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Strage Crans-Montana, ecco cosa è successo veramente all’interno del locale

Strage Crans-Montana, ecco cosa è successo veramente all’interno del locale

La tragedia di Crans-Montana: cosa è successo nel bar Le Constellation, come si è propagato l’incendio e che cos’è il flashover che ha causato decine di vittime

L’inferno nella notte di San Silvestro. A Crans-Montana, nel bar Le Constellation, ha avuto luogo una delle vicende più tragiche degli ultimi anni. I numeri parlano al momento di 47 morti e 112 feriti. Ma cosa è successo davvero? Come ha potuto l’incendio propagarsi così rapidamente? Perché cosi tanti morti e feriti gravi? E che cos’è il flashover di cui tanto si sta parlando in questi giorni? Procediamo con ordine e proviamo a spiegare con precisione il dramma che si è consumato nella notte fra il 31 dicembre e il 1° gennaio.

Come si è scatenato l’inferno

Alcuni racconti riferiscono di una giovane sollevata sulle spalle da un cameriere, entrata nella sala del seminterrato mentre sventolava una bottiglia di champagne con una «fontanella», una sorta di candela scintillante che viene sistemata appunto sopra le bottiglie. Sarebbero state proprio quelle scintille a toccare il soffitto e a dare origine al rogo. Altre versioni parlano di più persone con bottiglie simili.

In ogni caso, il fuoco si è propagato in pochi istanti, probabilmente agevolato da uno strato di materiale isolante sintetico che rivestiva il soffitto basso del locale. Presi dal panico, i giovani si sono riversati sulla stretta scala nel tentativo di mettersi in salvo, mentre il fumo saturava rapidamente l’aria rendendo difficile respirare. Contemporaneamente, anche chi si trovava al piano terra ha cercato di raggiungere l’uscita, situata in cima alla stessa scala che sale dall’interrato. L’afflusso simultaneo di persone dai due livelli ha finito per ostruire l’unica via di fuga. Nel frattempo le fiamme avanzavano senza sosta, avvolgendo il locale e chi non era riuscito a scappare.

Qualche giovane, per salvarsi, ha rotto delle finestre per creare un’altra via d’uscita. Così facendo, ha fatto uscire alcuni fumi nocivi, sì, ma facendo entrare ossigeno in uno spazio ristretto ha intensificato l’incendio di dieci volte tanto.

Cos’è il famoso flashover

Diversi testimoni riferiscono di aver udito un boato terrificante, pensando inizialmente che si trattasse di un attentato. E invece no, quel rumore assordante sarebbe la conseguenza di un flashover, ovvero ciò che si verifica quando il fuoco si diffonde velocemente e violentemente in ambienti chiusi e la temperatura interna può salire anche di diverse centinaia di gradi. Quindi l’esplosione, come riferisce Frederic Gisler, comandante della polizia cantonale vallese, «è stata dopo l’incendio, e non viceversa». Le fiamme sarebbero dunque passate in pochissimo tempo dal punto in cui si erano sviluppate al resto dell’edificio.

Nel caso specifico di Crans-Montana, il calore si è accumulato sotto il soffitto. I gas di combustione si sono quindi diffusi nello spazio e la temperatura ha raggiunto quasi subito diverse centinaia di gradi. In queste condizioni, è pressoché impossibile sopravvivere. Ed ecco il perché di così tanti morti e feriti.

La Procura Federale dovrà indagare sul motivo per il quale i sistemi di sicurezza (sempre che ci fossero) non hanno funzionato. A risponderne, sarà la coppia francese proprietaria del bar Le Constellation. Nulla, purtroppo, potrà restituire i giovani deceduti in vita alle loro famiglie. Ma è imperativo capire cosa non ha funzionato, perché una notte di festa non si trasformi mai più in questo inferno.

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