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Economia

Stop alle aperture domenicali, quanti posti sono a rischio

Il ministro del lavoro e dello Sviluppo Economico, Lugi Di Maio, è intenzionato a far partire le nuove regole già prima dell’inizio del 2019. Ma, alla fine,l’annunciato stop alle aperture domenicali dei negozi potrebbe essere un po’ più morbido del previsto. L’idea di Di Maio è introdurre un sistema di turni in base al quale, in ogni giornata festiva, resta aperto a rotazione il 25% degli esercizi commerciali.

Si tratta dunque di una soluzione un po’ più soft di quella prospettata in due differenti proposte di legge, una della Lega e un’altra del Movimento 5stelle, che puntano a limitare le aperture nei giorni festivi a non più di una al mese.Qualunque sia a soluzione scelta, c’è un’associazione di categoria che ha già manifestato la sua contrarietà al provvedimento della maggioranza giallo-verde e si è messa a fare i conti.

Uno su dieci a rischio

Si tratta di Federdistribuzione, la sigla delle grandi catene di supermarket e centri commerciali che ha stimato una perdita potenziale di 40-50mila posti di lavoro, nel caso in cui i negozi fossero costretti a chiudere alla domenica o nei festivi. Da dove escono questi numeri? La stima deriva dal fatto che oggi, nella grande distribuzione, lavorano nel complesso 450mila persone. Fatta eccezione per i sabati, ormai le domeniche  sono i giorni della settimana in cui si spende di più nei supermercati e centri commerciali, con un peso di circa un decimo sul fatturato.

Di conseguenza, secondo Federdistribuzione,quasi il 10% degli addetti del settore sta rischiando il proprio posto, a causa di un possibile dimagrimento degli organici. Si tratta appunto di unesercito di oltre 40mila persone anche se le stime sono fatte un po’ a spanne. Di sicuro, chi smetterà di lavorare alla domenica senza perdere il posto sarà contento. Anche se, va detto, il personale dei negozi è soltanto un piccolo spaccato degli italiani che prestano servizio durante i giorni festivi.

Milioni in servizio 

Secondo le stime dellaCgia (la confederazione degli artigiani di Mestre), i nostri connazionali che lavorano alla domenica sono infatti ben 4,7 milioni. I dipendenti del commercio rappresentano poco più di 580mila lavoratori mentreci sono oltre 200mila addetti dei trasporti, più di 680mila persone tra medici e infermieri e circa 330mila dipendenti pubblici, tra cui molti addetti delle forze dell’ordine. Tutti loro continueranno a lavorare anche nelle festività, negozi chiusi o aperti che siano.

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