Quando la banca aiuta il mondo

Oramai nel settore bancario finanza è sinonimo di Esg, l’acronimo che sta per Environmental, social and governance, ovvero «tutela ambientale, sociale e una migliore gestione aziendale». D’altronde, la finanza sostenibile è diventato un business a tutti gli effetti e le banche si stanno preparando per la sostenibilità e, allo stesso tempo, portare i loro clienti verso gli stessi obiettivi.

UniCredit ha scelto, per fare un esempio, di puntare in particolar modo su una forza lavoro femminile e con una mentalità internazionale. Il 54 per cento dello staff è infatti costituito da donne è il 57 per cento ha alle spalle un percorso all’estero. Anche ai più alti livelli aziendali un terzo del management è donna e il 42 per cento dei vertici del gruppo di Piazza Gae Aulenti può vantare esperienze in Paesi stranieri. Si tratta di una strategia che mira all’inclusività, uno dei pilastri della finanza Esg e raccomandato anche dal numero uno della Banca centrale europea, Christine Lagarde. Ecco quindi che Unicredit ha messo a disposizione del personale 100 milioni di euro per ridurre le differenze salariali tra uomini e donne.

Per le banche del gruppo il nuovo amministratore delegato Andrea Orcel ha poi scelto di investire 2,8 miliardi di euro in piattaforme digitali tra il 2022 e il 2024: nello specifico, gli investimenti riguardano cyber sicurezza, esperienza d’utilizzo dei prodotti del gruppo, pagamenti digitali e servizi evoluti per la clientela. A ciò si aggiunge l’assunzione di 3.600 persone delle quali, tra l’altro, 900 in Italia, 300 in Europa centrale e orientale, 100 in Germania e altrettanti sui vari territori per controllare le nuove funzioni.

Gli interventi a impatto sociale di UniCredit - partiti quattro anni fa - si articolano su tre filoni: la finanza inclusiva attraverso il microcredito a imprese sociali e persone fragili spesso escluse dall’offerta bancaria tradizionale; la finanza a impatto sociale per sostenere attività imprenditoriali che forniscono accesso a beni e servizi essenziali a prezzi calmierati; i programmi aziendali centrati sul benessere dei dipendenti, degli azionisti e delle comunità e un programma di educazione finanziaria e imprenditoriale per vulnerabili, come giovani e donne.

Al 30 settembre 2021, il gruppo di Piazza Gae Aulenti ha garantito 46,6 milioni di euro nella lotta alla povertà; 96 milioni alla salute; 17,2 all’educazione, 116 milioni alla crescita sostenibile; 16 milioni alla riduzione delle disuguaglianze, 2,4 milioni alla sostenibilità in termini di tutela delle comunità, dando un forte contributo agli «obiettivi di sviluppo sostenibile» (Sustainable Development Goals, SDGs) delle Nazioni Unite.

Entro lo stesso periodo, inoltre, 5.273 prestiti di microcredito si sono concretizzati in risorse concesse per 295 milioni di euro, 255 dei quali erogati in Italia. Fin dal suo lancio, UniCredit Social Impact Banking ha sostenuto più di 4 mila beneficiari attraverso iniziative di microcredito e finanziamenti a impatto, oltre a fornire diversi programmi di educazione finanziaria a favore di circa 50 mila giovani e persone svantaggiate.

Ma quella fin qui illustrata non è che una tappa. Per quanto riguarda il piano 2022-2024 appena annunciato da Orcel, si è stabilito un ulteriore aumento dei finanziamenti e delle attività a impatto sociale. Per l’inclusione finanziaria, l’offerta sarà più estesa coinvolgendo persone fragili, oltre alle micro imprese: tale impegno vede UniCredit come unica banca italiana firmataria dell’impegno con il programma ambientale delle Nazioni Unite per i «Principles for responsible banking», in particolare sull’inclusione e salute finanziaria dei propri clienti.

La finanza a impatto sociale punta al supporto e accompagnamento dei clienti in un percorso di transizione verso il «mondo Esg». L’obiettivo è quello di generare maggiore valore sui propri dipendenti, fornitori, clienti e comunità per le imprese, attraverso linee di finanziamento dedicate, e una cultura della misurazione dell’impatto generato.

Come ulteriore passo, UniCredit vuole sviluppare la progettualità per gli azionisti incrementando le partnership fra profit, non profit, università e altri attori, per dare una risposta alle importanti sfide sociali che si riscontrano nei territori dove opera la banca. Nel concreto, ci sono interventi per avvicinare i giovani alla realtà del lavoro, quelli per il supporto all’imprenditorialità e per la possibilità di impiego delle donne.

Nel 2020, il gruppo ha inoltre destinato oltre 6,4 miliardi di euro (dati al 30 giugno 2020) a piccole e medie imprese in Europa per fronteggiare l’emergenza Covid-19, così come la Fondazione Unicredit ha contribuito significativamente alla lotta alla pandemia.

UniCredit prevede che ci saranno 1.760 assunzioni a tempo determinato o indeterminato entro i primi cinque anni dalla partenza dei nuovi progetti finanziati, di cui 187 per persone che appartengono a categorie svantaggiate e ai programmi di Impact Financing in Italia. In totale, sono stati concessi 155 finanziamenti per 156,5 milioni di euro, con l’obiettivo di raggiungere, nel primo quinquennio, 1,6 milioni di beneficiari.n © riproduzione riservata

YOU MAY ALSO LIKE