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Crans-Montana, mentre le indagini sono in corso, il padre di Chiara Costanzo annuncia: «Mia figlia non c’è più»

Crans-Montana, mentre le indagini sono in corso, il padre di Chiara Costanzo annuncia: «Mia figlia non c’è più»

La sedicenne Chiara Costanzo è tra le vittime della tragedia di Capodanno. Aperta un’indagine per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni. Sotto accusa sicurezza, uscite di emergenza e uso di candele pirotecniche

A 48 ore dalla tragedia di Crans-Montana continua l’agonia dei genitori che non hanno ancora notizie sui propri figli, ma è anche arrivata la più terribile delle telefonate. Il papà della sedicenne Chiara Costanzo, che era tra i dispersi, ha raccontato al Corriere della Sera: «Ho appena ricevuto la telefonata che non dovrebbe mai arrivare a un padre. Un dolore sordo, indicibile: la mia amata Chiara non c’è più». Intanto si delinea un quadro in cui diventa sempre più evidente quanto fossero precarie le misure di sicurezza del Constellation. La procura svizzera ha aperto un’indagine, con le ipotesi di reato che includono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose.

«Tutte le piste sono aperte»

La procuratrice generale vallesana, Beatrice Pilloud, durante la conferenza stampa di ieri a Sion, ha affermato che «tutte le piste sono aperte». Ha aggiunto che «tutto lascia pensare che il fuoco sia effettivamente partito da bengala o candele scintillanti messe sulle bottiglie, troppo vicine al soffitto». L’indagine cercherà di far luce sulle misure di sicurezza e antincendio, i materiali utilizzati, le uscite di evacuazione, il numero di persone presenti. I proprietari del Constellation, che starebbero collaborando con le autorità, hanno dichiarato che il bar è stato ispezionato «tre volte in dieci anni» e che «tutto è stato fatto secondo le norme». Ma lo stesso ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che si è recato ieri sul luogo della tragedia, ha raccontato al Tg2 Post: «Sono entrato solo nella hall del locale, ma si capisce chelì qualche cosa non ha funzionato, soprattutto per le uscite di emergenza. C’è stata una grande confusione, le misure antincendio non hanno funzionato come dovevano».

I video e la dinamica dell’incendio

Se non è arrivato ancora il tempo delle risposte ufficiali, i video registrati all’interno del locale diventano i tasselli di un puzzle che da una parte contribuiscono a chiarire le cause della catastrofe e dall’altra sollevano perplessità. Le immagini dei filmati, infatti, mostrano che mentre il locale bruciava, i giovani erano abbandonati a loro stessi: la musica non era stata spenta, non si vedono estintori o adulti che davano ordini di evacuazione. Ed è soprattutto grazie ai video che si sta facendo luce sulla dinamica: l’ipotesi più accreditata sulla causa dell’incendio resta quella della candela pirotecnica troppo vicina al soffitto. A confermare questo scenario sono delle immagini che sembrano precedere l’incendio, pubblicate dal Daily Mail: si vede chiaramente una persona, con il volto coperto dalla maschera di Guy Fawkes, che porta sulle spalle una ragazza, anche lei con il viso coperto da un casco nero. La donna ha nelle mani una bottiglia su cui è posizionata una candela pirotecnica accesa. Ed è decisamente vicina al soffitto ricoperto dal materiale insonorizzante. E proprio da quel momento sembra essere scoppiato il rogo.

L’incubo dei genitori

Il bilancio aggiornato parla di 40 morti e 119 i feriti, di cui 80 in gravi condizioni. Ma con le fiamme che hanno eliminato l’identità, sono solo sei le vittime identificate, mentre 113 sono i feriti che hanno un nome. La speranza a cui si aggrappano i genitori dei giovanissimi è che i loro figli siano tra i superstiti, ancora non identificati, in cura negli ospedali. Intanto, per aiutare le famiglie a ritrovare i propri cari, è stata subito aperta su Instagram la pagina Cransmontana.avisderecherche: sono stati condivisi gli appelli, con le immagini dei ragazzi e delle ragazze scomparsi nel nulla dopo l’incendio. «L’unico scopo è raccogliere avvisi di scomparsa per coloro di cui non si hanno più notizie dal tragico Capodanno a Crans-Montana» è scritto in un post.

Il padre di Chiara Costanzo è stato chiamato «per identificarla»

La giornata di ieri si era conclusa con il bollettino italiano di sei ragazzi dispersi e 13 feriti di cui cinque con ustioni gravi. Ma stamattina, Andrea Costanzo, il papà della sedicenne Chiara, ha dichiarato al Corriere della Sera: «Ho appena ricevuto la telefonata che non dovrebbe mai arrivare a un padre. Un dolore sordo, indicibile: la mia amata Chiara non c’è più». Ieri Tajani, invitando alla cautela, aveva affermato: «Tra i cento feriti, tra i tre e i sei non sono ancora stati identificati, speriamo siano italiani ma prima di dare notizie bisogna usare molta prudenza». Ma è anche vero che aspettare è un’agonia per i genitori. «Non so nulla di mio figlio da due giorni, è un’attesa snervante. Non c’è nessuna notizia, perché la Svizzera non dice niente» ha detto Carla Masiello, la mamma del sedicenne di Bologna, Giovanni Tamburi. Oltre al ragazzo bolognese, non si hanno ancora notizie di Riccardo Minghetti, di Giuliano Biasini, di Achille Barosi. Sul diciassettenne Emanuele Galeppini, la cui morte è stata annunciata dalla Federazione italiana golf, è stata richiesta prudenza visto che i familiari aspettano i risultati dell’esame del Dna

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