Nuovi elementi su ciò che è accaduto attorno al delitto di Garlasco, non solo il 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi venne trovata morta nella sua abitazione, ma anche dieci anni dopo, nel 2017, anno in cui le indagini su Andrea Sempio vennero aperte e poi archiviate.
Un audio è stato trasmesso lunedì 21 settembre dalla trasmissione di Rai Tre «Lo Stato delle Cose», condotta da Massimo Giletti. Nell’intercettazione, si distingue la voce di Sempio, amico di Marco Poggi, fratello della vittima, e oggi indagato (nuovamente) per l’omicidio. Il 28 settembre si deciderà il destino del 38enne: rinviato a giudizio oppure archiviato.
Le sue parole sono dirette: «Questo Sapone mi ha chiamato una volta perché, a quanto mi hanno detto, c’era anche un sistema in cui loro cercavano di prendere le persone che erano sottoposte a indagine e… se mi dai i soldi ti aiuto».
Chi è Silvio Sapone e il legame con Garlasco
Il nome che Sempio pronuncia non è nuovo a chi segue il caso. Silvio Sapone è l’ex responsabile della Polizia Giudiziaria a Pavia. Negli anni successivi alla riapertura delle indagini, si è occupato di analizzare le conversazioni intercettate tra l’indagato e suo padre, prima e dopo l’interrogatorio del febbraio 2017.
Secondo gli inquirenti, tra la famiglia Sempio, Sapone e il maresciallo Giuseppe Spoto esistevano dei rapporti, e vi sarebbero stati contatti nelle settimane precedenti all’interrogatorio del 10 febbraio 2017. Solo a gennaio di quell’anno l’indagato avrebbe ricevuto 16 chiamate senza risposta dal carabiniere, allora ancora in servizio e oggi in pensione, per poi richiamare (lui stesso) il militare.
Sapone ha sempre respinto ogni accusa: «Si pensava di sentire Sempio a verbale e l’ho chiamato per fargli la notifica. Poi i magistrati hanno cambiato idea perché lo volevano prima intercettare. Dovevamo chiamarlo per sentirlo. Poi lui mi ha richiamato il giorno dopo. Onestamente non ricordo il contenuto delle telefonate. Io non conosco i Sempio, non ho agevolato nessuno. Non ho nulla da temere», ha dichiarato durante gli interrogatori. Un’affermazione, però, che stride con quanto sostenuto in una precedente audizione, nella quale aveva sostenuto di non aver avuto alcun contatto con Sempio.
Il caso Venditti e la sua archiviazione
L’intercettazione si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge anche Mario Venditti, ex procuratore capo di Pavia, finito sotto indagine per corruzione. L’accusa era quella di aver ricevuto somme di denaro per archiviare l’inchiesta a carico di Sempio, nel 2017. Il punto di partenza era stato il ritrovamento di un appunto nell’abitazione dei genitori dell’indagato, sul quale era scritto: «Venditti gip archivia per 20-30 euro».
Il Gip del Tribunale di Brescia ha tuttavia accolto la richiesta di archiviazione nei confronti di Venditti: non vi sono prove che lo coinvolgano. Giletti, riferendosi all’audio, ha spiegato che «l’ex procuratore Mario Venditti non sia stato corrotto dai Sempio nel 2017, ma che restano i dubbi degli inquirenti sugli uomini della polizia giudiziaria che lavoravano con lui».
Archiviate le accuse a Venditti, a ogni modo, il fascicolo non si chiude del tutto. L’ipotesi di corruzione rimane in piedi, ma si sposta su altri soggetti. Come riporta l’Ansa, «l’ipotesi di reato resta intatta, ma riguarda altre persone». Le indagini, insomma, continuano.
