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La villa abusiva di Guasticchi

Polpette avvelenate. Bufala. Killeraggio. Non erano state delicate, in casa di Marco Vinicio Guasticchi, vulcanico e tri-laureato presidente Pd della provincia di Perugia, le reazioni all’articolo di Panorama.it sul suo splendido casale di Umbertide: (leggi qui )

250 metri circa su tre livelli, con splendida vista sugli ulivi del parco (protetto) del Monte Acuto, realizzati trasformando in villa di lusso un ex fabbricato agricolo di 32 metri quadrati. Il tutto in spregio delle norme urbanistiche e paesaggistiche, e senza mai spendere un euro di Imu, Irpef, Iva e concessioni edilizie. In pratica: un abuso.

«Una cosa che non solo non mi riguarda, ma che neanche esiste» aveva tagliato corto Guasticchi con la Nazione dopo l’uscita di Panorama. In effetti, intestatario del terreno e dell’annesso agricolo è il padre Giancarlo, ex potentissimo segretario generale della provincia detto un tempo «l’imperatore», che abita a pochi metri dal discusso casale, e in una villa altrettanto bella. Tra le due abitazioni, una piscina e un campo da tennis su cui certo non il padre, ultra-ottantenne, ma il presidente della provincia, appassionato tennista, si esercita appena gli è possibile. Con lodevoli risultati, come ben sanno gli intimi; anzi: non solo gli intimi, visto che il casale è stato sede di plurimi incontri politici, riunioni di corrente, pranzi e cene con compagni di partito, tutti colpiti, come racconta uno dei presenti a Panorama, dalla «ristrutturazione di gusto» dell’edificio, dotato anche di un’area spa con tanto di «sauna, bagno turco, idromassaggio».

Tutto abusivo, come scritto da Panorama. Ora c’è la conferma dell’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti, che in risposta a un’interrogazione del consigliere leghista Gianluca Cirignoni scrive: «L’amministrazione comunale ha ritenuto di non rilasciare il permesso di costruire in sanatoria né l’autorizzazione paesaggistica in sanatoria» come richiesto dal proprietario. Niente condono edilizio o paesaggistico. Il motivo? Gli «ulteriori abusi edilizi, precedentemente non facilmente individuabili, riscontrati negli accertamenti eseguiti in data 22 e 25 ottobre 2013». (SCARICA QUI SOTTO L'ALLEGATO)

Traduzione: a distanza di 5 e di 7 giorni dalla pubblicazione dell’articolo diPanorama.it, il comune di Umbertide ha sentito la necessità di capire l’effettiva consistenza degli abusi di casa Guasticchi e, grazie a due distinti sopralluoghi dei vigili, ha scoperto l’esistenza del piano interrato con tanto di idromassaggio e bagno turco. Da qui, il 29 ottobre, la firma di un’ordinanza di demolizione, la numero 114, che fa seguito alla numero 22 del 1° marzo, con cui il sindaco ordinava l’abbattimento delle prime opere abusive e il ripristino dei luoghi, evidentemente non effettuato.

Anche il corpo forestale non è stato a guardare: il 25 ottobre, otto giorni dopo l’uscita di Panorama.it, comunicava ufficialmente alla regione le «presunte irregolarità in materia paesaggistica e urbanistico-edilizia».

Quindi: abuso accertato, condono respinto, demolizione ordinata. Tutto è bene quel che finisce bene. Ma per quanti anni il comune di Umbertide, rigorosamente Ds-Pd, non è intervenuto per bloccare o sanzionare l’abuso del presidente Pd della provincia? E perché la regione Umbria, cui spetta la vigilanza sui beni paesaggistici come il parco del monte Acuto, ha chiuso un occhio su quest’ abuso eccellente, che pure in zona era conosciuto da tutti?

Se lo chiede il deputato leghista Paolo Grimoldi in un’interrogazione al Mibac , mentre il senatore leghista Stefano Candiani, paventando «il rischio di un insabbiamento da parte di soggetti istituzionali o pubblici funzionari interessati a dare copertura “politica” all vicenda», si rivolge  al ministro dell’Intero Angelino Alfano per chiedergli di «impedire possibili condotte omissive da parte degli uffici pubblici interessati» . Neanche Cirignoni molla l’osso: è tornato alla carica con la regione Umbria per sapere «quanto è costato trasformare il garage in villa con tutti i comfort, incluso campo da tennis e piscina», oltre «a quali imprese hanno operato, come e quanto siano state pagate».

Affari di Guasticchi, direte? Fino a un certo punto. Perché a Umbertide ricordano benissimo il viavai dei mezzi per lo sbancamento: "secondo informazioni anonime che ho ricevuto" ci spiega Cirignoni "e che ho subito girato alla procura di Perugia, sarebbero coinvolte ditte che hanno lavorato per la provincia di Perugia. Chiedo ai magistrati di accertarlo al piu' presto".

Tra cui quello per la sistemazione esterna del centro faunistico di Torre Certalda di Umbertide. Centro faunistico, guarda la coincidenza, dove ha sede il centro ippico della polizia provinciale di Perugia creata da Guasticchi, e dove lavora una delle sue ex mogli, Sonia Galmacci, appassionata cavallerizza arruolata nel suddetto servizio di polizia equestre.

Facciamola corta: alle ultime primarie Matteo Renzi ha travolto Gianni Cuperlo anche in Umbria, 75 a 15. Così Marco Vinicio Guasticchi, da un po’ convertito al renzismo, coltiva l’ambizione di candidarsi nel 2015 al posto della governatrice Catiuscia Marini, una bersanian-dalemiana. Ambizione legittima, per carità, per uno che è nato nel 1962 ed è già stato presidente del consiglio comunale e assessore al bilancio e patrimonio dl comune di Perugia, in quota Margherita, prima di diventare presidente della provincia nel 2009. Ma non sarebbe il caso, prima di candidarsi, di abbattere quella scandalosa villa-casale, idromassaggio e campo da tennis compresi?

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