Le ricerche non si sono fermate nemmeno per un istante. Tra le lamiie contorte e l’odore acre del metallo, le squadre di soccorso hanno lavorato senza tregua ad Adamuz, in Andalusia, lì dove due treni ad alta velocità si sono trasformati in una trappola mortale. Le vittime ufficiali sono già 41, ma il bilancio potrebbe essere molto più pesante: alle autorità sono state presentate 43 denunce di scomparsa da parte di familiari che non hanno più notizie dei loro cari. Una cifra che lascia intuire come nelle prossime ore e nei prossimi giorni l’elenco dei morti possa ulteriormente salire.
I feriti sono oltre 150. Nel frattempo, procede un lavoro estenuante: identificare le salme, comunicare con le famiglie, ricostruire ciò che resta di una giornata segnata dalla devastazione.
“Continueremo fino alla normalità”: la risposta del governo spagnolo
Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha assicurato che le operazioni andranno avanti “fino al ripristino della normalità”. Una normalità che oggi sembra lontanissima. Per liberare i binari serviranno mezzi pesanti e sollevamenti tecnici complessi: soltanto allora emergeranno i resti dei passeggeri ancora intrappolati sotto i vagoni. E solo allora potrà iniziare la fase più dolorosa, quella del riconoscimento.
Il giunto rotto trovato sui binari: l’ipotesi che prende forma
Mentre le ricerche continuano, gli investigatori iniziano a tratteggiare la possibile dinamica tecnica dell’incidente. Secondo quanto riportato da Reuters, gli esperti che analizzano i binari nella zona di Adamuz hanno individuato un giunto rotto nella piastra di collegamento tra due sezioni della rotaia. I tecnici hanno riscontrato un’usura significativa proprio in quel punto, un segnale che il guasto potrebbe essere presente da tempo. Le valutazioni preliminari indicano che il difetto avrebbe creato un piccolo spazio tra le due sezioni di rotaia, uno spiraglio che si sarebbe progressivamente allargato con il passaggio dei treni, fino a provocare la rottura definitiva e il deragliamento dei convogli.
La bambina sopravvissuta: il miracolo tra le macerie
Fra le storie che emergono dal caos dell’incidente ce n’è una che ha commosso il Paese. Una bambina di sei anni è stata trovata viva mentre camminava tra i rottami, sola, stordita, immersa in quella che i soccorritori hanno definito “una scena apocalittica”. Viaggiava con tutta la sua famiglia: la madre, il padre, il fratello e un cugino. Non ce l’ha fatta nessuno, tranne lei. È riuscita a uscire da uno dei vagoni anteriori del treno Alvia quasi illesa, un miracolo che ha lasciato increduli anche i vigili del fuoco. Ora è con i nonni, che l’hanno raggiunta appena possibile.
La visita dei reali: un Paese in lutto
Re Felipe VI e la regina Letizia visiteranno oggi il luogo dell’incidente. Sono rientrati in anticipo da Atene, dove erano presenti ai funerali della principessa Irene di Grecia, annullando gli impegni previsti a Toledo. Il loro arrivo ad Adamuz rappresenta il lutto di un intero Paese, scosso da una delle tragedie ferroviarie più gravi degli ultimi anni.
