Attacco a Gerusalemme
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Intifada dei coltelli: continuano gli attacchi, uccisi due israeliani

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22 novembre 2015. I volontari di Zaka trasportano il cadavere di un terrorista palestinese che ha accoltellato a morte la giovane israeliana Hadar Buchris, 21 anni, ed è poi stato ucciso dalle forze di sicurezza israeliane nell'area degli insediamenti ebraici di Gush Etzion, in Cisgiordania.
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13 novembre 2015. In una foto twittata dal quotidiano israeliano Haaretz, l'auto sulla quale viaggiavano i due israeliani uccisi da un terrorista palestinese, nei pressi della colonia di Otniel, vicino a Hebron, in Cisgiordania.
EPA/ATEF SAFADI
10 novembre 2015. La polizia israeliana arresta un ragazzo palestinese di Gerusalemme Est, di 12 anni, che con un altro ragazzo (un 13enne, gravemente ferito dal fuoco israeliano) ha cercato di accoltellare un israeliano nel quartiere ebraico di Pisgat Ze'ev.
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10 novembre 2015. Un momento di una manifestazione a Hebron, in Cisgiordania, per chiedere la restituzione dei cadaveri di una serie di attentatori palestinesi freddati dalle forze di sicurezza israeliane.
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10 novembre 2015. Personale paramedico soccorre un palestinese ferito dopo aver tentato di attaccare due guardie israeliane presso la Porta di Damasco a Gerusalemme.
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8 novembre 2015. La scena dove un palestinese si è lanciato con la propria auto contro un gruppo di israeliani a un incrocio stradale presso Tapuah, a sud di Nablus, in Cisgiordania. Almeno quattro sono rimasti feriti, due gravemente. L'attentatore è stato ucciso dalle forze di sicurezza che presidiavano un vicino posto di controllo.
EPA/ABED AL HASHLAMOUN
6 novembre 2014. Un manifestante palestinese dal volto coperto accanto a dei copertoni dati alle fiamme durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane a Hebron, in Cisgiordania.
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6 novembre 2015. L'arrivo all'ospedale Hadassah Ein Kerem di Gerusalemme di un soldato israeliano ferito con un coltello da un terrorista palestinese vicino al villaggio di Beit Anon, a sud di Hebron.
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5 novembre 2015. L'avvocato Mohammed Allan (sopra, al centro) festeggia il suo rilascio con amici e parenti a Nablus, in Cisgiordania. L'uomo, attivista della Jihad islamica, è stato detenuto per un anno, senza processo, in un carcere israeliano.
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4 novembre 2015. Centinaia di giovani coloni israeliani barricati presso una sinagoga nell'insediamento ebraico di Givat Zeev, a nord di Gerusalemme, in Cisgiordania, per impedirne la demolizione, ordinata un anno fa dalla Corte suprema israeliana entro il 5 novembre. L'edificio è stato costruito su proprietà privata palestinese.
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4 novembre 2015. Centinaia di giovani coloni israeliani barricati presso una sinagoga nell'insediamento ebraico di Givat Zeev, a nord di Gerusalemme, in Cisgiordania, per impedirne la demolizione, ordinata un anno fa dalla Corte suprema israeliana entro il 5 novembre. L'edificio è stato costruito su proprietà privata palestinese.
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3 novembre 2015. Due giornalisti dell'emittente radiofonica palestinese Al Hurriya, a Hebron, controllano i danni subiti dalla sede dopo la chiusura, da parte dell'esercito israeliano, della radio accusata di incoraggiare le aggressioni e gli accoltellamenti ai danni di coloni e soldati israeliani. I militari hanno sequestrato l'attrezzatura e il materiale audio "per impedire una campagna di incitamento all'odio, che ha provocato un'escalation di violenza nella regione nelle ultime settimane".
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2 novembre 2015. Le autorità israeliane demoliscono la casa di una famiglia palestinese, costruita senza autorizzazioni municipali nel quartiere arabo di Beit Hanina, a Gerusalemme Est.
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2 novembre 2015. Paramedici israeliani soccorrono un terrorista palestinese ferito dalle forze di sicurezza israeliane dopo un tentato attacco con coltello a un anziano ebreo, nella città costiera israeliana di Netanya.
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2 novembre 2015. Studenti dell'Università Al-Quds di Abu Dis, in Cisgiordania, manifestano nei pressi del controverso muro di separazione.
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2 novembre 2015. Le Forze di sicurezza israeliane in posizione per impedire ai manifestanti palestinesi di avvicinarsi al valico di Jalama, sul confine tra Israele e la Cisgiordania. Un adolescente palestinese ha tentato qui di accoltellare un soldato israeliano ed è stato colpito a morte da parte dell'esercito.
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30 ottobre 2015. Forze di sicurezza e personale medico israeliani soccorrono una delle vittime di un nuovo attacco con coltello perpetrato da un attentatore palestinese a Gerusalemme.
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28 ottobre 2015. Un gruppo di palestinesi durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane presso la controversa barriera di protezione (muro di separazione) israeliana ad Abu Dis, in Cisgiordania.
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28 ottobre 2015. Manifestanti palestinesi danno fuoco a dei copertoni e li gettano contro la controversa barriera di protezione (muro di separazione) israeliana ad Abu Dis, in Cisgiordania.
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28 ottobre 2015. Un manifestante palestinese cerca di abbattere con una mazza un tratto della controversa barriera di protezione (muro di separazione) israeliana ad Abu Dis, in Cisgiordania.
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Scontri fra palestinesi e soldati israeliani a Hebron, West Bank, 29 ottobre 2015
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28 ottobre 2015. Un gruppo di palestinesi partecipa con le bandiere nazionali a una manifestazione antiisraeliana a est di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.
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27 ottobre 2015. Il leader del Movimento islamico in Israele, lo sceicco Raed Salah, parla con i giornalisti a Gerusalemme, dopo la sua condanna a 11 mesi di reclusione per incitazione alla violenza da parte di un tribunale israeliano.
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27 ottobre 2015. Dei palestinesi camminano nei pressi di un grande cratere creato da un attacco aereo israeliano su una struttura di polizia di Hamas nella Striscia di Gaza centrale, vicino al confine con Israele. L'attacco israeliano è seguito al lancio di un razzo da parte di Hamas nella notte di lunedì.
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25 ottobre 2015. La Cupola della roccia svetta accanto alla moschea di Al Aqsa, nella parte orientale della Città vecchia di Gerusalemme. Il sito è noto ai musulmani come "nobile santuario" (al-Ḥaram al-Sharīf).
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25 ottobre 2015. L'ex Presidente israeliano Shimon Peres interviene durante una cerimonia di commemorazione del primo ministro Yitzhak Rabin, a 20 anni dall'assassinio del Premio Nobel per la Pace.
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25 ottobre 2015. Un momento dei funerali di Khalil Obied, un palestinese morto per le ferite riportate durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliene lungo il confine presso Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.
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24 ottobre 2015. Nella piazza di Tel Aviv dove l'allora primo ministro israeliano Yitzhak Rabin venne assassinato il 4 novembre 1995 da un ebreo estremista, un uomo mostra alla figlia un'immagine che ritrae l'uomo politico mentre stringe la mano dell'allora Re Hussein di Giordania, in presenza dell'ex Presidente USA, Bill Clinton.
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25 ottobre 2015. La polizia forense israeliana accanto al cadavere di una donna palestinese uccisa dalle forze di sicurezza dopo che aveva tentato di pugnalare degli ufficiali all'ingresso della moschea di Ibrahim - o Tomba dei Patriarchi - a Hebron.
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25 ottobre 2015. Dei coloni osservano le forze di sicurezza israeliane in azione nell'area dove un terrorista palestinese ha pugnalato un israeliano, nei pressi dell'insediamento di Metzad, nella Cisgiordania occupata.
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25 ottobre 2015. Un vigile del fuoco israeliano ispeziona un'automobile di proprietà palestinese data alle fiamme e coperta di scritte razziste nel quartiere di Umm Tuba a Gerusalemme Est.
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24 ottobre 2015. A Tel Aviv migliaia di israeliani dei partiti di sinistra hanno partecipato a una manifestazione di protesta antigovernativa per chiedere "la fine dell'occupazione" e a favore della soluzione dei due Stati.
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23 ottobre 2015. Un manifestante palestinese con delle pietre in mano durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane vicino al valico di Erez, nel nord della Striscia di Gaza.
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23 ottobre 2015. Un diverbio tra soldati israeliani e un uomo palestinese presso la Porta di Damasco, all'ingresso di Gerusalemme Est, prima della preghiera del venerdì.
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23 ottobre 2015. Un gruppo di palestinesi celebra il compleanno di un manifestante durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane ad Al-Bireh, a nord di Ramallah, in Cisgiordania.
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23 ottobre 2015. Un bambino palestinese dal volto coperto lancia una pietra contro le forze di sicurezza israeliane durante delle proteste presso l'insediamento ebraico di Qadomem, vicino al villaggio arabo di Kofr Qadom (Nablus), in Cisgiordania.
EPA/ALAA BADARNEH
23 ottobre 2015. Un palestinese lancia una bomba lacrimogena contro le forze di sicurezza israeliane durante delle proteste presso l'insediamento ebraico di Qadomem, vicino al villaggio arabo di Kofr Qadom (Nablus), in Cisgiordania.
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23 ottobre 2015. Un fermo immagine tratto da un video postato su Youtube dall'ISIS
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22 ottobre 2015. Manifestanti palestinesi trasportano un ragazzo ferito nel corso degli scontri con la polizia israeliana a est di Bureij, lungo il confine con la Striscia di Gaza.
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22 ottobre 2015. Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a colloquio a Berlino con Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza.
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22 ottobre 2015. Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il Segretario di Stato USA, John Kerry, nel corso del loro incontro a Berlino.
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22 ottobre 2015. Due soldati israeliani camminano lungo un tratto della controversa barriera di separazione israeliana presso il villaggio di Al-Ram, tra Gerusalemme e Ramallah, in Cisgiordania.
THOMAS COEX/AFP/Getty Images
22 ottobre 2015. Un uomo palestinese cammina accanto alla controversa barriera di protezione/muro di separazione israeliana, coperta da murales, a Betlemme, in Cisgiordania.
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21 ottobre 2015. A Gerusalemme, personale medico e polizia accanto al cadavere di un uomo israeliano, scambiato per un terrorista e ucciso da una guardia giurata.
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20 ottobre 2015. Il Primo Ministro israeliano Minister Benjamin in visita a un avamposto militare presso il confine con la Striscia di Gaza, finge di osservare in lontananza per i fotografi, con un binocolo coperto.
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Gerusalemme, Israele, 20 ottobre 32015. Il Segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, stringe la mano al Presidente di Israele, Reuven Rivlin, durante la loro conferenza stampa congiunta nella residenza presidenziale. Ban Ki-Moon incontrerà più tardi il premier Netanyahu e, domani a Ramallah, il leader palestinese Abu Mazen
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20 ottobre 2015. Il Ministro della Difesa israeliano Moshe Ya'alon in visita a un soldato ferito ricoverato in un ospedale di Be'er Sheva, nel sud di Israele.
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20 ottobre 2015. Soldati israeliani durante gli scontri con manifestanti palestinesi a Tulkarem, in Cisgiordania.
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20 ottobre 2015. Ragazze palestinesi trasportano con una kefiah le pietre da lanciare contro i soldati israeliani, nel corso di scontri ad Al-Bireh, in Cisgiordania, nei pressi di Ramallah.
MENAHEM KAHANA/AFP/Getty Images
20 ottobre 2015. Forze di sicurezza israeliane effettuano controlli di sicurezza presso la Porta di Damasco, all'ingresso della Città vecchia di Gerusalemme.
HAZEM BADER/AFP/Getty Images
20 ottobre 2015. In un obitorio di Hebron, in Cisgiordania, un medico forense esamina il cadavere di Udai al-Masalmeh, un palestinese ucciso dalle forze di sicurezza israeliane dopo che aveva cercato di pugnalare un soldato israeliano nel corso di scontri avvenuti a Beit Awwa.
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20 ottobre 2015. Una donna passa accanto a una "barriera difensiva temporanea rimovibile" installata 2 giorni prima dalla polizia istaeliana a Gerusalemme Est, all'ingresso del quartiere arabo di Jabal Mukaber.
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20 ottobre 2015. Soldati israeliani distruggono l'abitazione di Maher al-Hashlamoun, un palestinese in carcere per aver ucciso con un coltello un colono ebreo alla fine dell'anno scorso, nella città cisgiordana di Hebron. La scorsa settimana, il governo israeliano ha ordinato l'intensificazione delle demolizioni punitive a danno degli attentatori.
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20 ottobre 2015. Manifestanti palestinesi dal volto coperto partecipano agli scontri con i soldati israeliani a Tulkarem, in Cisgiordania.
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20 ottobre 2015. Soldati israeliani controllano da lontano dei manifestanti palestinesi durante degli scontri con le forze armate israeliane a Tulkarem, in Cisgiordania.
ABBAS MOMANI/AFP/Getty Images
Lo sceicco Hassan Yussef, uno dei principali leader di Hamas in Cisgiordania, in una foto d'archivio scattata a Ramallah il 19 giugno 2014, durante una conferenza stampa. All'alba del 20 ottobre 2015 è stato arrestato dall'esercito israeliano.
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18 ottobre 2015. Il muro temporaneo di cemento installato dalla polizia israeliana nel quartiere di Jabel Mukaber a Gerusalemme, Israele.
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18 ottobre 2015. I soccorsi a un poliziotto ferito durante un attacco perpetrato da un palestinese alla stazione degli autobus di Be'er Sheva, nel sud di Israele. Un uomo ha aperto il fuoco uccidendo un soldato e ferendo altre 10 persone. L'attentatore è stato ucciso.
EPA/ALAA BADARNEH
18 ottobre 2015. Dei palestinesi danno alle fiamme una vettura di coloni israeliani a Nablus, in Cisgiordania. Durante la giornata alcuni palestinesi avevano lanciato pietre per fermare circa 30 coloni israeliani (di cui uno è rimasto leggermente ferito) che cercavano di entrare nel sito della Tomba di Giuseppe. I coloni sono stati fermati dalle forze di sicurezza palestinesi e poi consegnati all'esercito israeliano.
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18 ottobre 2014. Uno studente palestinese con un coltello in pugno urla slogan contro Israele dutante una manifestazione a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.
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18 ottobre 2015. Il sindaco di New York in preghiera presso il Muro occidentale a Gerusalemme. Bill de Blasio è giunto in Israele "in visita di solidarietà". Ha incontrato i sindaci di Tel Aviv, Ron Huldai, e di Gerusalemme, Nir Barkat, e ha visitato una scuola frequentata da bambini ebrei e musulmani. Ha anche incontrato alcune persone rimaste ferite nei recenti attacchi terroristici.
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17 ottobre 2015. Curiosi e poliziotti israeliani accanto al cadavere di un 16enne palestinese residente nel quartiere arabo di Jabel Mukaber, a Gerusalemme Est. Fermato per un controllo di identità nel quartiere ebraico di Armon Hanatziv, ha accoltellato un ufficiale di polizia israeliana ed è stato colpito a morte.
HAZEM BADER/AFP/Getty Images
18 ottobre 2015. Uno studente del Politecnico della Palestina durante una protesta contro Israele vicino all'insediamento ebraico di Beit Hagai, all'ingresso meridionale di Hebron, in Cisgiordania.
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16 ottobre 2015. A Hebron, in Cisgiordania, un manifestante palestinese con una pettorina da fotoreporter con la scritta "PRESS" e un coltello in mano giace senza vita sul terreno, colpito a morte dai soldati israeliani, poco dopo aver pugnalato uno di loro.
Haaretz.com
Nablus, Cisgiordania, 16 ottobre 2015. Lo screenshot di un video diffuso dal quotidiano israeliano Haaretz mostra il complesso della Tomba di Giuseppe dato alle fiamme da un centinaio di palestinesi.
Government Press Office/Getty Images
15 ottobre 2015. Il palestinese Ahmed Manasra, 13 anni, ricoverato nell'ospedale israeliano Hadassah Medical Center. Dopo aver accoltellato un coetaneo ebreo a Gerusalemme, è stato colpito dall'esercito israeliano. Abu Mazen ha denunciato in TV che sarebbe stato "giustiziato". Israele ne ha diffuso le immagini, definendo "bugiardo" il leader dell'ANP.
EPA/ALAA BADARNEH
15 ottobre 2015. L'interno di una casa messo sottosopra dall'esercito israeliano alla ricerca di armi, nel villaggio di Tel, a nord di Nablus, in Cisgiordania. Nel corso dell'operazione sarebbero stati arrestati 5 palestinesi.
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14 ottobre 2015. La disperazione della madre di Alon Govberg durante i suoi funerali. L'uomo, 51 anni, è stato una delle vittime dell'attentato su un autobus avvenuto il giorno precedente nel quartiere di Armon Hanatziv a Gerusalemme.
EPA/ATEF SAFADI
14 ottobre 2015. La polizia israeliana ispezione il cadavere di un uomo palestinese, ucciso dal fuoco israeliano dopo che aveva cercato di accoltellare dei soldati, presso la Porta di Damasco, nella Città vecchia di Gerusalemme.
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14 ottobre 2015. Un gruppo di parenti trasporta il cadavere di Moataz Zawahra, un palestinese di 28 anni ucciso il giorno precedente negli scontri con le forze di sicurezza israeliane, avvolto in una bandiera palestinese, durante il suo funerale nel campo profughi Dehiesheh, vicino a Betlemme, in Cisgiordania.
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14 ottobre 2015. Studentesse palestinesi gridano slogan durante una protesta anti-israeliana a Rafah, nel sud della città Striscia di Gaza.
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14 ottobre 2015. Un poliziotto israeliano corre verso il luogo dove una donna di 70 anni è stata da poco pugnalata da un attentatore, presso la stazione centrale degli autobus di Gerusalemme.
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14 ottobre 2015. Forze di sicurezza israeliane e la polizia forense nel luogo dove una donna di 70 anni è stata da poco pugnalata da un attentatore, presso la stazione centrale degli autobus di Gerusalemme.
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14 ottobre 2015. Controlli di sicurezza della polizia israeliana presso un nuovo checkpoint, lungo una strada vicina al quartiere di Jabal Mukaber, a Gerusalemme Est.
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13 ottobre 2014. Un poliziotto israeliano effettua un controllo di sicurezza presso la Porta di Damasco.
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13 ottobre 2015. Nel quartiere di Mea Shearim a Gerusalemme, un momento dei funerali di Yeshayahu Krishevsky, 60 anni, una delle vittime degli attacchi contro civili degli scorsi giorni, travolto da un'auto pirata alla fermata di un autobus.
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13 ottobre 2015. Un manifestante porta in braccio un altro ragazzo palestinese rimasto ferito durante gli scontri con la polizia israeliana presso il valico di Erez, sul confine tra Iaraele e la Striscia di Gaza. Un palestinese è morto e oltre 50 sono rimasti feriti.
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13 ottobre 2015. Un soldato israeliano punta la sua arma vesto i manifestanti palestinesi nel corso di scontri scoppiati al checkpoint di Howara, nei pressi di Nablus, in Cisgiordania.
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13 ottobre 2015. A Hebron, in Cisgiordania, durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane, due palestinesi cercano di spegnere le fiamme che divampano sul corpo di un terzo manifestante, colpito da una molotov che lui stesso cercava di lanciare verso la polizia.
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13 ottobre 2015. Volontari della Zaka, una rete di civili impegnata nell'intervento sui luoghi delle violenze, accanto al cadavere di un attentatore che ha aperto il fuoco su un autobus in un insediamento israeliano adiacente al quartiere palestinese di Jabal Mukaber, a est di Gerusalemme, venendo poi ucciso dalla polizia. Un altro attentatore ha agito con un pugnale.
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13 ottobre 2015. Il cadavere di un attentatore che ha aperto il fuoco su un autobus in un insediamento israeliano adiacente al quartiere palestinese di Jabal Mukaber, a est di Gerusalemme, venendo poi ucciso dalla polizia. Un altro attentatore ha agito con un pugnale.
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13 ottobre 2015. Le forze di sicurezza israeliane si scontrano con i manifestanti palestinesi a Hebron, in Cisgiordania.
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13 ottobre 2015. Uno dei due attentatori palestinesi, ferito e in manette, che hanno aggredito con un coltello e un'arma da fuoco i passeggeri di un autobus, in un insediamento israeliano adiacente al quartiere palestinese di Jabal Mukaber, a est di Gerusalemme.
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13 ottobre 2015. Soccorritori in azione presso la fermata dell'autobus in Malchei Israel Street, a Gerusalemme, contro cui un uomo si è lanciato con la sua auto, da cui è poi sceso alcoltellando alcuni presenti e ferendone almeno tre.
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12 ottobre 2015. Agenti della polizia forense israeliana ispezionano un autobus su cui un arabo ha accoltellato un soldato israeliano fuori servizio, cercando di sottrargli un'arma da fuoco, prima di essere ucciso dalle forze di sicurezza.
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12 ottobre 2015. Un giovane palestinese mostra il segno della vittoria dall'interno della Striscia di Gaza, sul confine con Israele, a est di Bureij.
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12 ottobre 2015. Ebrei in preghiera nel luogo dove è avvenuto un attacco terroristico, in un quartiere musulmano della Città vecchia a Gerusalemme.
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12 ottobre 2015. Un uomo serra l'ingresso si un negozio nella Città Vecchia di Gerusalemme, dove metà delle attività commericali ha chiuso in seguito all'ondata di violenze.
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12 ottobre 2015. La polizia israeliana accanto al cadavere di Mustafa Hatib, 18 anni, un attentatore palestinese ucciso presso la Porta dei Leoni, ingresso alla Città Vecchia di Gerusalemme, dopo aver tentato di accoltellare un soldato israeliano.
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11 ottobre 2015. Un manifestante viene colpito a fuoco dai soldati israeliani durante gli scontri presso il checkpoint di Howara, vicino a Nablus, in Cisgiordania.
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11 ottobre 2015. La salma di Ibrahim Awad, morto nel corso degli scontri con la polizia israeliana, portata tra la folla durante i suoi funerali a Beit Ommer, villaggio nei pressi di Hebron, in Cisgiordania.
MOHAMMED ABED/AFP/Getty Images

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11 ottobre 2015. Un soldato israeliano di guardia nei pressi del luogo in cui una donna palestinese ha attivato un congegno esplosivo, vicino al checkpoint di a-Zaim, in Cisgiordania, sulla strada che conduce dalla colonia di Ma'ale Adumim a Gerusalemme. Sia la donna sia un soldato sono rimasti feriti.
EPA/ABED AL HASHLAMOUN
10 ottobre 2015. A Hebron, in Cisgiordania, un momento dei funerali di Mohammad Jabari, 17 anni, colpito a morte dalla polizia israeliana dopo che aveva aggredito un poliziotto a Kiryat Arba, un insediamento ebraico nei pressi di Hebron.
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10 ottobre 2015. Soldati israeliani durante gli scontri con i manifestanti palestinesi a Hebron, in Cisgiordania.
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10 ottobre 2015. Giovani donne palestinesi sedute su un carretto durante gli scontri tra le forse di sicurezza israeliane e un folto gruppo di manifestanti presso il valico di Nahal Oz, al confine con Israele, a est di Gaza.
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10 ottobre 2015. Un momento di tensione tra un palestinese e un soldato israeliano a Hebron, in Cisgiordania.
MAHMUD HAMS/AFP/Getty Images
10 ottobre 2015. Un ragazzo palestinese dà soccorso a una manifestante colpita da un candelotto lacrimogeno lanciato dalle forze di sicurezza israeliane, presso il valico di Nahal Oz, al confine con Israele, a est di Gaza.
GALI TIBBON/AFP/Getty Images
10 ottobre 2015. Soldati delle forze di sicurezza israeliane danno un primo soccorso a un poliziotto ferito con un'arma da taglio da un palestinese presso la Porta di Damasco alla Città Vecchia di Gerusalemme.
MAHMUD HAMS/AFP/Getty Images
10 ottobre 2015. Un manifestante palestinese dal volto coperto fa il segno della vittoria durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane presso il valico di Nahal Oz, al confine con Israele, a est di Gaza.
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10 ottobre 2015. La folla accompagna la salma di Ahmad Qali, 22 anni, ucciso durante gli scontri con le forze di sidurezza israeliane presso il campo rifugiati di Shuafat, a Gerusalemme Est.
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10 ottobre 2015. Il personale medico trasporta la salma di un palestinese ucciso dalle forze di sicurezza israeliane dopo che aveva pugnalato due agenti, presso la Porta di Damasco alla Città Vecchia di Gerusalemme.
AHMAD GHARABLI/AFP/Getty Images
10 ottobre 2015. Un agente di sicurezza israeliano di guardia accanto al cadavere di un palestinese, colpito a morte a seguito di un suo attacco contro due israeliani a Gerusalemme Vecchia.
MOHAMMED ABED/AFP/Getty Images
9 ottobre 2015. Un manifestante palestinese con un coltello in mano, nel corso degli scontri con la polizia di Israele, sul confine con la Striscia di Gaza.
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9 ottobre 2015. Un momento dei funerali di Mohannad Halabi, 19 anni, nel villaggio di Surda, vicino a Ramallah, freddato dalla polizia israeliana dopo aver ucciso, a Gerusalemme, due israeliani e averne feriti altri due
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9 ottobre 2015. Una donna fa sventolare la bandiera nazionale palestinese durante gli scontri con le forse di sicurezza israeliane sul confine tra Israele e la Striscia di Gaza.
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9 ottobre 2015. Poliziotti israeliani arrestano un ragazzo 18enne palestinese che ha accoltellato un ebreo 16enne a Gerusalemme, vicino a una strada che separa i quartieri degli ultraortodossi sa quelli palestinesi.
MENAHEM KAHANA/AFP/Getty Images
9 ottobre 2015. Un ragazzo di 16 anni, ebreo ultraortodosso, riceve soccorso dopo essere stato accoltellato da un 18enne palestinese a Gerusalemme, vicino a una strada che separa i quartieri degli ultraortodossi da quelli palestinesi.
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9 ottobre 2015. Una donna lancia pietre contro la polizia israeliana, sul confine tra Israele e la Striscia di Gaza, a est di Gaza.
AHMAD GHARABLI/AFP/Getty Images
9 ottobre 2015. Manifestanti palestinesi lanciano pietre contro le forze di sicurezza israeliane, nel campo rifugiati di Shuafat, a Gerusalemme est.
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9 ottobre 2015. Nel campo rifugiati di Shuafat, a Gerusalemme est, due ragazzi palestinesi si riparano dietro una lamiera mentre si preparano a dare alle fiamme pneumatici da lanciare contro le forse di sicurezza israeliane.
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9 ottobre 2015. Una guardia della polizia di frontiera israeliana spara gas lacrimogeni durante gli scontri con i manifestanti palestinesi presso il campo rifugiati di Shuafat, a Gerusalemme est.
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9 ottobre 2015. Un manifestante a volto coperto nel campo rifugiati di Shuafat, a Gerusalemme est durante gli scontri con le forse di sicurezza israeliane.
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9 ottobre 2015. Soldati israeliani arrestano un palestinese fuori dalla Città vecchia di Gerusalemme.
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9 ottobre 2015. Sullo sfondo delle forze di sicurezza israeliane che fanno la guardia, un folto gruppo di fedeli musulmani palestinesi prendono parte alla preghiera del venerdì nella parte orientale del quartiere di Ras al-Amud, a Gerusalemme, dopo che la polizia israeliana ha stabilito di consentire l'ingresso al complesso di Al-Aqsa solo agli uomini al di sopra dei 45 anni.
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9 ottobre 2015. Sul confine tra Israele e la Striscia di Gaza, a est di Gaza, un palestinese rimasto ferito durante gli scontri con la polizia israeliana viene soccorso da altri manifestanti.
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Tel Aviv, Israele, 8 ottobre 2015. La polizia israeliana accanto al cadavere di un operaio palestinese che ha aggredito quattro passanti israeliani con un cacciavite, ferendoli leggermente, e ha tentato di sottrarre un'arma a una soldatessa, prima di essere colpito a morte.
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Nei pressi di Hebron, in Cisgiordania, 8 ottobre 2015. Una donna e un bambino della colonia israeliana di Har Hevron urlano contro dei palestinesi durante un'operazione di sicurezza della polizia israeliana, alla ricerca dell'uomo sospettato di aver pugnalato un passante con un cacciavite nel centro di Tel Aviv.
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8 ottobre 2015. La polizia israeliana di guardia sul tetto di un edificio nella Città Vecchia di Gerusalemme.
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8 ottobre 2015. Un poliziotto israeliano controlla i documenti di una donna palestinese all'ingresso nella Città Vecchia di Gerusalemme.
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8 ottobre 2015. Un soldato israeliano spara gas lacrimogeno durante gli scontri con gli studenti dell'Università di Hebron, in Cisgiordania, all'entrata principale della città palestinese.
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8 ottobre 2015. Studenti palestinesi dell'Università di Hebron, in Cisgiordania, durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane, all'ingresso settentrionale della città.
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8 ottobre 2015. La polizia sul luogo dove un palestinese di 19 anni ha pugnalato un ebreo di 25 anni, a Gerusalemme.
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8 ottobre 2015. Una donna araba cammina accanto a dei soldati israeliani presso un checkpoint nella Città Vecchia a Gerusalemme.
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Gerusalemme, Israele, 8 ottobre 2015. Volontari di Zaka, una rete di pronto soccorso civile, puliscono dal sangue la scena dove un ragazzo palestinese di 19 anni ha accoltellato un ragazzo ebreo di 25 anni.
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8 ottobre 2015. Soldati israeliani accanto a un veicolo colpito da pietre lanciata da studenti dell'Università di Hebron, in Cisgiordania, durante una manifestazione all'ingresso principale della città palestinese.
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Tulkarem, Cisgiordania, 8 ottobre 2015. Dei ragazzi palestinesi lanciano pietre oltre un muro, durante degli scontri con i soldati israeliani.
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Beit-El, Cisgiordania, 8 ottobre 2015. Manifestanti palestinesi lanciano pietre contro la polizia israeliana.
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8 ottobre 2015. Dei bambini arabi osservano dalla loro casa le operazioni di installazione di un metal detector nel quartiere musulmano della Città Vecchia a Gerusalemme.
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Beit-El, Cisgiordania, 8 ottobre 2015. Un manifestante palestinese lancia pietre contro la polizia israeliana.
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8 ottobre 2015. Un agente delle forze di sicurezza israeliane trasporta delle bandiere verdi del movimento islamista Hamas sequestrati durante gli scontri con i manifestanti palestinesi a Beit El, insediamento ebraico a nord di Ramallah, in Cisgiordania.
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8 ottobre 2015. Il primo ministo israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una conferenza stampa a Gerusalemme.
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7 ottobre 2015. Manifestanti palestinesi arrestati dopo aver lanciato pietre contro i soldati israeliani a Beit-El, insediamento ebraico in Cisgiordania, nei pressi di Ramallah.
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Beit Sahur, Cisgiordania, 7 ottobre 2015. Soldati israeliani controllano l'area all'ingresso della città palestinese dove è in corso una manifestazione di coloni israeliani contro le aggressioni armate a danno degli ebrei.
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Beit Sahur, Cisgiordania, 7 ottobre 2015. All'ingresso della città palestinese, un gruppo di coloni israeliani partecipa a una manifestazione contro le aggressioni armate a danno degli ebrei.
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7 ottobre 2015. A Nablus, in Cisgiordania, una donna palestinese in una stanza da letto della sua casa, dopo un controllo dell'esercito israeliano nel corso di un'operazione di arresto di alcuni palestinesi coinvolti nelle violenze.
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7 ottobre 2015. Una ragazza palestinese dal volto coperto, studentessa dell'Università palestinese di Bir Zeit nel corso degli scontri con la polizia israeliana a Beit-El, insediamento ebraico in Cisgiordania, nei pressi di Ramallah.
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7 ottobre 2015. Membri delle forze di sicurezza israeliane infiltrati arrestano un palestinese e sparano contro altri manifestanti fuoco verso gli altri manifestanti durante gli scontri a Beit El, insediamento ebraico a nord di Ramallah, in Cisgiordania.
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6 ottobre 2015. Il Presidente dell'ANP, Mahmud Abbas, durante una conferenza stampa a Ramallah, in Cisgiordania.
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5 ottobre 2015. Forse di sicurezza israeliane arrestano un palestinese durante gli scontri presso il campo rifugiati di Shuafat, a Gerusalemme Est.
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3 ottobre 2015. Una donna israeliana accende delle candele nel luogo dove una famiglia di ebrei è stata attaccata da un palestinese, a Gerusalemme, Israele.
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3 ottobre 2015. Forze di sicurezza israeliane e servizi di emergenza accanto al corpo di un palestinese, ucciso dopo che a sua volta aveva accoltellato e ucciso una coppia di ebrei e ferito altre due persone, tra cui un bambino, nella Città vecchia di Gerusalemme.
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2 ottobre 2015. A Gerusalemme, presso la Porta dei Leoni, una guardia di frontiera israeliana ferito durante gli scontri con manifestanti palestinesi a cui è stato impedito di entrare sulla Spianata delle Moschee per la preghiera del venerdì.

27 novembre 2015
19:00 - Una guardia di frontiera israeliana è stata accoltellata da uno sconosciuto nei pressi del terminal degli autobus di Nahariya, cittadina situata nel nord dello Stato ebraico a circa 4 chilometri dal confine con il Libano: lo ha reso noto una portavoce della polizia, Luba Samri, secondo cui l'agente ha subito solo lesioni lievi. L'assalitore è riuscito a fuggire ed è attualmente ricercato: "Sembra trattarsi di un attacco terroristico", ha aggiunto la portavoce, alludendo implicitamente al probabile coinvolgimento di un palestinese. Oggi anche sette soldati d'Israele sono rimasti feriti seriamente dopo essere stati vittime di due distinti investimenti in Cisgiordania, uno presso Gerusalemme Est e l'altro alle porte di Hebron: entrambi gli aggressori palestinesi, che si erano scagliati contro di loro a bordo delle rispettive auto, sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco. 

18:00 - In numerose località della Cisgiordania ci sono stati oggi scontri tra palestinesi ed esercito israeliano, in concomitanza con "la giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese". A Ramallah, in prossimità della prigione israeliana di Ofer, e ad Al-Bireh, vicino alla colonia di Bet El, i media hanno riportato violenti incidenti tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane, con lancio di pietre e bottiglie molotov da una parte e proiettili veri e rivestiti in gomma dall'altra. Altri scontri sono avvenuti nei pressi del campo profughi di Aida a Betlemme, vicino all'insediamento ebraico di Kufr Kursa (Nablus) e a quello di Gush Etzion (tra Hebron e Betlemme), dove giovani hanno bruciato pneumatici e lanciato sassi. Nel nord, a Qufar Qaddum, media palestinesi riportano che due ragazzi, uno di 13 anni e l'altro di 22, sono stati colpiti alle gambe da proiettili veri in scontri con l'esercito durante una manifestazione contro la colonia di Kedumim. Secondo l'agenzia palestinese Maan, nel villaggio di Bilin, a nord est di Ramallah, nel corso di incidenti decine di persone - compresi due giornalisti locali - sono state colpite da proiettili di acciaio ricoperti in gomma e altrettanti sono rimasti intossicati da gas lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno lanciato pietre verso i militari. In concomitanza con le preghiere del venerdì si sono tenute, senza scontri, le esequie di Mahmoud Khaled Jawabra, il diciannovenne palestinese del campo di al-Arroub, ucciso giovedì durante scontri seguiti con l'esercito. 

26 novembre 2015
10:30 - Un uomo palestinese di 51 anni, di nome Samer Hassan Siresee, ha tentato di accoltellare delle guardie di confine allo svincolo di Tapuach, non lontano da Nablus, in Cisgiordania. Sceso dal taxi con un coltello gridando "Allahu Akbar", l'assalitore è stato colpito e ucciso dagli spari della polizia. Lo riferisce la portavoce della polizia israeliana, Luba Samri.  

9:00 - A Qatanna, a nord di Gerusalemme, un ragazzo palestinese di 21 anni, di nome Yahya Taha, è stato ucciso dall'esercito israeliano durante degli scontri avvenuti nel corso di un raid per l'arresto di una persona ricercata. È stato ucciso da un colpo d'arma da fuoco che lo ha colpito alla testa. Lo riporta l'agenzia Maan che cita il ministero della sanità palestinese. 

24 novembre 2015
10:00 - Dopo una tappa ad Abu Dhabi, il Segretario Stato USA, John Kerry, è giunto oggi a Gerusalemme. Nel suo programma, oltre a un lungo incontro di lavoro con il premier Netanyahu, anche colloqui con il capo dello Stato, Reuven Rivlin, e con il leader dell'opposizione laburista Isaac Herzog. In seguito proseguirà per Ramallah, dove è atteso dal presidente dell'ANP, Abu Mazen. Al suo arrivo in Israele, Kerry ha affermato: ''Voglio esprimere la mia condanna completa di ogni atto di terrorismo che colpisce vite innocenti e sconvolge la vita quotidiana di una nazione. (...) Sono qui per esaminare assieme come sia possibile respingere il terrorismo e definire una strada per riportare la calma''. 

9:00 - Presso Tapuah, nel nord della Cisgiordania, tre soldati dell'esercito israeliano e un ufficiale di polizia di frontiera sono stati leggermente feriti da un'auto che ha cercato di investirli, alla cui guida si trovava il palestinese Azmi Naf’a, 21 anni, residente a Jenin. Un gruppo di altri poliziotti di frontiera hanno assistito alla scena e aperto il fuoco contro il conducente, ferendolo. L'uomo è stato tratto in arresto. 

8:00 - L'aviazione israeliana ha effettuato nella serata di ieri dei raid aerei contro un campo di addestramento di Hamas a Gaza, in risposta ad un attacco di ieri mattina, quando miliziani palestinesi avevano lanciato un razzo sulla regione israeliana di Eshkol, senza causare danni. 

23 novembre 2015
20:00 - Il primo ministro israeliano Netanyahu e il ministro della difesa Moshe Ya'alon si sono recati in giornata a Gush Etzion, grande insediamento ebraico in Cisgiordania non lontano da Hebron e teatro di molti degli attacchi delle ultime settimane. Sul posto i coloni hanno invocato una forte operazione militare in Cisgiordania come quella intrapresa oltre 10 anni fa per soffocare la seconda intifada. Netanyahu ha escluso l'opzione richiesta affermando che oggi non ce n'è bisogno in quanto da allora l'esercito israeliano mantiene piena libertà di azione nei Territori ed è in grado di entrare a piacimento in ogni località palestinese. Dopo aver preannunciato nuove misure punitive per quanti assistono gli attentatori, ha poi detto che anche in questa occasione Israele avrà ragione del terrorismo palestinese:"Occorrono pazienza, coraggio e determinazione. E ne abbiamo in abbondanza".

15:00 - Il giovane Ziv Mizrahi, un soldato israeliano di 18 anni è stato accoltellato a morte da un palestinese presso una stazione di rifornimento del gas lungo la Route 443, a nord di Gerusalemme. Anche una donna di circa 22 anni ha riportato leggere ferite, colpita dal fuoco delle forze di sicurezza israeliane, che hanno ucciso l'assalitore, identificato in Ahmad Taha, 16 anni, residente nel villaggio cisgiordano di Qatanna.

14:20 - Dopo aver tentato di accoltellare un soldato dell'esercito israeliano a Hatmar Shomronvicino a Nablus, in Cisgiordania, un palestinese è stato ucciso dalle forze di sicurezza di Israele.

11:45 - Due adolescenti arabe di 14 e 16 anni hanno compiuto un attacco con forbici presso il mercato di Mahane Yehuda a Gerusalemme ai danni di un uomo palestinese di 70 anni, residente a Betlemme. Scambiato per israeliano, è stato ferito nella parte superiore del corpo. Una delle due autrici dell'attacco è stata uccisa dalle forze di sicurezza israeliane, l'altra è stata arrestata. Anche una guardia israeliana è rimasta leggermente ferita di rimbalzo da un proiettile esploso dai soldati israeliani. Si è trattato del primo attacco a Gerusalemme dopo quasi due settimane di tregua.

8:00 - Un razzo lanciato da Gaza è caduto stamattina in un'area aperta nel sud di Israele, in violazione della tregua entrata in vigore nell'agosto 2014, ponendo fine all'offensiva militare israeliana Pilastro di difesa. Lo ha detto il portavoce militare, secondo cui non ci sono state né vittime né danni.

22 novembre 201
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- Una giovane israeliana di 21 anni, di nome Hadar Buchris, è morta dopo essere stata accoltellata stamattina alla testa da un terrorista palestinese a un posto di blocco nell'area degli insediamenti ebraici di Gush Etzion, a sud di Gerusalemme. La ragazza era stata ricoverata nell'ospedale Shaare Zedek di Gerusalemme ma le sue condizioni erano apparse subito gravissime. L'assalitore, il 34enne Wissam Tawabte del villaggio di Beit Fajjar, è stato ucciso dai militari accorsi sul posto. 

Nel corso della giornata sono avvenuti altri due attacchi contro israeliani

- Il primo nei pressi di Itamar, a sud di Nablus, in Cisgiordania, dove la sedicenne paestinese Ashraqat Taha Ahmad Qatanani ha tentato di accoltellare un civile israeliano, dopo aver preannunciato la propria intenzione di immolarsi. Secondo la versione israeliana, si è scagliata con un coltello in mano contro la vittima, ma è stata poi travolta dall'automobile di un ex dirigente del movimento dei coloni e infine colpita a morte dai soldati. Citato dai mass media, il padre - un esponente della Jihad islamica - ha detto di essere fiero del comportamento della figlia.

- Nel secondo, a Kfar Adumim, in Cisgiordania, un uomo palestinese di 32 anni, alla guida di un taxi, ha provocato un incidente stradale ed ha poi accoltellato un 51enne israeliano, rimasto ferito in modo lieve. Il terrorista è stato ucciso a colpi di pistola.

La terza Intifada?
La sollevazione palestinese in corso da metà settembre, invocata come Terza Intifada da Hamas e dalla Jihad islamica, e nota anche come Intifada dei coltelli, si estesa a tutto campo dalla Cisgiordania al territorio israeliano e al confine con la Striscia di Gaza All'origine dell'ennesima ondata di violenza in Israele e nei Territori palestinesi c'è l'annosa questione della Spianata delle moschee di Gerusalemme, dove sorgono la moschea di al-Aqsa e la Cupola della Roccia, considerato il terzo luogo sacro dell'Islam in quanto da qui il profeta Maometto sarebbe asceso al cielo.

L'accesso a questo luogo, che come Monte del Tempio è sacro anche per gli ebrei perché lì sarebbe avvenuto l'episodio biblico del non sacrificio di Isacco, è regolato da accordi di armistizio seguiti alla Guerra dei 6 giorni, nel 1967, quando cessò la giurisdizione giordana su Gerusalemme, conquistata da Israele.

L'area è gestita da una fondazione islamica, sotto la responsabilità della Giordania, ma la sicurezza è responsabilità israeliana. L'acceso è costantemente garantito ai musulmani e, in certi orari e da ingressi dedicati, anche a chi professa altre fedi, ebrei compresi, i quali non possono però pregarvi.

Da parte palestinese si accusa Israele di voler cambiare lo status quo sulla Spianata delle Moschee. Un'intenzione fermamente smentita dal governo di Gerusalemme, che denuncia "l'istigazione selvaggia" alla violenza "con le bugie" da parte dei leader di Gaza e Cisgiordania. Secondo il Ministero degli esteri israeliano, nell'ultimo anno sulla Spianata delle Moschee ''i visitatori musulmani sono stati 4 milioni; i visitatori cristiani 200.000 mila e quelli ebrei 12.000.''

Le vittime
Dal 1° ottobre sono 20 gli israeliani ebrei assassinati da parte di "lupi solitari" palestinesi - armati di coltello, armi da fuoco o a bordo di "auto pirata" - e 180 i feriti, 20 dei quali gravi. Due ebrei sono stati uccisi per errore da dei vigilantes, che li hanno scambiati per terroristi. Morto nello stesso modo anche un migrante eritreo, ucciso per errore dalla polizia israeliana. Nella reazione delle forze di sicurezza israeliane, hanno perso la vita 93 palestinesi e un arabo israeliano, di cui circa la metà autori di attacchi o tentati attacchi e gli altri morti in scontri con l'esercito israeliano, in cui sono rimaste ferite circa 4.000 persone. Si sono verificate anche azioni di rappresaglia da parte di singoli israeliani.

21 novembre 2015
- Nel pomerigio un palestinese di 18 anni ha seminato il terrore nella città israeliana di Kiryat Gat, nel sud di Israele, dove ha accoltellato quattro passanti: due uomini, una donna e una ragazzina di 13 anni, le cui condizioni vanno da medie a gravi. Secondo un testimone, citato da Haaretz, nel corso dell'attacco il terrorista ha urlato "Allah Akbar". È stato catturato solo dopo ore di ricerche, durante le quali la popolazione aveva avuto ordine di restare chiusa in casa. Durante le ricerche, la folla ha aggredito un beduino scambiato erroneamente per l'aggressore.

- L'esercito israeliano ha chiuso l'emittente radiofonica palestinese Al-Khalil di Hebron, in Cisgiordania, con l'accusa di "istigazione" alla violenza contro cittadini israeliani. Lo riportano i media locali spiegando che reparti dell'esercito hanno fatto irruzione nella sede, sequestrando materiale e macchinari. Secondo l'amministrazione civile israeliana, l'emittente avrebbe propagato false notizie riguardo "l'uccisione e il rapimento di palestinesi da parte delle forze di sicurezza", accuse che la radio palestinese nega. Al-Khalil è la seconda radio chiusa dall'esercito in questo mese: radio Al-Hurrya è stata chiusa dall'esercito il 2 novembre, sempre con l'accusa d'istigazione.

20 novembre 2015
- Riferisce il quotidiano Haaretz che Israele ha temporaneamente sospeso i permessi d'ingresso a 1.200 palestinesi del Governatorato di Hebron, dopo l'attacco terroristico compiuto ieri da un palestinese proveniente da quell'area. Raed Mahmoud Al Masalma, 36 anni, residente nel villaggio di Dura, che aveva ottenuto questa settimana il permesso per lavorare in un ristorante di Tel Aviv, è entrato in un edificio commerciale vicino al ristorante e ha iniziato a pugnalare i residenti, uccidendo due israeliani e farendone altri due, prima di essere ucciso a sua volta dalla polizia. 

19 novembre 2015
Cinque persone sono morte e una dozzina sono rimasei ferite in due attacchi condotti da palestinesi a Tel Aviv e a Gush Etzion, un blocco di insediamenti di coloni in Cisgiordania:

- Tre israeliani sono stati accoltellati a Tel Aviv e di loro due sono morti. Il terzo è ferito gravemente. Lo ha reso noto la polizia israeliana, aggiungendo che l'aggressore, catturato, è un palestinese di Hebron. L'uomo, secondo testimoni, ha iniziato a pugnalare diverse persone in una sala al secondo piano di un centro commerciale chiamato Panorama, dove si stava svolgendo la preghiera pomeridiana. L'assalitore è stato colpito da spari esplosi dagli agenti della sicurezza, riportando ferite di gravità moderata. 

- Nel secondo attacco, un paio di ore dopo, un palestinese armato ha aperto il fuoco contro un minibus a un incrocio appena fuori l'insediamento di Alon Shvut, uccidendo tre persone - un cittadino americano di 18 anni, un israeliano e un palestinese - e ferendo una decina di persone. Il palestinese è stato ucciso dai soldati israeliani.

- Il primo ministro dell'Autorità nazionale palestinese, Rami Hamdallah, ha deciso di dispiegare le forze di sicurezza negli ospedali "per proteggere la popolazione palestinese" dopo che la settimana scorsa le forze speciali israeliane hanno compiruto un blitz nell'ospedale di Hebron per arrestare Azzam al-Shaldeh, ritenuto responsabile dell'accoltellamento di un israeliano, durante cui è stato ucciso un parente del ricercato.

- La popolazione araba di Israele ha osservato oggi uno sciopero generale contro la decisione del governo di mettere fuori legge il Movimento islamico (la Frazione Nord dello sceicco Raed Sallah), perché ritenuto responsabile di incitamento alla violenza. La leadership degli arabi in Israele ritiene invece che si tratti di un provvedimento "antidemocratico e ingiustificato", che dovrebbe dunque essere revocato.

13 novembre 2015 

16:00 - Due israeliani, padre e figlio 18enne, sono rimasti uccisi in un attacco a colpi d'arma da fuoco contro l'auto sulla quale viaggiavano nei pressi della colonia di Otniel, vicino Hebron. Secondo la stampa israeliana, una 16enne, rimasta ferita agli arti, è stata trasportata in ospedale insieme ad altri 4 occupanti della macchina, tra cui diversi bambini, ricoverati per lo shock. Stando a una prima ricostruzione, un palestinese è sceso da un auto, ha aperto il fuoco ed è poi scappato. L'esercito ha immediatamente lanciato le ricerche in zona. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha assicurato che "gli odiosi assassini verranno presi e portati di fronte alla giustizia come abbiamo fatto in passato". Immediata la reazione di Hamas che ha lodato l'attacco, definendolo "eroico". "Segna uno sviluppo qualitativo nell'Intifada di al-Quds e prova che la resistenza può scoraggiare l'occupazione, che capisce solo il linguaggio della forza". 

15:00 - Un giovane palestinese è stato ucciso da spari esplosi da militari israeliani nel corso di disordini a Halhul, presso Hebron, in Cisgiordania. Lo riferiscono i media palestinesi secondo cui il giovane è stato colpito da un proiettile al cuore.

12 novembre 2015
18:00 - Durante la notte un'unità militare speciale israeliana è penetrata in incognito nell'ospedale al-Ahli di Hebron, in Cisgiordania, e in un'operazione durata 8 minuti ha prelevato Azzam Shelaldeh, un palestinese ricercato per aver pugnalato un israeliano alcune settimane fa, lo ha costretto a salire su una sedia a rotelle e lo ha scortato fuori dall'ospedale. 

Ne corso dell'operazione, ripresa quasi interamente dalle telecamere di sicurezza dell'ospedale, il cugino del sospettato, di nome Abdullah, che secondo la versione israeliana aveva tentato una reazione, è stato colpito da diversi proiettili israeliani, da distanza ravvicinata. L'uomo è morto poco dopo in sala operatoria. In giornata a Sair, Hebron, migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di Abdullah Shelaldeh. L'ANP, da parte sua, ha già inoltrato una forte protesta all'OMS, denunciando il comportamento delle forze armate israeliane. 

15:00 - Un palestinese ha cercato di accoltellare un militare israeliano a un posto di blocco in prossimità della Tomba di Rachele a Betlemme, in Cisgiordania. Lo riferisce la radio militare, secondo cui il soldato è rimasto indenne. L'assalitore è riuscito a fuggire e viene adesso ricercato da unità dell'esercito.

13:00 - La famiglia di Baha Allyan - un terrorista palestinese responsabile di un attacco ad un autobus israeliano in cui il mese scorso tre passeggeri furono uccisi - ha ricevuto dall'esercito un ordine di demolizione della propria abitazione a Gerusalemme est. Lo riferisce la agenzia Maan. Diverse ONG per i diritti umani hanno criticato la pratica israeliana di demolire case come deterrente contro gli attacchi terroristici. La famiglia Allyan ha tempo fino a domani per appellarsi.

10 novembre 2015
16:00 - La polizia israeliana ha sventato un attacco con il coltello, il terzo della giornata, contro le forze di sicurezza a un checkpoint in Cisgiordania, non lontano da Gerusalemme Est. Secondo le prime notizie, un terrorista palestinese si è avvicinato ai soldati che stazionavano nei pressi di Abu Dis, brandendo un coltello e gridando "Allah akbar" (Dio è grande). I soldati gli hanno intimato di fermarsi e hanno anche sparato in aria per dissuaderlo, ma l'uomo ha continuato ad avanzare ed è stato colpito e ucciso. Poche ore prima un secondo attacco con il coltello era stato sventato alla Porta di Damasco a Gerusalemme.

13:00 - Si è diffuso in rete il video dell'interrogatorio del tredicenne palestinese Ahmad Manasra che il 12 ottobre, insieme al cugino, ha accoltellato due israeliani - un coetaneo e un ventunenne- a nord di Gerusalemme. Nel video si vede il responsabile dell'interrogatorio urlare e inveire contro il giovane che, piangendo, dice di non ricordare il fatto di cui è accusato e chiede di vedere un dottore.
Manasra è stato ufficialmente incriminato per tentato omicidio, ma se la sentenza della corte israeliana arrivasse prima del suo 14° compleanno, età dalla quale si è considerati responsabili penalmente, non potrebbe esser punito con il carcere. Dopo l'aggressione il presidente dell'ANP Abu Mazen aveva accusato le forze di sicurezza israeliane di averlo ucciso a freddo, mentre fu il cugino a venire ucciso. Secondo Jawad Bolous, capo del dipartimento legale del Club dei Prigionieri Palestinesi, l'interrogatorio della polizia israeliana sarebbe stato "una violazione della legge umanitaria". "È un bambino - ha affermato - ed è stato torturato psicologicamente". 

12:00 - Una guardia privata di sicurezza israeliana, in servizio su un tram, è stata accoltellata in modo non grave da due 13enni palestinesi vicino a una stazione nel quartiere ebraico di Pisgat Zeev, a Gerusalemme. Lo riferiscono i media locali. La guardia è riuscita a sparare a uno dei due minorenni, di cui non si conoscono le condizioni. L'altro è stato arrestato. 

9:00 - Le forze di sicurezza israeliane hanno annunciato di aver scoperto una "estesa struttura" di Hamas nella città di Qalqilya in Cisgiordania, arrestando la scorsa notte 24 militanti. Secondo le stesse forze, la cellula costituiva il quartier generale nella regione ed "era al lavoro per rinnovare le strutture nella città e nei villaggi vicini". La struttura - hanno sostenuto - "riceveva guida, istruzioni e finanziamenti su larga scala dai quartier generali di Hamas in Qatar e a Gaza".

9 novembre 2015
9:00 - Gli aerei dell'aeronautica israeliana hanno bombardato all'alba una postazione del gruppo islamista Hamas nella Striscia di Gaza, senza provocare feriti, in risposta al lancio, nella notte di domenica, di un razzo contro il Consiglio regionale di Shaar Haneguev, nel sud di Israele, caduto in una zona aperta senza conseguenze. Si è trattato del sesto razzo lanciato da Gaza dall'inizio dell'attuale ondata di violenze.

8:30 - Una donna palestinese che ha tentato di accoltellare delle guardie israeliane a Eliahu, in Cisgiordania, vicino alla colonia di Alfei Menashe, è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco. Gli agenti le hanno sparato dopo il tentato attacco e dopo che non aveva risposto alle intimazioni di arrendersi. 

8 novembre 2015
20:00 - Una nuova ondata di violenza ha attraversato la Cisgiordania, segnando una domenica di sangue che ha visto almeno sei israeliani feriti e due palestinesi uccisi nonostante Israele abbia messo a punto severissime misure di sicurezza per far fronte agli attacchi. Un palestinese si è lanciato con la propria auto contro un gruppo di israeliani a un incrocio stradale a Nablus. Almeno quattro sono rimasti feriti, due gravemente. L'attentatore è stato ucciso dalle forze di sicurezza che presidiavano un vicino posto di controllo.

16:00 - Il Primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è partito per Washington, dove domani incontrerà il presidente USA Barack Obama, per la prima volta dopo la firma dell'accordo sul nucleare tra le sei potenze mondiali e l'Iran,. Il colloquio tra i due leader si concentrerà "sulle recenti questioni del Medioriente, inclusa la Siria, su un possibile progresso con i palestinesi o almeno la stabilizzazione della situazione e, naturalmente, sul rafforzamento della sicurezza dello Stato di Israele". Secondo i media israeliani, uno degli obiettivi di Netanyahu è ottenere un pacchetto di aiuti militari prolungato nel tempo per cinque miliardi di dollari l'anno, per aiutare Israele a difendersi dall'Iran e da altre minacce regionali. 

12:00 - Un palestinese di nome Baraa Issa, responsabile dell'accoltellamento di un israeliano avvenuto lo scorso venerdì nell'area di Ramallah (Cisgiordania), si è consegnato alla polizia palestinese. Era riuscito a eludere la cattura da parte dei soldati israeliani subito dopo l'attacco. Subito dopo l'attacco aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook un video preregistrato in cui rivendicava l'assalto compiuto "a difesa della Moschea di Al-Aqsa". 

5 novembre 2015
18:30 - Vicino all'insediamento di Gush Etzion, a sud di Gerusalemme, in Cisgiordania, un palestinese che tentava di attaccare con un coltello un militare israeliano su un pullman è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dalle forze di sicurezza dello Stato ebraico. 

11:30 -  Il piano per installare videocamere di sicurezza sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme non includerà l'installazione di videocamere all'interno delle moschee nel sito: lo ha detto il re della Giordania, Abdullah II. Il piano, che è stato annunciato il mese scorso dal Segretario di Stato USA John Kerry, è stato accolto positivamente da Israele, ma criticato dai palestinesi.

08:00 - Le autorità israeliane hanno rilasciato l'attivista della Jihad islamica Mohammed Allan, avvocato palestinese 31enne, diventato un'icona della lotta contro l'occupazione israeliana. Sopravvissuto a uno sciopero della fame di due mesi, era rimasto agli arresti per un anno senza processo: il suo caso aveva scatenato rabbia e proteste in Cisgiordania. Allan era stato arrestato nel novembre 2014 perché sospettato di pianificare attacchi su larga scala e mantenuto in stato di detenzione amministrativa, che consente di incarcerare un sospetto senza incriminarlo per un periodo di sei mesi, rinnovabile all'infinito. A giugno aveva avviato uno sciopero della fame protrattosi per due mesi che lo aveva ridotto in fin di vita, facendolo finire per due volte in coma. Il 19 agosto l'Alta Corte israeliana aveva disposto una sospensione della detenzione per permettergli di ricevere cure mediche. A settembre era finito nuovamente in carcere dopo essere stato dimesso dall'ospedale ma poi aveva ripreso un nuovo sciopero della fame, interrotto dopo due giorni. Allan era già stato incarcerato tra il 2006 e il 2009.

4 novembre 2015
16:30 - Hamas ha chiesto a Israele la liberazione di una serie di prigionieri palestinesi fra cui Marwan Barghuti (al-Fatah), Ahmed Saadat (Fronte popolare) e vari militanti di Hamas arrestati nei Territori dopo essere stati scambiati col caporale Ghilad Shalit. Lo ha detto Khaled Meshal, secondo cui in caso di trattative Hamas è disposto a fornire informazioni su "4 israeliani" a Gaza. L'allusione è ai resti di due militari caduti nel 2014, ad un ebreo etiope e a un beduino entrati illegalmente nella Striscia. 

3 novembre 2015
12:30 - A Hebron l'esercito israeliano ha chiuso l'emittente radiofonica palestinese Al Hurriya (La libertà, in arabo), accusata di incoraggiare le aggressioni e gli accoltellamenti ai danni di coloni e soldati israeliani. I militari - riferisce un comunicato - hanno sequestrato l'attrezzatura e il materiale audio "per impedire una campagna di incitamento all'odio, che ha provocato un'escalation di violenza nella regione nelle ultime settimane". Al Hurriya è accusata di aver diffuso "informazioni false allo scopo di incoraggiare la violenza", riferendo che soldati israeliani "rapiscono e giustiziano cittadini palestinesi senza motivo". Fondata nel 2002 da Al Fatah nella Striscia di Gaza, l'emittente è stata successivamente trasferita a Hebron dopo la presa di potere di Hamas nel territorio palestinese. Era stata già chiusa a più riprese nel 2002 e nel 2008.

2 novembre 2015
15:00 - Tre israeliani sono stati accoltellati a Rishon Letzion, vicino a Tel Aviv, da un attentatore palestinese diciannovenne di Hebron,  prima su un autobus e poi per strada. L'israeliano con le ferite più gravi è un uomo di circa 40 anni. Gli altri due sono una signora di circa 80 anni e un ragazzo di oltre 20. Secondo la Radio militare israeliana, l'assalitore è stato catturato. 

- Due palestinesi armati di coltelli hanno cercato di pugnalare una guardia di frontiera israeliana al check point di Jalame, nei pressi di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale. Secondo la polizia, uno dei due terroristi è stato ucciso dal fuoco di reazione delle forze di sicurezza, mentre il secondo è stato arrestato. Non ci sono vittime israeliane. 

1° novembre 2015
14:00 - Presso un incrocio a Beit Einun, a nord dell'insediamento ebraico di Kiriat Arba, presso Hebron, in Cisgiordania, un terrorista palestinese ha provato ad accoltellare un soldato durante uno scontro violento con le forze di sicurezza israeliane. "I soldati sul posto hanno risposto alla minaccia imminente e gli hanno sparato, provocandone la morte", si legge nella nota della polizia israeliana. 

12:30 -  Ha destato frizioni nel governo israeliano la restituzione alle famiglie dei cadaveri di sette palestinesi uccisi dopo aver attaccato degli israeliani. Secondo il ministro della sicurezza interna Ghilad Erdan (Likud) ciò contrasta con una decisione del governo di non restituire i corpi finché non fosse tornara la calma nei Territori. Il ministro della difesa Moshe Yaalon ha replicato che le restituzioni possono avvenire se le famiglie si impegnano a sepolture di carattere privato. 

8:00 - Le Forze armate israeliane hanno negato ogni coinvolgimento nella morte del neonato di 8 mesi di nome Ramadan Thawabteh, che secondo il Ministero della salute palestinese sarebbe deceduto nella sua casa di Betlemme "in seguito al lancio di gas lacrimogeno da parte di soldati israeliani". "In seguito ad indagini mediche e interne, non ci sono connessioni tra l'Esercito israeliano e la tragica morte del neonato. Il gas lacrimogeno è stato usato decine di metri lontano dall'abitazione del neonato", ha affermato un portavoce militare.

31 ottobre 2015
21:00 - "Non abbiamo paura di voi": così il presidente israeliano Reuven Rivlin, rivolto agli estremisti, ha aperto la manifestazione a Tel Aviv a 20 anni di distanza dall'omicidio di Yitzhak Rabin, ucciso da un'estremista ebreo nella stessa piazza che poi prese il suo nome. Quasi 40 mila persone hanno preso parte alla manifestazione, dove sono intervenuti anche l'ex Presidente USA Bill Clinton e, con un video messaggio, il Presidente Barack Obama. Tra i presenti, anche l'ex presidente Shimon Peres - che nel novembre del 1995 si trovava sul palco fianco di Rabin - e il leader dell'opposizione laburista Isaac Herzog.

20:00 - La leadership palestinese ha consegnato alla Corte penale dell'Aja "un memorandum integrativo sui crimini di Israele". Lo ha detto il ministro degli esteri Riad Al-Maliki citato dall'agenzia Wafa. Secondo il ministro palestinese la mossa è stata compiuta dopo l'incontro tra il presidente Abu Mazen e il procuratore della Corte, Fatou Bensouda. Il dossier riguarda "le esecuzioni extragiudiziali" di palestinesi così come le "demolizioni di case" e altre forme di "punizioni collettive".

19:00 - Stamattina a Hawara, in Cisgiordania, un attentatore palestinese, avvicinatosi a un posto di blocco con un coltello, dopo aver provato a colpire con coltello una guardia di frontiera, è stato freddato dalle forze di sicurezza. Un altro è stato ferito.  

18:00 - A Hebron, in Cisgiordania, sono scoppiati degli scontri drante i funerali di 5 giovani palestinesi uccisi in una serie di attacchi e manifestazioni violente con le forze di sicurezza israeliane, i cui corpi sono stati riconsegnati alle famiglie dall'esercito di Israele. Migliaia di persone hanno partecipato alle esequie, sventolando bandiere e scandendo slogan. Giovani palestinesi hanno quindi cominciato a tirare pietre contro i soldati che hanno risposto. Secondo fonti mediche palestinesi, in dodici sono rimasti feriti. 

30 ottobre 2015

12:30 - Due israeliani sono stati pugnalati a Gerusalemme da un assalitore, che è stato colpito a sua volta dal fuoco di reazione delle forze di sicurezza, secondo quanto riferito dalla polizia. A Gerusalemme torna così la violenza dopo due settimane di calma relativa.

- Due terroristi palestinesi che hanno tentato di accoltellare dei poliziotti israeliani sono stati "neutralizzati". Lo rende noto la portavoce della polizia israeliana, Luba Samri. I fatti sono avvenuti al checkpoint di Tapuah, vicino a Nablus, in Cisgiordania. Dei due palestinesi colpiti, uno è morto, l'altro è ferito gravemente.

9:30 - Ieri in Cisgiordania due attacchi palestinesi contro i soldati israeliani (entrambi ad Hebron) e due gli aggressori uccisi dalla reazione delle forze di sicurezza.

Nel mezzo dell'allarme ancora alto, la rivista ortodossaMishpaha (Famiglia) ha pubblicato un appello in arabo che ha suscitato in Israele molte polemiche e non poche condanne.

L'appello chiede ai palestinesi di non pugnalare più gli ebrei timorati: molti di loro - sottolinea la rivista - non solo non vanno, per ragioni religiose, sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee) a Gerusalemme, ma si oppongono alle visite di altri ebrei sul luogo.

"Noi non entriamo - è detto - Allora, per favore, smettete di ucciderci".

Un testo criticato in numerose reazioni perché sembra lasciare via libera alle aggressioni ad israeliani non ortodossi.

Fatto sta che tuttavia, rispetto alle settimane passate, Gerusalemme sembra vivere al momento, dopo le misure di sicurezza varate dal governo, una calma relativa senza attentati.

Gli assalti si sono spostati - come testimoniano gli ultimi giorni - in Cisgiordania soprattutto ad Hebron e anche a Gush Etzion, grande insediamento ebraico in Cisgiordania. E prendono di mira i soldati.

Una situazione ininterrotta da giorni che, secondo gli analisti, non sembra destinata ad allentarsi se - sostengono - non interverrà un'iniziativa politica in grado di scioglere il gelo nelle relazioni tra le rispettive leadership.

I ripetuti assalti nella zona di Gush Etzion hanno spinto - come segnalato da Ynet - il capo del consiglio regionale di Gush Etzion, Davidi Pereli, a chiedere all'esercito una "separazione netta" nella zona tra israeliani ebrei e palestinesi. Una mossa che in ogni caso - ha aggiunto il sito - avrebbe nella sua applicazione non poche ricadute e difficoltà.

In questa ottica, va riportata l'indiscrezione pubblicata da Haaretz secondo cui il premier Benyamin Netanyahu avrebbe annunciato, in termini peraltro vaghi in sede di commissione alla Knesset, l'intenzione di introdurre una "corte speciale" dedicata agli episodi di sicurezza e terrorismo. Ipotesi peraltro subito respinta dal ministro di Giustizia, Ayelet Shaked. 

Tra le misure del governo contro l'ondata di violenze, c'è stata anche quella della demolizioni delle case dei palestinesi coinvolti in attentati.
La Corte suprema israeliana ha affrontato nella sua seduta di mercoledì 28 gli appelli presentati dai palestinesi contro 11 demolizioni in Cisgiordania e a Gerusalemme est.

29 ottobre 2015
12:00 - Le famiglie di 11 terroristi palestinesi di Gerusalemme uccisi dalle forze israeliane dopo aver compiuto attentati a civili e militari israeliani hanno chiesto alla leadership palestinese e alla comunità internazionale di premere su Israele perché siano restituiti i corpi dei loro "martiri" per una "dignitosa sepoltura". Tra i presenti alla conferenza stampa anche i familiari di Bahaa Alian e Alaa Abu Jamal, i due giovani responsabili dell'attacco su un autobus di Gerusalemme che causò la morte di 2 israeliani e il ferimento di altri 10. Secondo le famiglie, Israele rifiuta di rilasciare i corpi per non favorire "atti di emulazione da parte di amici e parenti". Secondo un comunicato rilasciato dal loro legale, al momento le autorità israeliane stanno trattenendo i corpi di 26 palestinesi, 12 di Gerusalemme e 14 di Hebron. 

11:00 - Secondo il quotidiano Yediot Aharonot, l'esercito israeliano ha aperto un procedimento contro 12 soldati israeliani per presunto uso eccessivo della forzasui palestinesi in Cisgiordania. Due i casi sotto indagine. Nel primo, 7 soldati dell'unità ultra-ortodossa Nahal, sono indagati per aver fulminato un palestinese di Jenin in stato di arresto, senza che costui rappresentasse una minaccia. Tre di loro sono stati arrestati come sospetti e quattro sono accusati di possibile coinvolgimento. Nel secondo caso sono coinvolti 5 membri della Brigata Givati, interrogati e poi rilasciati, indagati per un apparente uso eccessivo della forza contro un palestinese a El Bire.

9:00 - Un terrorista palestinese di 23 anni è stato ucciso dai colpi sparati da soldati israeliani mentre tentava di pugnalare un soldato presso un posto di blocco della polizia di frontiera in Cisgiordania, sulla strada che collega l'insediamento di Kiryat Arba alla Grotta dei Patriarchi, presso a Hebron. Il militare ha subito lievi ferite alla testa.

28 ottobre 2015

16:30 - Due nuove aggressioni a danno di ebrei si sono verificate oggi nella Cisgiordania occupata. Secondo fonti militari e di polizia in Israele, dapprima un assalitore palestinese ha cercato di pugnalare un soldato israeliano a un posto di blocco di Hebron, ma è rimasto ucciso sotto i colpi di arma da fuoco esplosi dai commilitoni del suo bersaglio. Poco dopo un altro palestinese ha aggredito una civile israeliana davanti a un supermercato di Gush Etzion, vasto agglomerato di insediamenti che si estende alla periferia sud di Gerusalemme e cinge Betlemme: la donna è stata ferita in modo lieve, l'assalitore arrestato. 

16:00 - Amnesty International ha comunicato di aver raccolto testimonianze che consentirebbero di stabilire come, in almeno quattro episodi recenti, altrettanti palestinesi sarebbero stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane malgrado non rappresentassero per loro alcun pericolo, accusando Israele di aver compiuto quelle che "sembrano esecuzioni extragiudiziarie". Si tratta del 19enne Mohammed Yussef al-Atrash, ucciso il 26 ottobre a Hebron; della 17enne Dania Jihad Ershied, colpita dall'esercito il giorno precedente; della giovane Hadeel al-Hashlamoun, uccisa senza una apparente necessità a un posto di blocco militare; e infine di Fadi Alloun, 19 anni, ucciso a Gerusalemme est. "Le forze israeliane - scrive Amnesty in un comunicato - devono metter fine a questo sistema di uccisioni illegali e portarne i responsabili davanti alla giustizia". 

13:30 - Intervenendo a Ginevra all'Assemblea dei diritti umani delle Nazioni UniteAbu Mazen è tornato a chiedere "protezione" all'ONU e al Consiglio di sicurezza, affermano che le azioni di Israele contro i palestinesi hanno condotto all'attuale esplosione di violenze nella regione. Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese ha chiesto  un "regime speciale per la protezione internazionale del popolo palestinese, immediatamente ed urgentemente". "Quello che temevano è successo e a causa dell'occupazione e delle pratiche di Israele, la situazione dei diritti umani nei Territori occupati, Gerusalemme Est inclusa, è la peggiore e più critica dal 1948", ha detto.

12:30 - La Nuova Zelanda, attuale membro non permanente del Consiglio di Sicurezza ONU, si appresta a presentare in sede di Nazioni Unite una risoluzione che consenta un riavvio dei negoziati. Essa prevede il congelamento di nuove costruzioni ebraiche in Cisgiordania e lo stop alle demolizioni delle case dei palestinesi in cambio del fermo, da parte dell'Autorità nazionale di Ramallah (ANP) del ricorso alle corte internazionali contro Israele. 

8:30 - Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha imposto alla viceministro degli Esteri israeliana Tzipi Hotovely di rinunciare a un intervento davanti alla stampa estera. La donna, esponente della destra del Likud, aveva dichiarato ieri alla tv via cavo della Knesset: "È il mio sogno di veder sventolare la bandiera di Israele" sulla moschea di Al Aqsa, aggiungendo che il luogo sacro a musulmani ed ebrei è "il centro della sovranità israeliana, la capitale di Israele". Dopo queste sue dichiarazioni l'ufficio di Netanyahu era subito intervenuto per riaffermare l'impegno del governo al rispetto dello status quo sullla Spianata delle Moschee. Alla Hotovely è stato ordinato di comunicare e concordare in anticipo qualsiasi intervista o intervento pubblico. 

27 ottobre 2015
23:00 -  Hagai Amir, fratello e complice di Yigal Amir, l'ebreo estremista che nel 2005 assassinò l'ex premier israeliano Yitzhak Rabin, è stato arrestato dalla polizia dopo avere pubblicato su Facebook un post in cui si augurava che l'attuale presidente Reuven Rivlin "lasciasse questo mondo", per aver dichiarato domenica "finché sarò presidente Yigal Amir non sarà mai perdonato.".

19:00 - Nei pressi dell'insediamento ebraico di Gush Etzion, in Cisgiordania, un soldato israeliano è stato ferito da due aggressori palestinesi, poi uccisi dai soldati dello Stato ebraico. 

16:00 - Un tribunale di Gerusalemme ha respinto il ricorso presentato da Raed Salah, capo del settore nord del Movimento Islamico in Israele, che dovrà scontare, dal prossimo 15 novembre, 11 mesi di carcere comminategli lo scorso marzo per "istigazione". La condanna - secondo i media - potrebbe far aumentare le proteste e le violenze di questi giorni, visto che Salah è considerato uno dei leader della parte araba.

10:00 - In un ospedale di Gerusalemme è deceduto oggi Richard Leikin, 76 anni, un israeliano ferito due settimane fa in un attentato palestinese a un autobus nel rione di Armon ha-Natziv. L'uomo, da sempre impegnato per la coesistenza in Medio oriente, era stato esponente del Movimento per i diritti civili negli Stati Uniti ed aveva marciato con Martin Luther King. Nello stesso attentato erano stati uccisi a pugnalate a colpi di pistola due altri passeggeri ebrei, di 51 e 78 anni.

9:30 - L'esercito israeliano e le guardie di frontiera hanno arrestato la notte scorsa, in una serie di controlli in Cisgiordania, 44 palestinesi ricercati. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati fucili, pistole, coltelli, ordigni esplosivi, visori notturni e una grande quantità di munizioni. Dei 44 arrestati - hanno detto i media - 40 sono sospettati di "attività terroristiche" e partecipazioni a scontri.

26 ottobre 2015
22:00 - Dopo il lancio di un razzo da Gaza, caduto nel sud di Israele, lo Stato ebraico ha risposto con raid aerei. L'aviazione ha colpito due obiettivi di Hamas nel sud della Striscia, nei pressi del campo profughi di Maghazi. 

11:00 - Un uomo ebreo di 19 anni è stato pugnalato diverse volte al collo con un coltello e gravemente ferito nei pressi di Hebron, in Cisgiordania, all'ingresso del villaggio di Beit Anun. L'attentatore è stato colpito e ucciso.

10:00 -  Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, sta valutando di revocare lo status di residenza in Israele ai palestinesi dei vari quartieri di Gerusalemme Est, una possibilità a cui si sono opposti vari suoi ministri. La misura, che è ancora allo studio, riguarderebbe circa 80.000 palestinesi degli oltre 370mila che vivono nel confine municipale di Israele approvato dalla Knesset, che descrive la città come capitale "eterna ed unificata" di Israele. Lo status di residenti offre alla popolazione di questi quartieri la possibilità di muoversi liberamente per tutto il territorio israeliano, a differenza della popolazione della Cisgiordania che deve ottenere permessi speciali. 

9:00 - L'intesa del 24 ottobre tra Israele e Giordania sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, favorita dal segretario di Stato Usa John Kerry, è stata rivendicata ieri dal premier israeliano Netanyahu, ma attaccato dal ministro degli Esteri palestinesi Riyad Al-Maliki e da Hamas. Il primo l'ha definito "una nuova trappola", mentre la fazione islamista ha chiesto che sia respinto.

"Israele - ha detto Netanyahu - continuerà ad applicare la sua politica di sempre: i musulmani pregano sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee, ndr); i non musulmani lo visitano". Poi ha definito "interesse" di Israele l'installazione di videocamere sulla Spianata, così come deciso ad Amman nell'incontro tra Kerry, il presidente palestinese Abu Mazen e il monarca hascemita Abdallah II in base ai punti concordati dal segretario di stato Usa a Berlino con Netanyahu.

"Rispettiamo - ha aggiunto il premier - l'importanza dello speciale ruolo del Regno di Giordania così come riflesso nel trattato di pace del 1994 e il ruolo storico di re Abdallah". Ed ha riaffermato che Israele non ha "intenzione di dividere il Monte del Tempio", respingendo "completamente ogni tentativo di insinuare il contrario". Per il premier le videocamere serviranno per "smentire l'affermazione che Israele stia cambiando lo status quo", e poi "per mostrare da dove veramente arrivino le provocazioni e sventarle ancora prima che accadano".

Parlando all'emittente Voice of Palestine, Al-Maliki ha definito le affermazioni di Netanyahu "non credibili". "In Netanyahu - ha spiegato - non si puo' avere fiducia. Chi controllerà gli schermi di queste videocamere? Chi registrerà i movimenti dei fedeli che desiderano entrare? Come saranno impiegati quegli strumenti e non saranno le registrazioni usate più tardi per arrestare giovani e fedeli con il pretesto dell'istigazione?".

Anche Hamas ha messo in dubbio "l'impegno" di Netanyahu ed ha chiesto "al presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen e ai fratelli giordani di rifiutare ogni compromesso che dia diritto all'occupazione di circuire i diritti palestinesi su Al-Aqsa o che limiti la capacità di proteggere la Moschea". 

25 ottobre 2015
20:30 - Moustafà Barghouti, leader del partito palestinese di sinistra Iniziativa Nazionale Palestinese ha denunciato di essere stato ferito nella notte a Ramallah da ignoti, che lo hanno aggredito con un coltello. Barghouti ha ammesso che l'identità degli attentatori non è sicura, ma allo stesso tempo ha definito l'assalto "un attacco all'Intifada e alla lotta del popolo palestinese. Chi ha commesso questo crimine sta sicuramente servendo gli interessi dell'occupazione".

10:30 - Un israeliano è rimasto ferito in un nuovo attacco con il coltello vicino al blocco di insediamenti ebraici di Gush Etzion, nel sud della Cisgiordania. Il ferito è un uomo di una quarantina d'anni che è stato trasportato all'ospedale Hadasah Ein Kerem "cosciente e con un ferita di arma bianca nella parte superiore del suo corpo", ha reso la Croce Rossa israeliana. L'attentatore è stato neutralizzato e versa in gravi condizioni. 

- La polizia ha reso noto stamane un altro tentato attacco, sventato: un arabo-israeliano è stato fermato nella zona di Tiberiade, a nord di Israele, mentre presumibilmente tentava di realizzare un attentato con il coltello sull'autobus su cui viaggiava. 

- Un palestinese che portava un coltello è stato arrestato e interrogato questa mattina vicino all'incrocio di Tappuah, nel nord della Cisgiordania a sud di Nablus. 


24 ottobre 2015

21:00 -  "Ebrei e arabi non vogliono odiarsi tra loro. Israele e Palestina: due Stati per due popoli". Con questi slogan migliaia di manifestanti hanno sfilato per le strade di Tel Aviv, nel ventesimo anniversario dell'omicidio di Yitzhak Rabin, ucciso da un estremista di destra israeliano il 4 novembre 1995. Tra gli organizzatori del corteo il partito di sinistra Meretz e gli attivisti di Pace ora.

15:30 - Il segretario di Stato americano John Kerry ha detto oggi che Israele e Giordania hanno concordato alcune misure per ridurre le tensioni alla moschea Al Aqsa di Gerusalemme. Kerry ha avuto ad Amman un colloquio con il presidente palestinese Abu Mazen (Abu Abbas) e con il re Abdallah di Giordania, custode dei luoghi santi musulmani a Gerusalemme. Tra le misure,  l'installazione di videocamere di sicurezza 24 ore su 24.

12:30 - Nei pressi di Metzad, insediamento ebraico in Cisgiordania, un israeliano di circa 40 è stato accoltellato in modo non grave da un aggressore, probabilmente un palestinese, ferito dagli spari di reazione della polizia ma riuscito lo stesso a fuggire.
- Non lontano dalla Tomba dei Patriarchi a Hebron, in Cisgiordania, una ragazza palestinese ha tentato di pugnalare dei soldati - secondo la versione israeliana, contestata però dai palestinesi per i quali la giovane era senza coltello - ed è stata uccisa dagli spari dei militari.
- Nei pressi dell'insediamento ebraico di Ariel, in Cisgiordania, un israeliano è stato accoltellato al petto da un assalitore, poi fuggito.
- Un uomo viene ucciso mentre cercava di colpire un soldato israeliano al checkpoint di Jalame, a nord di Jenin, in Cisgiordania. Secondo la polizia israeliana l'aggressore - un ragazzo di 15 anni - stava attraversando il valico di frontiera tra Israele e Cisgiordania "armato di coltello e ha cercato di accoltellare una guardia. In risposta, l'aggressore è stato ucciso". Secondo l'agenzia palestinese Maan, che cita testimoni oculari, non ci sarebbe stato alcun tentativo di accoltellamento ma le forze armate della zona hanno comunque sparato.

8:30 - Un 23enne arabo-israeliano proveniente da Jalulia, un villaggio arabo ad est di Tel Aviv, è riuscito sabato pomeriggio ad attraversare in parapendio la frontiera con la Siria, dalle Alture del Golan, con l'obiettivo di unirsi ai gruppi islamisti ribelli. Secondo l'esercito israeliano, che ha subito attivato una massiccia operazione di ricerche, avrebbe deciso di attraversare la frontiera "per unirsi a un gruppo" ribelle oltre confine. 

23 ottobre 2015
20:30 - Con un nuovo video-messaggio, per la prima volta in ebraico, l'ISIS ha minacciato gli israeliani, annunciando che le violenze delle ultime settimane sono state solo l'inizio di un conflitto ben più vasto. "La guerra vera - ha avvertito un miliziano incappucciato - non è ancora iniziata. Stiamo arrivando". A dar forza alle sue parole - che annunciano "sgozzamenti" - ha mostrato una cartina sulle avanzate recenti dello Stato Islamico: "Ci stiamo avvicinando a voi da Sud (Sinai, ndr) e da Nord (Golan, ndr). Il nostro scopo è di cancellare per sempre i confini tracciati con gli accordi di Sykes-Picot (1916, ndr)".

Nell'ennesimo Venerdì della collera promosso dalle fazioni palestinesi, si sono verificati nuovi attentati a israeliani: 
- Vicino all’insediamento ebraico di Gush Etzion,in Cisgiordania, un soldato israeliano beduino è stato accoltellato in maniera leggera da un palestinese, poi catturato.
- Poco dopo nel sobborgo di Nof Zion a Gerusalemme la polizia ha arrestato un altro palestinese intenzionato, per sua ammissione secondo le autorità, a compiere un attacco.
- Nei pressi dell'insediamento ebraico di Bet El, in Cisgiordania, tre israeliane, una madre e le sue due figlie di 4 e 11 anni, sono rimaste ferite da una bomba incendiaria lanciata contro la loro auto. La più piccola, secondo i media, ha riportato bruciature sul 35% del corpo.
- Scontri con l'esercito israeliano si sono verificati a Hebron, in una manifestazione promossa da Hamas, e in altre città palestinesi: secondo l'agenzia Maan sono stati 66 i manifestanti colpiti dai tiri di risposta delle forze di sicurezza israeliane.
- Fonti locali hanno annunciato la morte di un palestinese a Gaza: era stato ferito negli scontri dei giorni scorsi.

- In una zona agricola del villaggio palestinese di Awarta (Nablus), in Cisgiordania, non lontano dalla colonia ebraica di Itamar, un ebreo incappucciato "estremista di destra" (secondo le sue stesse parole) ha minacciato con un pugnale e una pietra il leader del movimento Rabbini per i diritti umani, Arik Asherman, e si è poi si dileguato. L'incidente si è verificato dopo che volontari dell'organizzazione pacifista da lui guidata si erano recati come altre volte in passato in appezzamenti di terra palestinesi per difendere gli agricoltori locali da attacchi di coloni israeliani.

11:30 - Le forze israeliane avrebbero arrestato almeno 876 palestinesi dall'inizio del mese di ottobre, 130 dei quali minorenni. Lo sostiene l'organizzazione Addamer per "i diritti dei prigionieri palestinesi", secondo cui 500 sarebbero stati fermati in Cisgiordania, 213 a Gerusalemme est e 152 in Israele. 

9:30 - La polizia israeliana ha fatto sapere che, per la prima volta da settimane, l'accesso alla moschea di al-Aqsa a Gerusalemme per la preghiera del venerdì non sarà oggi limitato ai maschi di età superiore a 40/45 o 50 anni. A partire da metà settembre questo limite è variato di volta in volta.

9:00 - Un soldato israeliano è stato leggermente ferito da una pugnalata a Gush Etzion in Cisgiordania. I soldati hanno sparato all'aggressore, ferendolo. Lo rende noto l'esercito israeliano.

22 ottobre 2015

19:00 - Lungo la via Yirmiyahu di Gerusalemme, una specie di circonvallazione che abbraccia alcuni rioni ebraici ortodossi, scambiato per un terrorista palestinese un vigilante ebreo è stato colpito mortalmente al petto da fuoco israeliano. È successo la scorsa notte: scendendo da un autobus, il vigilante disarmato si è imbattuto in due militari israeliani e, avendo l'impressione che fossero palestinesi, ha chiesto loro di identificarsi. In risposta, questi gli hanno intimato a loro volta di esibire i documenti. Ne è nata una colluttazione furiosa durante cui l'uomo avrebbe anche cercato di impadronirsi del fucile di uno dei soldati. È intervenuta allora una guardia civile che gli ha sparato, imitato poi anche da uno dei soldati. Nella ricostruzione della polizia si legge che l'ucciso avrebbe gridato: "Sono dell'Isis". I suoi conoscenti spiegano che parlava male l'ebraico (malgrado avesse prestato servizio militare in un'unità di ebrei ortodossi) e che in realtà ha chiesto: "Ma vi sembro dell'Isis?". Il suo pesante accento di ebreo sefardita, a quanto pare, poteva suonare come un dialetto arabo.

15:00 - A Berlino, nel corso del suo faccia-a-faccia con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha avvertito che "è cruciale fermare le provocazioni e la violenza, mettere fine a ogni istigazione e cercare una strada per costruire la possibilità, che oggi non c'è, per un processo più ampio".
Seduto accanto a lui, Netanyahu ha accusato nuovamente il leader dell'ANP, Abu Mazen, di mentire. "Non c'è dubbio che questa ondata di attentati è guidata dall'istigazione di Hamas, dal movimento islamista in Israele e anche dell presidente Abu Mazen e dall'Autorità nazionale palestinese". Il premier israeliano ha chiesto alla comunità internazionale di dire ad Abu Mazen che "smetta di mentire su Israele, che lo accusa di non proteggere i luoghi santi o di uccidere i palestinesi".
Al termine dell'incontro con Netanyahu, Kerry vedrà il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, e il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier. Domani si riunisce anche il Quartetto per il Medio Oriente, composto da Onu, Usa, Russia e Ue. 

11:00 -  Il leader di Hamas Khaled Mashaal ha detto che "l'Intifada di Gerusalemme", come ha definito l'escalation di violenze in Israele e nei Territori, non si fermerà. "La rivolta - ha spiegato in un comizio in Sudafrica, dove è stato invitato dall'African National Congress, riportato dai media israeliani - continuerà fino al raggiungimento della libertà per la Palestina e il suo popolo".

19:00 - Ieri sera a Gerusalemme un israeliano, scambiato per terrorista, è stato ucciso per errore da una guardia di una compagnia di sicurezza privata. Lo ha reso noto la polizia. La vittima era il passeggero di un autobus che, scendendo dal veicolo, ha avuto una disputa con due vigilantes armati. Secondo la versione di questi ultimi l'uomo, cui i due avevano chiesto i documenti d'identità, ha tentato di impadronirsi dell'arma di una delle due guardie. L'altra ha aperto il fuoco uccidendo l'uomo. 

- In una centralissima strada della città di Bet Shemesh, 30 km a sud di Gerusalemme, due assalitori palestinesi provenienti dal villaggio di Surif, armati di coltello, hanno cercato di salire su uno scuolabus, ma l'autista del veicolo glielo ha impedito chiudendo le porte. I due uomini hanno allora attaccato un ebreo religioso di 18 anni, all'ingresso di una sinagoga, ma sono stati "neutralizzati" dagli spari della polizia, ha spiegato la portavoce della polizia israeliana, Luba Samri.  La polizia ha assicurato che i due palestinesi portavano magliette con il simbolo delle Brigate di Ezzedine al-Qassam, l'ala militare del movimento islamista Hamas. Uno dei due è morto all'arrivo all'ospedale, l'altro è ricoverato in gravi condizioni.

21 ottobre 2015
17:00 - È scoppiata oggi la polemica per le frasi pronunciate ieri dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu, davanti al Congresso sionista mondiale, secondo cui Hitler non avrebbe inizialmente voluto "sterminare" gli ebrei, ma "espellerli" e sarebbe stato convinto alla "Soluzione finale" dal Gran Mufti di Gerusalemme Haj Amin Al-Husseini, che avrebbe detto ad Hitler: "Se li espelli, verranno in Palestina: bruciali".
Oggi Netanyahu egrave;  stato costretto a precisare: "È Assurdo. Non avevo alcuna intenzione di assolvere Hitler dalla sua responsabilità di sterminare il popolo ebraico in Europa. Hitler è il responsabile della Soluzione Finale. Prese lui la decisione", ha detto parlando con i giornalisti, poco prima di partire per una visita di Stato in Germania. Netanyahu ha tuttavia insistito sul ruolo giocato all'epoca dal Muftì, uno dei leader arabi nella Palestina sotto il Mandato Britannico, che "incoraggiò Hitler, Ribbentrop, Himmler a sterminare gli ebrei europei" e sarebbe assurdo - ha aggiunto - "girare il capo dall'altra parte" su questo. 

14:15 - Una soldatessa israeliana è stata pugnalata nella zona di Ramallah, in Cisgiordania, e il suo assalitore palestinese è stato subito ucciso da colpi d'arma da fuoco. 

10:15 - Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è in partenza per Berlino per incontrare oggi la cancelliera Angela Merkel e, domani, il Segretario di Stato Usa, John Kerry. Progettato da tempo, l'incontro con Merkel era slittato dopo le violenze scoppiate nei Territori e in Israele. 

8:20 - Una ragazza palestinese di 15 anni, sospettata di voler compiere un attacco, è stata colpita dal fuoco dei soldati israeliani a Yizhar, in Cisgiordania, nei pressi di Nablus. Secondo l'esercito israeliano si era avvicinata all'insediamento ebraico con un coltello in mano e si è rifiutata di fermarsi all'intimazione dei soldati israeliani. È rimasta ferita e, soccorsa dai soldati, è in condizioni stabili. 

20 ottobre 2015
17:00 - In Cisgiordania, vicino agli insediamenti ebraici di Gush Etzion, un palestinese si è scagliato con la sua vettura contro alcune persone accanto a una fermata del bus. L'uomo non è riuscito a investirle ma, uscito dall'auto, ha accoltellato un soldato israeliano di 20 anni e un civile di 21, prima di venire ucciso. 

- Due attacchi erano stati registrati in precedenza nell'area di Hebron, dove un soldato israeliano è stato accoltellato e ferito in modo non grave da un palestinese, il 24enne Adi Hashem al Masalmeh, che è stato poi "neutralizzato" dalle forze di sicurezza. Poco dopo, un 50enne israeliano è morto per le gravi ferite riportate dopo che l'auto su cui viaggiava era stata presa di mira dal lancio di pietre nei pressi di Kiryat Arba, insediamento alle porte di Hebron. Dopo l'attacco a sassate, l'uomo è sceso dalla macchina ed è stato investito da un'altro mezzo. L'autista palestinese è fuggito, poi consegnandosi alla polizia palestinese. Agli agenti ha spiegato di aver investito inavvertitamente il 50enne e di essere scappato per paura, dato il clima di tensione.

15:30 - Il fronte con Gaza "è sotto controllo", secondo il premier Benyamin Netanyahu che oggi si è recato vicino al confine con la Striscia nei pressi del kibbutz Reim. "Stiamo conducendo una battaglia per la sicurezza di Israele su tre fronti - ha sottolineato -. Prima di tutto, preservando la quiete sul Monte del Tempio (Spianata delle Moschee), poi in Giudea e Samaria (Cisgiordania) e terzo, a Gaza". "In base alla mia visita - ha concluso - posso dire che la situazione qui è sotto controllo".

11:30 - A sorpresa il Segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, si recherà oggi in Israele e nei Territori occupati nel tentativo di ridurre la tensione dopo tre settimane di continue violenze. Secondo una fonte israeliana, sarà una visita breve di due giorni, come hanno confermato anche da Ramallah, parlando di una visita non a sorpresa "ma con carattere di urgenza, annunciata all'ultimo momento". In programma nel pomeriggio un incontro con il presidente dello Stato ebraico, Reuven Rivlin, e in serata uno con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Domani sarà la volta del presidente dell'ANP, Abu Mazen: l'incontro avverrà a Ramallah. 

8:30 - La scorsa notte a Ramallah l'esercito israeliano ha arrestato lo sceicco Hassan Yusef, il leader politico e "uomo immagine" di Hamas in Cisgiordania.Secondo un portavoce dell'Esercito, ''ha incitato al terrorismo''. L'arresto si è svolto senza incidenti. Lo sceicco Yusef, 60 anni, è stato arrestato più volte in passato per il suo ruolo di spicco nei vertici politici di Hamas, dove peraltro viene considerato un esponente dell'ala pragmatica.
Il suo arresto giunge all'indomani delle divulgazione di informazioni riservate da parte di Radio Gerusalemme secondo cui Hamas avrebbe ordinato la ripresa degli attentati suicidi. Dei suoi nove figli, uno - Mussab Hassan Yusef - ha ottenuto notorietà internazionale quando si è scoperto che con il soprannome di Principe Verde era stato un informatore dei servizi segreti israeliani per dieci anni. Convertitosi al cristianesimo, Mussab vive negli Stati Uniti e non ha più rapporti con la famiglia a Ramallah. La sua storia è raccontata nel film Il figlio di Hamas.

19 ottobre 2015
20:30 - Da Gaza, secondo fonti israeliane riprese dai media, Hamas ha ordinato alle sue cellule in Cisgiordania la ripresa degli attacchi suicidi proclamando che "l'Intifada continuerà fino alla liberazione di Gerusalemme, della Cisgiordania e della intera Palestina". "Sosterremo l'intifada di Gerusalemme - ha promesso Hamas - col nostro lavoro e col nostro sangue".

11:30 - Per il Segretario di Stato USA Kerry "Israele capisce l'importanza dello status quo. Ed è importante che tutti capiscano che cosa significa". "Non ricerchiamo alcuna modifica, e neppure che venga gente da fuori", ha aggiunto, precisando che "abbiamo bisogno di chiarezza". Il capo della diplomazia USA ha rilevato che neanche la Giordania, garante dello status quo dei luoghi sacri di Gerusalemme, è favorevole ad una presenza internazionale sulla Spianata delle Moschee.

10:30 - Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato lo stop al posizionamento di altre barriere rimuovibili a Gerusalemme come quella eretta tra il rione arabo di Jabel Mukaber e quello ebraico di Armon HaNatziv. Lo scrive Times of Israel spiegando che la decisione è arrivata dopo le numerose critiche alla barriera come una divisione de facto dell'unità della città.

9:00 - L'ennesimo attacco ha colpito ieri sera Israele: a Be'er Sheva, nel sud del Paese, è stato uccisoun soldato israeliano di nome Omri Levi (19 anni)e altre 9 persone sono rimaste ferite in un attentato compiuto da un uomo armato di coltello, presso l'affollata stazione centrale degli autobus. Un migrante eritreo di nome Mila Binsamo, 26 anni, è stato ucciso da un poliziotto israeliano che gli ha sparato scambiandolo per l'attentatore nella confusione seguita all'attacco. Anche il vero assalitore è stato ucciso dalla polizia israeliana.

- A Gerusalemme la polizia ha eretto una barriera difensiva di cemento rimovibile tra il quartiere arabo di Jabel Mukaber e quello ebraico adiacente di Armon HaNatziv, uno dei punti di massima frizione in città, da dove sono partiti molti degli attentatori palestinesi responsabili di attacchi a Gerusalemme. Lo scopo della barriera - lunga poche decine di metri, rimovibile e che non blocca l'accesso al quartiere - secondo la polizia è quello di impedire "il lancio di bottiglie incendiarie, fuochi d'artificio sparati ad altezza uomo e lanci di sassi sulle auto". Alla base della barriera c'è scritto: "Blocco poliziesco temporaneo immediato" e le lastre di cemento sono solo appoggiate sull'asfalto in modo da poter essere rimosse in breve tempo. "Non ha valore politico" - ha assicurato Emanuel Nahshon, portavoce del ministero degli Esteri. Nahshon ha poi insistito che la stessa barriera "è temporanea" e si trova "in alcune aree limitate".

18 ottobre 2015
- Nel pieno degli attacchi terroristici in Israele, l'ISIS ha lanciato in rete un nuovo video, di circa 9 minuti, dal titolo Messaggio ai Mujaheddin di Gerusalemme, decapitate gli ebrei.

- Il Segretario di Stato USA, John Kerry, ha confermato gli incontri con il premier Benyamin Netanyahu e il leader palestinese Abu Mazen. Il primo si terrà a Berlino, dove Netanyahu sarà in visita, e il secondo ad Amman.

- Netanyahu ha bocciato la proposta francese per una presenza di osservatori internazionali sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. "Israele - ha detto - garantisce lo status quo e non è il problema ma la soluzione". Allo stesso tempo il premier ha spiegato che colpirà le fonti finanziarie del Movimento islamico nel paese: "Oggi - ha annunciato - cominceremo a prendere azioni contro l'istigazione, incluso il Movimento islamico, che è il primo istigatore, e in particolare le sue risorse finanziarie".

17 ottobre 2015
- Nel corso della giornata ci sono stati cinque attacchi da parte di "lupi solitari" palestinesi, quasi tutti sotto i 18 anni. Tre sono avvenuti a Hebron, presso la piccola enclave ebraica e la Tomba dei Patriarchi, luogo sacro sia all'ebraismo sia all'islam. Secondo la polizia israeliana, a distanza di poche degli adolescenti palestinesi hanno aggredito un ebreo che stava recandosi in sinagoga, una agente della guardia di frontiera e un soldato di guardia a un posto di blocco. In un caso protagonista dell'aggressione è stata una ragazza palestinese, rimasta uccisa. Gli abitanti palestinesi della città hanno espresso scetticismo sulla ricostruzione fornita dall'esercito. Due altri attacchi sono avvenuti a Gerusalemme, nel rione ebraico di Armon Ha-Natziv, e al posto di blocco di Kalandya, a nord della città. 

- Durante gli scontri nei Territori palestinesi, tre manifestanti sono stati uccisi e due feriti in modo grave, e tre militari israeliani sono rimasti feriti.

- A Tel Aviv 35 autobus sono stati danneggiati in un rogo divampato nel deposito della compagnia dei trasporti Dan. La polizia non esclude che possa trattarsi di un incendio doloso, ma attende ancora l'esame delle telecamere di sicurezza per ottenere elementi più concreti. Secondo voci divulgate da siti web nei Territori si sarebbe trattato di un sabotaggio palestinese.

16 ottobre 2015
15:45 - Un 20enne palestinese è stato ucciso e altri 27 sono stati feriti in scontri scoppiati all'altezza di Khan Yunes, nel sud della Striscia di Gaza, al confine con Israele. Lo riferisce il Jerusalem Post, citando media palestinesi. Una decina dei feriti sarebbe stata colpita da munizioni vere. 

13:10 - Un giovane soldato israeliano è stato pugnalato da un palestinese travestito da reporter a Hebron, in Cisgiordania. Lo dice la Radio militare secondo cui l'aggressore è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dalla reazione delle forze di sicurezza, mentre il soldato non sarebbe in condizioni gravi. L'Associazione della stampa estera (Fpa) in Israele ha definito "uno sviluppo preoccupante" il fatto che il palestinese abbia agito travestito da fotoreporter con una pettorina con sopra scritto "Press". La Fpa ha fatto appello alle "organizzazioni dei media palestinesi" a verificare "immediatamente" le credenziali di tutti media.

12:15 - Il presidente dell'ANP Abu Mazen ha condannato l'incendio alla tomba di Giuseppe definendolo un atto "irresponsabile". Il leader palestinese, riferisce l'agenzia di stampa Wafa, ha "deciso di formare immediatamente una commissione d'inchiesta" e di "fare riparare i danni causati da questo gesto deplorevole". 

9:00 - Questa mattina all'alba, nel giorno in cui Hamas e la Jihad Islamica hanno esortato al "venerdì della rabbia", un centinaio di palestinesi, lanciando bottiglie molotov, ha incendiato alcune parti del complesso della Tomba di Giuseppe a Nablus, una delle più grandi città della Cisgiordania. Lo ha riferito l'esercito israeliano, aggiungendo che forze di sicurezza palestinesi sono intervenute per disperdere i manifestanti e hanno ripreso il controllo del sito, luogo sacro all'ebraismo. L'incendio è stato domato. 

- Il ministro israeliano dell'agricoltura, Uri Ariel (del partito nazionalista Focolare ebraico) ha commentato: ''gli stessi palestinesi, mentre mentono sfrontatamente quando denunciano un asserito cambiamento da parte nostra dello status quo nel Monte del Tempio (Spianata delle Moschee, ndr), a loro volta profanano e bruciano un luogo sacro all'ebraismo''. 

#فيديو: احراق قبر يوسف - مكان يزوره المستوطنون- في مدينة #نابلس بالكامل.

Posted by ‎سلواد بيت النعم‎ on Giovedì 15 ottobre 2015

La tomba di Giuseppe

Attaccata e bruciata anche in passato, la Tomba di Giuseppe a Nablus è da anni luogo di attriti ricorrenti fra israeliani e palestinesi. Il santuario è venerato sia dagli ebrei sia dai musulmani. Secondo una tradizione di epoca bizantina, sotto ad una grande pietra riposano le spoglie di Giuseppe, il figlio di Giacobbe e di Rachele che, nel racconto biblico, divenne influente consigliere del Faraone d'Egitto. In punto di morte espresse la volontà di essere sepolto nelle terre della famiglia a Sichem (l'attuale Nablus). Secondo la tradizione, quando gli ebrei fuggirono dall'Egitto, Mosè ordinò che le sue ossa fossero riportate nella Terra d'Israele. 

In seguito alla Guerra dei sei giorni (1967) la tomba è tornata ad essere frequentata da fedeli ebrei in numero crescente e nell'edificio vicino è stato aperto un collegio rabbinico. Con gli accordi di Oslo (1993), Nablus ottenne però lo status di città autonoma palestinese e la Tomba rimase al suo interno come ''enclave'' aperta al culto ebraico. Da allora, nei momenti di maggiore tensione politica, il santuario è stato oggetto di attacchi (anche cruenti) di miliziani palestinesi. Così avvenne nel 1996, in due occasioni nel 2000, e poi ancora nel 2002. Da allora, in base ad accordi fra Israele ed Anp, gruppi organizzati di fedeli ebrei hanno accesso una volta al mese alla Tomba di Giuseppe, scortati dall'esercito israeliano. 

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15 ottobre 2015

13:00 - Una Giornata della collera è stata indetta dagli islamisti di Hamas in Cisgiordania e a Gerusalemme Est per domani, al termine delle preghiere del venerdì. In particolare ha fatto appello alle masse, affinché affrontino l'esercito israeliano "per punirlo dei suoi crimini", e ad altre forze palestinesi, perché si uniscano alla lotta.

11:00 - Il leader del Movimento islamico in Israele, lo sceicco Raed Sallah, è stato bloccato la scorsa notte nell'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv mentre stava per decollare per la Turchia, dove prevedeva di incontrare deputati turchi ed arabi. Lo ha reso noto il Movimento islamico secondo cui al suo leader è stato vietato di recarsi all'estero per il prossimo mese. In precedenza il governo israeliano lo aveva accusato di aver contribuito ad ispirare l'attuale ondata di violenze, legate alla moschea di al-Aqsa di Gerusalemme.

10:30 - Due palestinesi "sospetti" sono stati arrestati dalla polizia in un sobborgo di Tel Aviv al termine di estese ricerche che per due ore hanno paralizzato il traffico nel centro della città. Alle ricerche hanno preso parte elicotteri della polizia. 

8:00 - Ieri sera, da Ramallah, il presidente dell'ANP, Abu Mazen, ha rinnovato la richiesta di protezione internazionale per la Spianata delle Moschee di Gerusalemme. "Respingiamo i tentativi israeliani di alterare lo status quo a Gerusalemme". "Sosteniamo un movimento popolare pacifico contro Israele", ha aggiunto, e "non cederemo alla logica della tirannia, alle politiche dell'occupazione e all'aggressione". Il leader arabo ha inoltre accusato Israele di aver "giustiziato" Ahmed Mansara, un ragazzino palestinese di 13 anni colpito da un'arma dopo che aveva pugnalato un coetaneo israeliano in uno degli attentati compiuti ieri a Gerusalemme, nel quartiere di a Pisgat Zeev. Un'accusa che Israele ha respinto come "falsa": il ragazzo non è morto ma è stato soccorso ed è "ricoverato in condizioni stabili" in un ospedale cittadino. Nel pomeriggio ne verranno diffuse le fotografie, a conferma.

14 ottobre 2015
21:00 - Il Segretario di stato USA John Kerry ha annunciato la sua intenzione di tornare nella regione "per riportare la calma". Starebbe lavorando a un incontro tra il premier Benyamin Netanyhau e il presidente Abu Mazen, probabilmente ad Amman.

17:00 - Due nuove aggressioni a israeliani. Presso la Porta di Damasco, a Gerusalemme Est, un uomo palestinese di Hebron che stava correndo, con un coltello in pugno, verso una guardia di frontiera, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dalle forze di sicurezza israeliane. Nell'affollatissima stazione centrale degli autobus della capitale israeliana, un attentatore ha pugnalato una donna di 70 anni, che stava salendo sull'autobus, ferendola gravemente. L'autista è riuscito a trascinarla sull'autobus e poi ha chiuso le porte, partendo. Il palestinese, di Gerusalemme est, è stato ucciso dalla polizia. 

16:00 - Una serie di insediamenti israeliani nelle regioni di Gush Etzion, Samaria, Givat Zeev e Binyamin, così come nelle città di Ariel, Maaleh Adumim e Beitar Illit, hanno deciso di sbarrare l'accesso ai lavoranti palestinesi per almeno 24 ore o anche per tutta la settimana, fatta eccezione per le zone industriali. La decisione ha un grosso impatto sull'industria delle costruzioni che impiega in maggioranza operai palestinesi. 

12:00 - Tra le misure di sicurezza approvate dal governo israeliano c'è la decisione di non consegnare più ai familiari i corpi degli attentatori palestinesi uccisi dalle forze di polizia, per evitare che i loro funerali si trasformino in "manifestazioni di appoggio al terrorismo e di incitamento all'omicidio". 

8:30 - L'esercito israeliano ha annunciato il dispiegamento di sei compagnie (ciascuna formata da almeno 100 soldati) dell'esercito che affiancheranno la polizia nei centri urbani nel contrastare le aggressioni a ebrei da parte dei palestinesi. Nella riunione d'emergenza del governo Netanyahu di martedì, la polizia israeliana è stata autorizzata a "imporre la chiusura delle zone di scontri e incitamento alla violenza" a Gerusalemme. L'ufficio del premier Netanyahu ha inoltre annunciato che "ai terroristi saranno revocati i diritti di residenza permanente" e "le proprietà dei terroristi che compiono attacchi verranno confiscate". Approvato anche l'immediato reclutamento di 300 guardie civili addette alla protezione nei trasporti pubblici.

13 ottobre 2015

In quella che diversi gruppi palestinesi hanno voluto battezzare "la giornata della rabbia", una nuova ondata di attacchi terroristici, apparentemente coordinati, ha seminato il terrore a Gerusalemme e in altre zone di Israele. Per ora il bilancio è di tre morti e oltre 30 feriti, mentre almeno due aggressori palestinesi sono stati colpiti a morte.

14:30 - Hamas ha "benedetto" gli attacchi palestinesi mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha riunito il gabinetto di sicurezza. La polizia ha preannunciato un piano di contenimento delle violenze e il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat, ha chiesto ai militari di di imporre il blocco dei quartieri arabi e dei villaggi circostanti. Nella Striscia di Gaza, l'esercito israeliano ha chiuso il valico di frontiera di Erez.

13:50 - Il segretario generale dell'OLP, Saeb Erekat, ha preannunciato che si rivolgerà al rappresentante della Commissione diritti umani ONU, Christoph Heyns, affinché apra una inchiesta su "esecuzioni sommarie ed extragiudiziarie" da parte della polizia israeliana, parlando della morte di alcuni adolescenti palestinesi in prossimità di attentati e indicati dagli astanti come assalitori.

10:50 - Duri scontri sono divampati stamane alla estremità settentrionale della Striscia di Gaza: centinaia di giovani palestinesi si sono lanciati contro i reticolati di confine con Israele, per il terzo giorno consecutivo, e sono stati respinti dal fuoco dei militari israeliani. Uno dei dimostranti, secondo l'agenzia Maan, è stato ferito gravemente alla testa. Feriti anche due giornalisti.

10:35 - Due razzi lanciati dalla Siria sono caduti nell'area delle alture del Golan occupata da Israele, senza causare danni, né vittime. L'esercito dello Stato ebraico parla di un attacco non deliberato ma "di colpi vaganti sparati nel corso dei combattimenti interni alla Siria". In risposta, l'artiglieria israeliana ha colpito due postazioni dell'esercito siriano sulle alture del Golan centrali, ritenendo le forse siriane "responsabili per ciò che accade sul loro territorio."

10:15 - Un secondo israeliano è stato ucciso in via Malkei Israel a Gerusalemme da un palestinese che ha lanciato la propria auto contro un gruppo di persone in sosta alla fermata dell'autobus, poi accoltellandone alcune.  

9:15 - In un attacco terroristico su un autobus, nel quartiere ebraico di Armon HaNatziv, a Gerusalemme Est, è morto un uomo di circa 60 anni. Almeno 18 persone sono rimaste ferite, di cui 9 gravemente. I due aggressori - uno con un pugnale, l'altro con un'arma da fuoco - hanno attaccato varie persone sul veicolo, prima di riuscire a scenderne e attaccare altre persone per strada. La polizia, intervenuta poi in forze, ha ucciso uno dei due terroristi e catturato l'altro.

8:30 - A Ra'anana, cittadina alla periferia di Tel Aviv, un giovane arabo ha assalito due persone con un'arma bianca, probabilmente un coltello. Entrambe sono rimaste ferite, una gravemente. L'assalitore è stato neutralizzato da alcuni passanti, bloccato al suolo, e catturato dalla polizia. Secondo la polizia sarebbe un 22enne residente a Gerusalemme Est.


"L'ondata di violenze che si registra in Israele non viene dalla frustrazione palestinese per la mancanza di una soluzione diplomatica ma dal desiderio di distruggere lo Stato ebraico." 12 ottobre 2015

12 ottobre 2015

8:50 - Un palestinese ha tentato di accoltellare una guardia israeliana nei pressi della Porta dei Leoni nella Città Vecchia a Gerusalemme. L'assalitore viene colpito a morte dagli spari della polizia. L'agente non ha riportato ferite grazie al giubbotto antiproiettile.

11 ottobre 2015
- Un razzo viene lanciato da Gaza verso Israele e fallisce l'obiettivo, ricadendo nel territorio della Striscia.
- La leadership politica araba in Israele reagisce preannunciando uno sciopero generale per i prossimi giorni.
- Nur e Rahaf Hassan, una giovane madre palestinese, incinta di 5 mesi, e la figlioletta di 2 anni, Rahaf Yihia, rimangono uccise a Zaitun nel crollo della loro casa, probabilmente fastiscente: non colpita direttamente, è crollata dopo uno smottamento del terreno causato dalle bombe israeliane.
- A un posto di blocco, in mattinata, una palestinese di 31 anni rimane gravemente ustionata da una deflagrazione. Secondo la versione della polizia israeliana, la donna si sarebbe accinta a compiere un attentato, cercando di introdurre a Gerusalemme un'automobile con bombole di gas. Secondo fonti palestinesi, la fiammata sarebbe stata invece conseguenza di un corto circuito che ha fatto saltare l'airbag.
- Manifestanti palestinesi assaltano il confine a Gaza. Secondo la Mezzaluna rossa, i palestinesi rimasti feriti in giornata in incidenti a Gaza e in Cisgiordania sono oltre 300. Decine colpiti da munizioni vere, 200 intossicati da gas lacrimogeni, oltre 50 colpiti da proiettili rivestiti di gomma.
- In serata, nei pressi del kibbutz di Gan Shamuel, vicino a Hadera, un arabo israeliano ferisce a coltellate tre ebrei in attesa dell'autobus e riduce una soldatessa in fin di vita, prima di essere neutralizzato.
- Benyamin Netanyahu denuncia la continua "sobillazione" del Movimento islamico in Israele, attribuendogli buona parte della responsabilità dell'ondata di violenza: il premier dichiara che intende metterlo fuori legge.
- Nella notte del 10 ottobre l'aviazione israeliana ha colpisto "un'installazione di Hamas dove si producevano ordigni" in seguito al lancio di razzi dalla Striscia verso la vicina città di Ashqelon.

10 ottobre 2015
- Nella notte del 9 ottobre, da Gaza viene lanciato un razzo contro il sud d'Israele, scoppiato senza fare vittime né danni. L'esercito schiera una batteria del sistema di difesa antimissilistico Iron Dome a Beersheva, che si va ad aggiungere a quelle già dispiegate in altre città meridionali come Ashdod, Askhelon, Sderot, Netivot, Ofakim e Eilat.
- Due attacchi terroristici a Gerusalemme, presso la Porta di Damasco: un 16enne palestinese aggredisce due israeliani ultra-ortodossi di circa 60 anni, che riportano ferite non gravi, e viene ucciso dalla polizia. Stessa sorte per un altro palestinese che aggredisce a coltellate tre agenti di polizia, ferendoli. Viene ucciso dal fuoco di reazione di altri agenti. Un terzo agente delle forze speciali viene ferito gravemente da fuoco amico.
- Nel corso di disordini nei pressi del campo profughi di Shuafat, un palestinese viene ucciso da agenti israeliani dopo che aveva sparato alle forze dell'ordine.
- A Gaza per la seconda volta manifestanti palestinesi si scagliano contro la barriera di protezione, tirando ai soldati  pietre, bottiglie incendiarie e pneumatici dati alle fiamme. Nel corso degli scontri i soldati uccidono due palestinesi di 13 e 15 anni, e ferendo 23 altri manifestanti. Una parte dei manifestanti si apre un varco nei reticolati di confine ed entra in territorio israeliano. Alcuni sono stati arrestati, gli altri rientrano a Gaza.
- Si registrano scontri a Gerusalemme Est, a Ramle (nel centro di Israele), a Umm el Fahem (nord di Israele) e a Hebron in Cisgiordania (con decine di feriti negli incidenti, secondo fonti palestinesi). Protesta anche a Khan Younis, nella zona tra il valico di Kerem Shalom e Rafah e a est di Gaza.
- La polizia israeliana richiama in servizio centinaia di riservisti della guardia di frontiera. Saranno dislocati nelle città israeliane a popolazione mista.

"La battaglia per Gerusalemme è la battaglia di Gaza e l'Intifada della Cisgiordania è l'Intifada del nostro popolo", 9 ottobre 2015.

9 ottobre 2015
- Nel corso di scontri con le forze di sicurezza israeliane, lungo il confine con la Striscia di Gaza, 7 palestinesi (4 a est di Khan Younis, e 3 a est di Gaza) vengono colpiti a morte. Altri 145 restano feriti, alcuni in maniera grave. Secondo il portavoce militare israeliano, gli scontri scoppiano dopo che circa 200 palestinesi avvicinano alla frontiera tirando pietre e facendo rotolare pneumatici incendiati verso le forze di sicurezza. Queste "hanno risposto sparando verso i principali istigatori per impedire loro di avanzare e per disperdere i manifestanti".
- Durante un discorso pronunciato in una delle principali moschee di Gaza, nel corso della preghiera musulmana del venerdì, il primo ministro islamista di Hamas, Ismail Haniye, fa appello perché cresca l'ondata di aggressioni palestinesi per trasformare l'azione in una Intifada con l'obiettivo di "liberare Gerusalemme". "La battaglia per Gerusalemme è la battaglia di Gaza e l'Intifada della Cisgiordania è l'Intifada del nostro popolo", ha aggiunto.
- A Dimona, nel sud d'Israele, un 17enne israeliano, già conosciuto dalla polizia e con una storia di disturbi psichici alle spalle, ha accoltellato due palestinesi, ferendoli leggermente, e due arabi israeliani, colpiti in maniera più grave. La portavoce delle forze dell'ordine, il ragazzo si è difeso sostenendo che "tutti gli arabi sono terroristi". Benjamin Netanyahu condanna "fermamente" l'attacco contro 4 "arabi innocenti". Un israeliano è stato pugnalato nella stessa Dimona, riportando ferite lievi, da un aggressore ignoto che riesce a fuggire.
- Un adolescente ultraortodosso viene accoltellato a Gerusalemme, restando leggermente ferito. L'aggressore viene bloccato.
- Un poliziotto viene leggermente ferito con un coltello da un palestinese all'ingresso occidentale di Kiryat Arba, grosso insediamento ebraico alle porte di Hebron. L'aggressore viene colpito e arrestato.
- Alla stazione centrale dei pullman di Afula, nel nord d'Israele, una donna cerca di accoltellare una guardia ma viene colpita e ferita gravemente dalle forze di sicurezza israeliane.

8 ottobre 2015
- Due israeliani vengono pugnalati da un palestinese nel centro di Afula, cittadina nel nord di Israele. Uno dei feriti è un soldato di 20 anni circa, pugnalato al petto, che versa in condizioni stabili. L'attentatore, secondo una portavoce della polizia, è stato neutralizzato e arrestato.
- Un terrorista palestinese viene catturato ad Haifa, dopo un inseguimento durato alcune ore.

7 ottobre 2015

- Un ebreo viene accolteltato da una donna palestinese alla Porta dei Leoni, nella Città Vecchia di Gerusalemme.
- A Kyriat Gat, nel Negev, un palestinese di Hebron, che Hamas rivendica come suo membro, cerca di accoltellare un soldato e poi di rubargli il fucile. L'uomo viene raggiunto e ucciso dagli agenti di sicurezza israeliani.
- Vicino a un centro commerciale di Petach Tikva, nella zona centrale di Israele, un palestinese di un villaggio vicino a Hebron accoltella un ebreo ortodosso di 25 anni, leggermente ferito.
- L'israeliana Rivi Lev Ohayon, 38 anni, sfugge a un linciaggio sulla strada dalla sua colonia di Tekoa, presso Betlemme, verso la vicina Gerusalemme: la sua auto viene presa a sassate da un gruppo di palestinesi.
- Una manifestazione all'università palestinese di Bir Zeit, alla periferia di Ramallah, in Cisgiordania, sfocia in scontri con l'esercito israeliano. Nei pressi di un check point vengono feriti tre studenti, di cui uno in modo grave alla testa.
- Nel corso di uno scontro tra coloni israeliani a Betlemme, in Cisgiordania, un 18enne palestinese viene ferito gravemente dai proiettili sparati dalla polizia israeliana.
- L'esercito di Israele arrestato 40 palestinesi a Hebron, Nablus, Jenin, Qalqilia e a Gerusalemme Est. I residenti affermano che le forze israeliane hanno fatto irruzione nelle case dei palestinesi, danneggiando le proprietà, umiliando gli occupanti e minacciando azioni dure nel caso in cui i più giovani avessero continuato a lanciare pietre contro i soldati.
- Centinaia di abitanti arabi di Giaffa (Tel Aviv) si scontrano nella notte con reparti della polizia israeliana durante una manifestazione indetta ''in sostegno della moschea al-Aqsa di Gerusalemme''. Diversi automezzi vengono danneggiati da pietrate e alcuni agenti rimangono contusi nel corso degli incidenti, protrattisi per circa due ore.
- Hamas diffonde in rete un video che invita a "uccidere i sionisti", che viene successivamente rimosso da Youtube.

6 ottobre 2015
-  Israele distrugge nella notte a Gerusalemme Est le abitazioni di due palestinesi autori di attentati nel novembre 2014, quando uccisero cinque persone in un attentato a una sinagoga di Gerusalemme ovest.
​- A Betlemme i funerali d​i un bambino palestinese di 12 anni ucciso ​il giorno precedente sono sfociati in violenti scontri conclusisi, secondo la Mezzaluna rossa, con un bilancio di dieci palestinesi feriti. Incidenti simili con 25 feriti anche al check point di Qalandia

1° ottobre 2015
- Poco dopo le 21 (ora locale) una coppia di giovani israeliani di circa 30 anni, Eitam e Naama Henkin, residenti nella colonia di Neria, a nord-ovest di Ramallah, viene crivellata di colpi in un attacco terroristico alla loro auto, non lontano da Nablus, tra i due insediamenti di Alon Moreh e Itamar nel nord della Cisgiordania. A bordo del veicolo anche i loro quattro figli - uno di 4 mesi e gli alri tra i 4 e i 9 anni - tutti ritrovati illesi sul sedile posteriore. 
- Gli aggressori fuggono a bordo di una macchina verso il vicino villaggio palestinese. Israele schiera centinaia di soldati nell'area per dare loro la caccia. I quattro battaglioni inviati nella zona dovranno anche garantire l'ordine pubblico. Hamas, pur negando un suo coinvolgimento, loda l'attacco in Cisgiordania da parte della "resistenza palestinese", salutandolo come "una risposta ai crimini dei sionisti".
- Nel villaggio palestinese di Beitillu, a poca distanza da Neria, alcuni coloni danno alle fiamme un'auto e tracciano su un muro la scritta "Vendetta per gli Henkin". 

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