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Strage di Capodanno a Crans-Montana: esplosione in un bar, almeno 40 morti e 100 feriti

Strage di Capodanno a Crans-Montana: esplosione in un bar, almeno 40 morti e 100 feriti

Incendio ed esplosione nel locale Le Constellation a Crans-Montana durante una festa di Capodanno: decine di vittime, molti giovani, si indaga sulle cause

Una notte di festa trasformata in un incubo. A Crans-Montana, esclusiva località sciistica del Canton Vallese, un incendio seguito da una o più esplosioni ha devastato il locale Le Constellation durante una festa di Capodanno. Il bilancio provvisorio, ancora drammaticamente instabile, parla di almeno 40 vittime e circa un centinaio di feriti, molti dei quali con ustioni gravissime. Le autorità svizzere non escludono il coinvolgimento di turisti stranieri; tra le ipotesi al vaglio, l’evento non viene considerato un attentato.

La dinamica: fiamme nel seminterrato e fuga nel panico

L’allarme è scattato intorno all’1.30. Le fiamme si sarebbero sviluppate nel seminterrato del locale, molto frequentato e capace di ospitare fino a 400 persone. Al momento dell’incendio, oltre cento giovani erano ancora all’interno. Secondo testimonianze raccolte dai media francesi e svizzeri, la festa era riservata a under 17. In pochi secondi il rogo avrebbe invaso i due livelli del locale. «La porta era troppo piccola per far uscire tutti», hanno raccontato due giovani francesi; qualcuno avrebbe rotto una finestra per creare una via di fuga.

Le cause: ipotesi candeline su bottiglie di champagne

Sulle cause si indaga. Alcuni testimoni parlano di candeline accese su bottiglie di champagne, avvicinate a un soffitto in legno che avrebbe preso fuoco rapidamente. Altre testimonianze riferiscono di una deflagrazione percepita come conseguenza dell’incendio. Le autorità hanno escluso l’ipotesi dolosa e l’attentato; l’origine esatta resta da accertare.

Soccorsi senza precedenti: elicotteri, terapie intensive al limite

La macchina dei soccorsi si è mossa immediatamente: decine di ambulanze, circa dieci elicotteri e oltre 150 soccorritori. Molti feriti sono stati trasferiti negli ospedali di Losanna, Ginevra, Sion e Zurigo, inclusi i centri specializzati per grandi ustioni. Secondo le strutture sanitarie, le terapie intensive del Vallese sono al completo. Tra i ricoverati, anche giovanissimi: la vittima più giovane segnalata ha 16 anni.

Italiani coinvolti? Farnesina e ambasciata sul posto

La Farnesina e il Consolato italiano a Ginevra seguono l’evoluzione ora per ora. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che non si può escludere la presenza di italiani tra le vittime. L’ambasciatore a Berna è sul posto: l’identificazione dei deceduti, molti dei quali irriconoscibili per le ustioni, potrebbe richiedere settimane. È stata attivata una help line per i familiari e un punto di raccolta a Crans-Montana.

Le testimonianze: «Una carneficina»

I racconti sono strazianti. «Ragazzi uscivano insanguinati, alcuni senza vestiti», riferiscono testimoni. Altri parlano di corpi senza vita davanti al locale e di un panico incontrollabile durante la fuga. Un medico italiano intervenuto con la Protezione civile valdostana ha descritto «una situazione catastrofica», con un flusso continuo di feriti ustionati e traumi da schiacciamento.

Cordoglio internazionale

Messaggi di vicinanza sono arrivati da diversi Paesi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso cordoglio e ringraziato le squadre di soccorso già operative, confermando il coordinamento con la Farnesina.

Crans-Montana, simbolo del turismo alpino

Teatro della tragedia è una delle mete alpine più note d’Europa, con 140 chilometri di piste, eventi sportivi internazionali e un turismo giovane e internazionale. Una località che, nella notte di Capodanno, si è ritrovata improvvisamente sospesa tra lusso e lutto, mentre le autorità continuano a lavorare per chiarire le responsabilità e dare un nome alle vittime.

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