L’Italia cambia il modo di leggere il fenomeno delle dipendenze. Non è soltanto una modifica terminologica, ma un vero cambio di paradigma. La nuova Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 abbandona infatti il tradizionale riferimento alle sole tossicodipendenze per adottare una visione molto più ampia, che comprende anche gioco d’azzardo, dipendenze digitali, isolamento sociale e nuovi comportamenti compulsivi. Il quadro che emerge è quello di un Paese alle prese con una minaccia sempre più articolata, nella quale la cocaina ha ormai sostituito l’eroina come principale emergenza sanitaria, mentre tra i giovani cresce il policonsumo e aumentano le fragilità psicologiche.
La novità più rilevante riguarda proprio la cocaina
Secondo la relazione, questa sostanza rappresenta oggi il principale fattore di pressione sul sistema sanitario nazionale. Nel 2025 è stata responsabile del 33% dei decessi direttamente accertati dalle Forze dell’Ordine, del 32% dei ricoveri ospedalieri droga-correlati e costituisce la causa principale del 48% dei nuovi accessi ai Servizi per le Dipendenze (SerD). Un cambiamento epocale rispetto al passato, quando il primato negativo apparteneva quasi esclusivamente all’eroina. L’espansione del mercato della cocaina è confermata anche dalle attività di contrasto. I grandi porti commerciali, in particolare Gioia Tauro e Livorno, continuano a rappresentare i principali punti di ingresso della sostanza in Europa. Le analisi di laboratorio mostrano inoltre un progressivo aumento della purezza, con concentrazioni comprese tra il 73 e il 75%, mentre il crack raggiunge frequentemente livelli superiori all’80%, con casi vicini al 100%. Sostanze sempre più pure significano effetti più intensi, maggiore rischio di dipendenza e un numero crescente di intossicazioni acute.
Allarme droghe sintetiche
Accanto alla crescita della cocaina, il Governo lancia però un allarme sulla rapida evoluzione del mercato delle droghe sintetiche, considerato una delle principali minacce emergenti. Nel 2025 il Sistema nazionale di allerta rapida (NEWS-D) ha identificato 92 nuove sostanze psicoattive circolanti sul territorio italiano. La categoria più numerosa è rappresentata dai cannabinoidi sintetici, seguita da catinoni sintetici, arilcicloesilamine, fenetilamine e nuovi oppioidi sintetici, compresi i nitazeni. Si tratta di molecole prodotte in laboratori clandestini, spesso caratterizzate da una potenza molto superiore rispetto alle droghe tradizionali e da una composizione chimica in continuo mutamento, che permette alle organizzazioni criminali di aggirare più facilmente i controlli normativi. La relazione evidenzia inoltre come molte sostanze sequestrate risultino adulterate o miscelate con nuovi composti sintetici, aumentando il rischio di intossicazioni gravi e overdose. Particolare attenzione continua a essere riservata anche al fentanyl e ai suoi derivati, monitorati attraverso uno specifico Piano nazionale di prevenzione per evitare che in Italia possa svilupparsi una crisi analoga a quella che negli ultimi anni ha provocato decine di migliaia di vittime negli Stati Uniti. Questa evoluzione conferma come il narcotraffico internazionale stia investendo sempre più sulle droghe di sintesi: sostanze economiche da produrre, estremamente potenti e molto più difficili da intercettare rispetto agli stupefacenti tradizionali.
Cambia anche il profilo dei consumatori
Dopo alcuni anni di diminuzione, tra gli studenti italiani torna ad aumentare il consumo di droghe. Oltre un ragazzo su quattro tra i 15 e i 19 anni dichiara di aver assunto almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno. Se la cannabis mostra una lieve flessione, crescono invece i consumi di cocaina, stimolanti, ketamina, allucinogeni e oppioidi sintetici. Ancora più preoccupante è l’aumento del policonsumo, ovvero l’assunzione contemporanea di più sostanze, spesso accompagnata dall’abuso di alcol e dall’uso improprio di psicofarmaci. La cannabis rimane comunque la droga più diffusa, ma anche questo mercato sta cambiando profondamente. La relazione evidenzia come i tradizionali prodotti abbiano lasciato spazio a preparazioni molto più potenti. Estratti, cere, oli e liquidi per sigarette elettroniche possono contenere concentrazioni di THC superiori all’80-90%, mentre aumentano i casi di prodotti adulterati con cannabinoidi sintetici, molto più pericolosi rispetto alla cannabis naturale. Se il mercato illecito evolve rapidamente, anche le dipendenze cambiano volto. Per la prima volta il Governo dedica ampio spazio alle cosiddette dipendenze comportamentali, considerate ormai parte integrante dello stesso fenomeno. L’uso problematico di Internet coinvolge circa 230 mila studenti minorenni, mentre oltre 260 mila presentano un profilo di gaming a rischio. Quasi 27 mila ragazzi dichiarano di vivere situazioni riconducibili al fenomeno Hikikomori una forma di isolamento sociale estremo e volontario, nella quale una persona, generalmente un adolescente o un giovane adulto, si ritira progressivamente dalla vita sociale fino a chiudersi quasi completamente nella propria abitazione, spesso nella propria stanza, per almeno sei mesi.
Ancora più impressionanti sono i dati sul gioco d’azzardo
Quasi il 60% dei minorenni ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno e crescono sia i profili di gioco problematico sia quelli definiti “a rischio”. Secondo gli autori della relazione, tali comportamenti risultano frequentemente associati all’uso di sostanze, a episodi di vandalismo e ad altri comportamenti antisociali. La crescente complessità del fenomeno si riflette inevitabilmente anche sul sistema sanitario. Nel corso del 2025 i SerD hanno preso in carico oltre 131 mila persone, in aumento rispetto all’anno precedente, mentre gli accessi ai Pronto Soccorso per eventi direttamente collegati all’uso di droghe sono cresciuti del 15%. Allo stesso tempo il Governo sottolinea il rafforzamento delle attività di prevenzione nelle scuole e sul territorio, grazie alla collaborazione tra servizi sanitari, enti locali e Terzo settore. Il messaggio politico della Relazione appare chiaro. Le dipendenze non vengono più considerate soltanto un problema di sostanze stupefacenti, ma un fenomeno multidimensionale che coinvolge salute mentale, educazione, famiglia, scuola e società. La sfida, secondo il documento, non sarà soltanto contrastare il traffico internazionale di droga, ma intervenire precocemente sulle vulnerabilità dei più giovani, in un contesto nel quale droghe sintetiche, gioco d’azzardo e dipendenze digitali tendono sempre più a sovrapporsi. È questa la nuova frontiera dell’emergenza italiana delineata dal Governo, destinata a orientare il futuro Piano nazionale sulle dipendenze.
