per gli italiani: tutte le misure contro il caro benzina

Taglio accise per 20 giorni (meno 25 centesimi al litro), crediti d’imposta e controlli sui prezzi: il piano del governo contro i rincari

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto-legge carburanti approvato dal Consiglio dei ministri nella serata di mercoledì. Il provvedimento, firmato subito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è entrato in vigore dalla mezzanotte, rendendo operative tutte le misure contro il caro benzina e diesel già da oggi. Il pacchetto vale complessivamente 527,4 milioni di euro e nasce per contrastare l’impennata dei prezzi legata alla crisi internazionale e alla guerra in Iran. Il rischio principale è infatti che il caro carburante si traduca in un aumento generalizzato dei prezzi. E così la strategia del governo è agire su tre fronti: intervento immediato sui prezzi alla pompa; sostegno mirato alle imprese più esposte; controllo serrato contro la speculazione. Con misure d’urgenza (e temporanee per ora) si punta a guadagnare tempo. Da quanto durerà la crisi internazionale dipenderà l’eventuale proroga del pacchetto e l’impatto reale sull’economia italiana.

Taglio accise carburanti: sconto di 25 centesimi per 20 giorni

Il cuore del decreto è proprio il taglio temporaneo, per 20 giorni, delle accise sui carburanti. In concreto: -25 centesimi al litro su benzina e diesel e -12 centesimi sul Gpl, con effetto immediato anche sull’Iva, che si riduce automaticamente. Secondo il governo, il taglio dovrebbe portare i prezzi alla pompa sotto la soglia psicologica di 1,90 euro al litro, almeno nel breve periodo. Su questo sono state stanziate gran parte delle risorse (417,4 milioni) e è una misura “orizzontale”, cioè che coinvolge tutti i consumatori italiani. Resta però una misura a tempo: l’esecutivo non esclude una proroga nel caso in cui la crisi energetica dovesse prolungarsi.

Credito d’imposta per autotrasportatori e pesca: sostegno a imprese e filiere

Accanto al taglio delle accise, il decreto introduce misure mirate per i settori più colpiti dal caro carburante. Per gli autotrasportatori è previsto un credito d’imposta sul gasolio, con una percentuale da definire con un successivo provvedimento (nelle bozze si stima fino al 28%). Il sostegno agli autotrasportatori è un modo indiretto per sostenere le famiglie, evitando che l’aumento dei costi di trasporto si trasferisca sui prezzi al consumo. C’è poi un sostegno al settore esposto, quello della pesca: credito d’imposta del 20%, valido per il trimestre marzo-maggio 2026.

Stretta anti-speculazione e multe ai petrolieri: controlli rafforzati

Nel decreto c’è poi il rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera dei carburanti, con un chiaro obiettivo: evitare speculazioni. Per i prossimi mesi le compagnie petrolifere dovranno comunicare quotidianamente i prezzi al Ministero delle Imprese e in caso di mancato invio scatterà una sanzione pari allo 0,1% del fatturato. Sarà attivo poi uno speciale regime di monitoraggio con Mister Prezzi, Guardia di Finanza e Antitrust. E in presenza di anomalie potranno essere avviati procedimenti sanzionatori e nei casi più gravi si arriverà alla segnalazione alla magistratura per manovre speculative. L’obiettivo è legare in modo più stretto i prezzi alla pompa all’andamento reale del greggio, impedendo rialzi ingiustificati e garantendo che il taglio delle accise si traduca in un beneficio concreto per i consumatori.

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