Stop ai sondaggi da domani con Fdi e M5S in crescita mentre Pd e Lega calano

Dalla mezzanotte di oggi la campagna elettorale dovrà proseguire senza uno dei fattori più determinanti: i sondaggi. la legge infatti vieta ogni pubblicazione di rilevazioni nelle ultime due settimane prima del voto. I partiti, ovviamente, continueranno a farli ma dovranno tenerli segreti (insomma, ci proveranno).

Possiamo però oggi analizzare quello che è stato il percorso dei principali partiti dal giorno della crisi del Governo Draghi (21 giugno) ad oggi. Certo, i sondaggi non sono numeri reali, ma proiezioni fatte da società esperte. Però vengono ritenuti attendibili dalle segreterie di tutti i partiti.

Gli ultimi sondaggi

Per quanto riguarda le coalizioni, che saranno fondamentali nei collegi uninominali, la differenza tra centrodestra e sinistra sarebbe superiore ai 20 punti percentuali (46,6% vs 26,4% al 22 luglio - 47,3% vs 27,5% questa settimana).

Ma è guardando i singoli partiti che si possono fare considerazioni interessanti.

Fratelli d’Italia

Il partito di Giorgia Meloni è sempre stato il primo di tutto il panorama politico del paese. Ma se a luglio il suo andamento sembrava stabile ed il primato insediato dal Pd, nelle ultime settimane si è assistito ad un’ulteriore crescita di consensi arrivata a sfiorare il 27%. Voti arrivati in parte da chi era indeciso e dalla Lega di Salvini. Piace agli italiani la versione molto pacata di Giorgia Meloni, possibile prossimo Presidente del Consiglio

Pd

Diametralmente opposto il cammino del Partito Democratico. A Luglio Enrico letta sognava il sorpasso ed il primato nella politica italiana. Poi però la difficile gestione delle alleanza con la clamorosa rottura con Calenda ed altre uscite (per esempio quella sulla patrimoniale) hanno allontanato l’elettorato che è andato a calare. Oggi il partito viene dato poco sopra il 20%, con tendenza a perdere.

Movimento 5 Stelle

Questa è la vera notizia di questi due mesi: i grillini non sono scomparsi (come forse Letta si augurava), anzi, sono tornati a crescere superando addirittura la Lega. Conte quindi non rimpiange l’addio di Di Maio ed altri big della passata legislatura ma raccoglie i dividenti dell’essere ritornato solo, all’opposizione dura e pura. Il sogno è raggiungere il 15%, oggi si trova pochi decimi di punto sotto.

Lega

Il 13% attorno a cui viene dato oggi il partito di Matteo Salvini può essere letto in due modi: negativo, dato che si sono lasciati per strada quasi due punti, o positivo dato che il calo sembra contenuto e soprattutto il voto rimasto nella coalizione di centrodestra, nello specifico a Giorgia Meloni. Si vedrà soprattutto al nord quale sarà l’andamento del partito di Salvini.

Forza Italia

Quando Berlusconi diceva che il partito sarebbe arrivato al 20% mentiva sapendo di mentire. Ad Arcore hanno due obiettivi: restare in forze, attorno al 10%, e non farsi superare al centro dal duo Renzi-Calenda. Ad oggi i due risultati sarebbero raggiunti ma si teme un clamoroso sorpasso negli ultimi giorni di campagna elettorale.

Azione-Italia Viva

Il duo che non ti aspetti, Renzi-Calenda, ha come obiettivo il 10% ma, se all’inizio la crescita del nuovo Centro sembrava dirompente, oggi la situazione sembra stabilizzata attorno al 7%. Per Renzi basterà per essere determinante. Convizione o strategia?

+Europa

Emma Bonino ed i suoi sono una delle stampelle del Pd. I diritti civili sono al centro della loro campagna ma sono dati in calo, leggero, dall’inizio delle rilevazioni ed oggi stazionano attorno al 2%-2,5% una soglia importante con questa Legge Elettorale

Verdi/Si

I due partiti di sinistra completano l’alleanza con il il Pd contro il centrodestra. Ma non sfondano, anzi. Oggi si viaggia attorno al 3,5%. Poco, pochino.

Gli Altri

Italexit di Paragone si giocherà il superamento della soglia del 3% all'ultimo voto; il duo Toti-Lupi punta ad un importante 2% per la coalizione di centrodestra. Impegno Civico di Di Maio invece è sempre stato sotto l'imbarazzante 1%.

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