Mentre è stato convalidato per tre mesi l’arresto cautelare di Jacques Moretti, emergono ulteriori dettagli sul passato, segnato da troppe ombre, dei proprietari del locale Le Constellation. Nel 2020, i Moretti erano finiti nel mirino delle autorità per aver acquistato una Maserati con i fondi Covid.
La convalida dell’arresto
Jacques Moretti, accusato insieme alla moglie Jessica di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose, è finito in manette lo scorso venerdì visto «il rischio di fuga». E oggi il tribunale di Sion ha confermato la misura cautelare per tre mesi, ma non si esclude che l’uomo possa tornare libero su cauzione. Il tribunale è infatti disposto «a revocare la carcerazione preventiva, a fronte di diverse misure richieste in via sussidiaria dal Ministero Pubblico, tra cui in particolare, il versamento di cauzioni». A commentare la decisione è stato l’avvocato di alcune famiglie delle vittime, Sébastien Fanti, che ha dichiarato: «Non possiamo dunque che essere solo molto parzialmente soddisfatti della custodia cautelare, per il momento, del solo gestore». Dall’altra parte i legali dei coniugi Moretti hanno affermato: «La signora Jessica Moretti ha preso atto della decisione pronunciata pochi istanti fa dal Tribunale delle misure detentive, che permetterà a suo marito, una volta soddisfatte le condizioni previste, di riacquistare la libertà».
Le inchieste del 2020 e del 2022
Man mano che proseguono le indagini, sono venuti alla luce altri elementi, ben poco edificanti, sul passato dei Moretti. Stando a quanto rivelato da Matin Dimanche e Sonntags Zeitung, nel 2020, le autorità avevano aperto un’inchiesta penale: i coniugi avevano ricevuto 75.500 euro di fondi come prestito Covid, ma una parte era stata spesa per comprare una Maserati. L’inchiesta si era chiusa in un «non luogo a procedere» visto che i Moretti avevano dimostrato che la vettura era nei conti della società. Ergo non di loro proprietà. Due anni dopo, l’ispettorato del lavoro era intervenuto dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte dei dipendenti francesi. Questi ultimi avevano infatti fatto presente alcune irregolarità tra cui «orari di lavoro non rispettati, lavoro notturno non pagato, riposi non rispettati».
Gli interrogativi sul Comune
Aumentano gli interrogativi, per ora senza risposta, sul perché il Comune non abbia effettuato alcun controllo nel locale negli ultimi sei anni. Ma non solo. C’è anche da chiedersi come sia stato possibile per i Moretti ottenere i permessi per aprire ben tre locali, tra l’altro pare con 4 milioni di franchi svizzeri investiti senza mutui. Jacques Moretti nel 2008 è stato condannato in Francia per induzione alla prostituzione aggravata e la legge vallese stabilisce che i responsabili dei locali non possono avere riportato condanne per «un crimine, delitto, una contravvenzione che possano presentare un pericolo» nella gestione. Una persona vicina alla coppia ha rivelato che sarebbe stato richiesto solamente il casellario giudiziale svizzero. Tra l’altro, come se non bastasse, 86 minuti prima della strage, è entrata in vigore una legge che stabilisce che il Comune o il cantone non rispondono dei danni causati da violazioni commesse da proprietari o gestori di locali.
La rogatoria e le autopsie
I pm di Roma, che stanno indagando sulla strage di Capodanno, stanno preparando l’invio di una rogatoria alle autorità svizzere. L’obiettivo è chiedere la lista degli indagati, ma anche gli atti inerenti agli interrogatori e l’attività istruttoria. Per ora il fascicolo, avviato dalla procura della Capitale, in cui si ipotizza omicidio colposo, lesioni colpose, incendio e anche disastro colposo, è infatti contro ignoti. La procura di Roma ha anche disposto l’autopsia sul corpo del sedicenne Riccardo Minghetti, che avverrà oggi. Sulle autopsie delle altre cinque vittime italiane, l’ufficio giudiziario ha delegato le procure di Bologna, Milano e Genova.
L’uscita di sicurezza e le testimonianze
Negli scorsi giorni, secondo la televisione svizzera Rts, Jacques Moretti ha ammesso agli inquirenti che nella notte del 31 dicembre la porta di emergenza situata nel seminterrato del locale era bloccata dall’interno. Una volta arrivato sul luogo dell’incendio in cui sono morte 40 persone, ha raccontato di aver sbloccato lui stesso la porta dall’esterno. Davanti all’uscio si è poi trovato i corpi ammucchiati dei giovani, che avevano probabilmente visto in quella porta la loro ancora di salvezza. Nel frattempo, oltre dieci persone, presenti nel locale a Capodanno, hanno confermato agli inquirenti che non c’erano vie di fuga segnalate all’interno del Constellation. Tra le testimonianze raccolte, una ex dipendente ha riferito: «Mi chiedete se c’erano dispositivi di sicurezza visibili in caso d’incendio nel bar? Io rispondo negativamente». Un altro ragazzo ha ribadito: «Non ho visto dispositivi con i piccoli cartelli verdi per le uscite di sicurezza». È anche comparso un video di pochi secondi in cui si vede una sagoma femminile che si muove verso l’uscita durante l’incendio, non prestando soccorso. E per alcuni testimoni si tratta proprio di Jessica Moretti, la moglie di Jacques.
