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13enne accoltella professoressa nella bergamasca: come la violenza nichilista dilaga fra i giovani in Italia

Un tredicenne accoltella una professoressa a Trescore Balneario. Un gesto che richiama la violenza della serie Netflix Adolescence

Sembra una scena di «Rambo», ma purtroppo è la realtà. Pantaloni mimetici, una maglietta con la scritta rosso sangue «Vendetta», una lama seghettata e una pistola scacciacani nello zaino. E il telefonino appeso al collo, pronto a riprendere tutto. È così che un ragazzo di 13 anni si è presentato a scuola, all’istituto Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, e poco prima della campanella ha accoltellato la sua insegnante di francese in corridoio, davanti a una classe. Due fendenti, alla gola e all’addome. Non l’ha uccisa solo per miracolo.

Dopo il tentato omicidio

Chiara Mocchi, 57 anni, è stata trasportata in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Le trasfusioni ricevute durante il volo le hanno probabilmente salvato la vita. È stata operata e ricoverata in terapia intensiva: le sue condizioni sono serie, ma non è in pericolo di vita. Tre compagni di classe hanno assistito all’aggressione. Uno di loro racconta che il ragazzo «ha tagliato la gola» all’insegnante. Un’altra non riesce a togliersi dagli occhi il sangue. Tutti e tre sono ora seguiti dagli psicologi. Il tredicenne è stato immobilizzato da un docente e da due collaboratori scolastici, poi consegnato ai carabinieri.

Le autorità escludono moventi terroristici. Secondo le prime ricostruzioni, nell’abitazione del ragazzo sarebbero stati trovati anche materiali esplosivi, un elemento che ha ulteriormente allargato le indagini.

Un trend di violenza giovanile

La scena rimanda alle sparatorie nelle scuole americane: la pianificazione dell’agguato, l’abbigliamento simbolico, il telefono pronto a trasmettere in diretta su Telegram. Insomma, un copione pressoché identico a quello che per anni ha insanguinato le «high school» degli Stati Uniti. Ma stavolta è accaduto qui, in Italia.

Non è solo una questione di imitazione, però. Il gesto sembra inserirsi in un trend più ampio di violenza giovanile che da tempo preoccupa chi si occupa di sicurezza e disagio adolescenziale in Italia. Fino a oggi gli episodi più gravi riguardavano scontri tra coetanei. Stavolta un adulto è stato il bersaglio. E il piano era stato preparato nei minimi dettagli.

Il parallelo con la serie «Adolescence»

Chi ha visto la serie Netflix «Adolescence» non può non cogliere l’analogia. Il protagonista, Jamie Miller, ha 13 anni, impugna un coltello e uccide una compagna di scuola. La serie mette al centro la cultura degli «incel», i celibi involontari, e una violenza che nasce nell’abisso dei forum online.

La differenza, tuttavia, c’è. Il caso di Trescore Balneario non sembra apparentemente guidato da un’ideologia misogina o da un risentimento sentimentale. Il bersaglio era un’insegnante. E il movente sembra essere un brutto voto, ma è ancora tutto da verificare.

Il fenomeno del nichilismo violento

Le forze dell’ordine americane hanno coniato una definizione per descrivere questo tipo di violenza: Nihilistic Violent Extremism (NVE), ovvero «Estremismo violento nichilista». L’FBI classifica sotto questa categoria gli episodi di violenza privi di una motivazione ideologica vera e propria, caratterizzati piuttosto da una visione misantropica del mondo e da un odio generalizzato verso la società. Una violenza fine a se stessa. Un modo, scrive il Bureau, per seminare il caos e accelerare la disgregazione del tessuto sociale. Il dettaglio che forse colpisce più di tutti è quello del telefonino appeso al collo: quel gesto racconta di un ragazzo che voleva essere visto, nell’atto omicida. Voleva un «contenuto» da condividere. Ma cosa si muove nella testa di un tredicenne che arriva a tanto? E quanti altri, in silenzio, covano la stessa furia assassina?

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