C’è una croce che viaggia di Olimpiade in Olimpiade dal 2012, quando debuttò a Londra. È la «Croce degli sportivi», consegnata il 29 gennaio all’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, da parte di Athletica Vaticana (l’unica organizzazione sportiva ufficiale dello Stato della Città del Vaticano). Ed è una croce che unisce fede e sport nel pellegrinaggio quadriennale tra i cinque cerchi. Questa volta il suo viaggio si è concluso a Milano, nella chiesa di San Babila, dove è stata accolta con una celebrazione solenne alla vigilia dei Giochi di Milano-Cortina.
Con l’occasione, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, ha portato il messaggio di Papa Leone XIV all’arcivescovo Delpini. Un messaggio che va oltre il rito e la tradizione, perché chiama lo sport a una responsabilità ancora più alta: «costruire ponti tra culture e popoli, promuovere accoglienza, solidarietà e pace».
La preghiera di Leone XIV
«Papa Leone XIV rivolge il cordiale saluto a quanti prendono parte alla celebrazione», recita il messaggio letto da Parolin. Il pontefice non si limita agli auguri formali: promette di pregare affinché le Olimpiadi suscitino «sentimenti di amicizia e di fraternità, rinsaldando la consapevolezza del valore dello sport al servizio dello sviluppo integrale della persona umana».
L’idea di Leone è fresca e originale dal punto di vista ecclesiastico: riportare al centro del magistero l’idea che lo sport non sia semplice competizione o spettacolo, ma strumento di crescita personale e collettiva. Il Papa supporta questa visione con parole scelte accuratamente: accoglienza, solidarietà, pace. Tre pilastri che dovrebbero reggere non solo i Giochi olimpici, ma ogni forma di confronto umano.
Il valore dello sport
La scelta di San Babila non è casuale. Nel cuore di Milano, si tratta di una chiesa che rappresenta il punto d’incontro tra la città che accoglie e lo spirito olimpico che arriva. La croce viene consegnata come testimone di una staffetta spirituale iniziata dodici anni fa, quando Athletica Vaticana decise di affiancare agli atleti un simbolo che ricordasse loro il senso più profondo della sfida sportiva.
Milano Cortina diventa così tappa di un cammino che unisce Londra 2012, Rio 2016, Tokyo 2020, Pechino 2022 e Parigi 2024. La benedizione di Leone XIV sigilla questo passaggio con un auspicio che suona anche come un monito, un senso di responsabilità: che lo sport sappia costruire ponti, non alimentare divisioni. Che le gare siano occasione di incontro, non di conflitto. E che la vittoria non cancelli il rispetto per chi perde lottando valorosamente fino all’ultimo.
