Usa 2016, Trump e il discorso della nomination: sicurezza e stretta ai migranti

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EPA/MICHAEL REYNOLDS
Cleveland, Ohio, USA, 21 luglio 2016, Donald Trump durante il discorso di accettazione della candidatura alla Casa Bianca
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Cleveland, Ohio, USA, 21 luglio 2016, Donald Trump durante il discorso di accettazione della candidatura alla Casa Bianca
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Cleveland, Ohio, USA, 21 luglio 2016, Donald Trump durante il discorso di accettazione della candidatura alla Casa Bianca
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Donald Trump e Mike Pence
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Come suo eventuale vice alla Casa Bianca, Donald Trump ha preferito Mike Pence a Newt Gingrich e Chris Christie
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Mike Pence e Donald Trump
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Mike Pence e Donald Trump
MARK REINSTEIN/Olycom
18 luglio 2016. Melania e Donald Trump partecipano alla Convenzione dei Repubblicani a Cleveland, Ohio, USA.
Olycom
16 gennaio 2007. Melania Trump con il marito e il figlio Barron, in occasione della posa della "stella" di Donald Trump sulla Walk of Fame di Hollywood.
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18 luglio 2016. Melania Trump accompagnata dal marito Donald Trump lascia il palco della Quicken Loans Arena di Cleveland, in Ohio, dopo il suo intervento da ospite d'onore alla Convention dei Repubblicani che assegnerà formalmente la nomina di candidato presidente al miliardario newyorchese.
Spencer Platt/Getty Images
21 aprile 2016. Melania Trump con il marito Donald Trump dopo un pubblico dibattito con domande dei cittadini presso la NBC Town Hall di New York City. Con loro, da destra: i figli del magnate Eric Trump, Ivanka Trump, Donald Trump Jr. e Tiffany Trump. Davanti, Kai Trump e Donald Trump III, figli di Donald Trump Jr.
Spencer Platt/Getty Images
21 aprile 2016. Melania Trump con il marito Donald Trump a un pubblico dibattito con domande dei cittadini presso la NBC Town Hall di New York City.
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1 febbraio 2016. Melania Trump dà un bacio al marito Donald sul palco di un evento elettorale presso il Ramada Waterloo Hotel and Convention Center di Waterloo, in Iowa, prima dell'inizio delle primarie repubblicane.
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28 ottobre 2015. Melania Trump tra il pubblico del primo dibattito presidenziale tra i candidati alle primarie repubblicane, organizzato dalla CNBC al Coors Event Center della University of Colorado a Boulder, in Colorado.
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3 settembre 2002. Donald Trump con la sua all'epoca fidanzata Melania Knauss tra il pubblico di una partita di tennis tra Andy Roddick (USA) e Juan Ignacio Chela (Argentina), agli Open di Tennis di New York, presso Flushing Meadows
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Melania Trump con il marito Donald sul palco della Convention repubblicana di Cleveland.
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Donald Trump circondato dai membri della sua famiglia
epa05428105 US Republican presidential candidate Donald Trump (C) and Indiana Governor Mike Pence (L) shake hands at the New York Hilton Hotel Grand Ballroom in New York, New York, USA, 16 July 2016. Trump announced Pence to be his pick as running mate for the presidential elections. EPA/JASON SZENES
epa05428112 US Republican presidential candidate Donald Trump (L) introduces Indiana Governor Mike Pence (R) at the New York Hilton Hotel Grand Ballroom in New York, New York, USA, 16 July 2016. Trump announced Pence to be his pick as running mate for the presidential elections. EPA/JASON SZENES
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Il 16 luglio 2016 Ivana Trump fotografata insieme alla presentazione del governatore dell'Indiana Mike Pence al New York Hilton Hotel Grand Ballroom
epa05428104 US Republican presidential candidate Donald Trump (C) and Indiana Governor Mike Pence (C-L) react at the New York Hilton Hotel Grand Ballroom in New York, New York, USA, 16 July 2016. Trump announced Pence to be his pick as running mate for the presidential elections. EPA/JASON SZENES

È il discorso della vita. Il più importante. E Donald Trump promette di essere la voce dell'America. "Il 20 gennaio 2017 gli americani si sveglieranno finalmente in un Paese dove le leggi vengono fatte rispettare. Io sono il candidato dell'ordine e della legalità".

Per un'America di nuovo sicura, di nuovo ricca, di nuovo grande. Ci sono tutti i cavalli di battaglia della corsa inarrestabile di Trump nel discorso di accettazione per la nomination repubblicana che ne fa ufficialmente il candidato alla presidenza degli Stati Uniti per il Grand Old Party, tra standing ovation, boati e festeggiamenti inimmaginabili un anno fa, quando l'istrionico miliardario lanciava la sua campagna dall'esito incerto e con quasi nessun appoggio.

Donald Trump accetta la nomination | video

Un discorso di un'ora

Oggi la Quicken Loans Arena di Cleveland è sua. La tanto invocata unità l'ha trovata qui, il partito d'ora in poi seguirà. Oltre un'ora: è il più lungo discorso di accettazione della nomination da quello di Bill Clinton, nel 1996, che parlò per poco più di 64 minuti. Ed è a chiara firma Trump.

Emozionato quando sale sul palco, teso anche, poi prende il ritmo e resta negli argini, come richiede la circostanza. È chiaro però a tratti che vorrebbe rispondere alla platea ma si trattiene. Non oggi.

"Aggiustare" l'America

È il momento della promessa di "aggiustare", e in fretta, un'America spaventata. E allora la sicurezza prima di tutto: sulle strade, nelle città, distruggendo l'Isis e annientando la minaccia terroristica. Un'America cui promette verità ("se volete menzogne andate alla convention democratica la prossima settimana") e dove non è più il tempo del politically correct. Dove serve un cambio di leadership, contro l'eredità di Hillary Clinton che è "morte, distruzione, terrorismo e debolezza".

Promesse confermate

I toni non sono sopra le righe ma conferma tutto, punto per punto, ciò che ha promesso mese dopo mese: "Gli Stati Uniti devono immediatamente sospendere l'immigrazione da tutti i Paesi che sono coinvolti con il terrorismo fino a che non sia realizzato un meccanismo di controllo efficace". L'ingresso in America sarà concesso solo "a chi sostiene i nostri valori e ama la nostra gente". Anche il muro si farà, "fermeremo l'immigrazione illegale". E la Costituzione verrà protetta da un giudice della Corte Suprema nominato da un presidente repubblicano. Lo stesso che da Cleveland e da candidato garantisce che proteggerà la comunità Lgbtq. 

Le paure

Trump dipinge così un'America cupa e punta tutto sulle sue paure. ''Un discorso molto cupo e terribile, spaventoso'', è la prima reazione dall'entourage della famiglia Bush attraverso la ex speechwriter di George padre, Mary Cary, che twitta mentre Trump sta ancora parlando. Risponde subito anche Hillary Clinton: "'Non sei la nostra voce'', twitta la candidata democratica accettando pero' la sfida: "Sì, costruiremo un muro tra te e la presidenza, Donald Trump".(ANSA).

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